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Come fare Email Marketing: 10 consigli PRATICI da seguire!

By | 18 maggio 2015

Email_Marketing

Email Marketing, quest’illustre sconosciuto…...

Ma non puoi entrare nel server del mio concorrente e copiare la lista di email dei suoi clienti? Tanto a me quelli serve contattare….

Questa la richiesta fattami da un cliente non più tardi di un paio di mesi fa….

Ti giuro che non scherzo.

Ma in effetti non c’è poi tanto da stupirsi, la conoscenza dell’email marketing non è che sia proprio diffusa nelle aziende….generalmente ne sanno quanto uno scafista può saperne di crociere….

E’ per questo che ho preparato quest’articolo, nel quale ti spiego come fare email marketing elencandoti 10 consigli PRATICI e non troppo tecnici, da seguire per approcciarti in maniera efficace (o almeno non del tutto sprovveduta) al DEM (Direct email marketing ).

 

1) La grafica della newsletter

Per quanto mi riguarda ritengo che la grafica delle newsletter NON sia affatto la cosa più importante.

Anzi, ti dirò di più, se l’elaborazione di una grafica “accattivante” deve portarti via ore e ore di lavoro, e andare a discapito ad esempio, della qualità del contenuto, allora lascia perdere.

Se poi insisti nel volerla fare grafica, allora segui due vie:

  • Preparati due/tre modelli, così fai il lavoro una volta e poi li riusi nel tempo;

Per me questi due sono tra i migliori, comunque se cerchi online ne trovi decine di altri.

Nota: io faccio email marketing già da qualche anno. Le mie newsletter sono testuali.
“Come direbbe Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta.”

2) Strumento per l’invio
Le newsletter NON si mandano con Outlook, Thunderbird e con gli altri strumenti di posta elettronica tradizionale.

Se lo fai, CERCHI PROBLEMI, t’ho avvisato (leggi punto 5)

Quindi, assodato che ti devi dotare di uno strumento nato per fare email marketing, ti consiglio di sceglierne uno che abbia queste funzionalità:

  • Le statistiche sugli invii per controllare quali e quanti utenti aprono le tue newsletter e quali e quanti utenti cliccano sui link che metti all’interno dei messaggi, in modo da dedicare anche del tempo all’analisi dei risultati e capire quale tipo di messaggio “funziona” di più e quale meno;
  • Gestione dei bounce. Bounce è un termine inglese che indica i “rimbalzi”, che nell’email marketing si riferiscono a quei messaggi che tornano indietro perché l’indirizzo email del destinatario non riceve per qualche problema ( non esiste più, è stato scritto male nella lista, la casella ricevente è piena ecc ecc). Fare tanti “bounce” è assolutamente da evitare, altrimenti si viene etichettati come spammer e le nostre email verranno automaticamente cestinate dai provider dei nostri utenti. Ci vuole quindi uno strumento per le newsletter che gestisca i bounce disiscrivendo automaticamente i destinatari che “rimbalzano” i nostri messaggi.
    In questo modo la tua mailing list rimarrà sempre “PULITA”.
  • Link di disiscrizione autonoma degli utenti: chi riceve la tua newsletter deve avere SEMPRE e SUBITO a disposizione la possibilità di disiscriversi in maniera autonoma e definitiva.

Non c’è niente di peggio che continuare a ricevere newsletter non desiderate e non avere la possibilità di “cancellarsi”. Quindi assicurati che lo strumento di cui sei dotato o ti vuoi dotare abbia questa funzione.

3) Strumento per il controllo della tua mailing list

Vista l’importanza di arginare i bounce di cui ti parlavo prima, ti è MOLTO utile dotarti di uno strumento che controlli PRIMA dell’invio la validità degli indirizzi della tua mailing list.
Io ti consiglio di usare questo http://www.atompark.com/bulk-email-verifier/.
Gli carichi la lista in excel, lo fai partire, e lui controlla tutti gli indirizzi, anche se sono migliaia, mentre tu fai altro.
Funziona e costa poco.

 4) Liste di utentiLa lista degli utenti deve essere costituita da indirizzi email di utenti interessati al tuo prodotto o servizio e che abbiano dato il consenso a ricevere le tue comunicazioni via email.

Si si, come no, e io vado al bar col Bianconiglio e lo Stregatto in attesa che ci raggiunga Alice per l’aperitivo…

Attenzione, non voglio invogliarti a fare lo spammer…è solo che nella mia esperienza lavorativa mi sono trovato di fronte ad aziende che avessero a disposizione una mailing list completamente profilata e “autorizzata” pochissime volte…forse un paio dal 2006 ad oggi.

Quindi cosa fare se non hai una mailing list tua abbastanza corposa?
Ecco qualche dritta:

  • Raccogli gli indirizzi email di clienti e potenziali clienti che hai già a portata di mano:
    Anche se questo vorrà dire che ci devi perdere del tempo per rastrellarli in giro per la tua azienda (dal gestionale, dai pc dei commerciali, da fogli di excel sparsi sul server).

FALLO.
E’ quanto di più vicino ci possa essere rispetto ad una mailing list profilata e autorizzata: sono indirizzi di utenti che in qualche modo sono già in contatto con te.

  • Comincia a raccogliere gli indirizzi email in maniera sistematica: chiedila ai visitatori del tuo stand in fiera, metti sul sito un form per la registrazione alla newsletter, chiedi ai tuoi commerciali di cominciare a raccoglierli ecc ecc

5) SMTP dedicato
Questo è un punto tecnico ma MOLTO importante.
L’SMTP è il Simple Mail Transfer Protocol , ovvero il protocollo per l’invio delle email.
E’ sostanzialmente “l’attrezzo” con cui spedisci le email della tua azienda. Se vuoi cominciare a mandare le newsletter DEVI ASSOLUTAMENTE UTILIZZARE UN SMTP DEDICATO.
NON USARE LO STESSO CHE USI PER LA POSTA “NORMALE”.
Il rischio di essere blacklistati facendo newsletter è alto (i motivi possono essere mille e sono molto tecnici, quindi non mi dilungo), e se non usi un SMTP dedicato metti a serio rischio il corretto funzionamento della tua posta elettronica “normale”.

6) Mittente
Da questo punto cominciare a parlare del contenuto della newsletter. E partiamo dal mittente.
Fai MOLTA attenzione alla scelta. Evita di usare mittenti tipo:

 newsletter@pippo.it
✓ news@pippo.it
✓ promozioni@pippo.it
 Qualunque altro tipo di mittente faccia capire in maniera lampante al destinatario che si tratta di una newsletter.

Il mittente, insieme all’oggetto, sono le prime informazioni che il destinatario legge della email, e se da quelli capisce che si tratta di una newsletter, la percentuale di “cestinate” aumenta a dismisura.

7) Oggetto
Come dicevo prima, mittente e oggetto sono le prime “informazioni” che l’utente legge della nostra email. Dobbiamo quindi giocarci al meglio le nostre carte.

E l’oggetto è IMPORTANTISSIMO.

Devi tentare di essere originale e interessante.
Anticipa nell’oggetto il beneficio che l’utente avrà nell’apertura della email e non essere banale con frasi del tipo “Scopri le nostre offerte”, “Le nostre offerte speciali per l’inverno” ecc ecc.

E non superare MAI I 40 CARATTERI: se scrivi un oggetto troppo lungo rischi che sia “tagliato” dal client di posta, e ricorda che oggi in moltissimi leggono la posta elettronica dallo smartphone, che diminuisce ulteriormente i caratteri a disposizione. Quindi mi raccomando, rimani entro i 40 caratteri.

 8) ContenutoSe stavi pensando ad un piano editoriale che avesse come contenuti delle tue newsletter l’argomento “COMPRA, COMPRA, COMPRA”, ascolta un consiglio: LASCIA PERDERE!

La gente riceve offerte di ogni tipo in continuazione e su ogni media: radio, tv, giornali, telefono fisso, cellulare, nella buca delle lettere, sul parabrezza dell’auto ecc ecc.

E di ricevere l’ennesima offerta non gliene può fregare di meno! QUINDI EVITA!

Realizza invece contenuti UTILI per il tuo lettore.

E’ l’unico modo che hai di ottenere successo dall’email marketing.

Se realizzi contenuti utili instauri un rapporto col tuo destinatario, che comincerà a leggere con piacere le tue newsletter…
Suggeriscigli nei tuoi messaggi soluzioni a problemi che riguardano il tuo lavoro, senza tentare di vendergli niente.
In questo modo, se scrivi davvero informazioni a lui utili, col tempo ti riconoscerà come autorevole nel tuo campo, e quando avrà bisogno di un tuo prodotto/servizio, sarà lui a contattarti.

 

Se non hai contenuti utili da fornire, allora hai una sola alternativa: NON FARE LE NEWSLETTER!

Se vuoi imparare DAVVERO come fare email marketing di successo, segui questo consiglio (qui ho scritto un post su come scrivere una newsletter efficace ). 

 9) Mobile

Come accennavo nel punto 7), in moltissimi ormai leggono la posta elettronica da smartphone. Quindi le newsletter che invii devono essere mobile-friendly , ovvero ottimizzate per una corretta visualizzazione anche dagli smartphone. Quindi prima di mandare la newsletter, testale e controlla che si visualizzi correttamente anche da mobile.

10) Frequenza e giorni migliori per l’invio
In quest’ultimo punto parlo di frequenza e giorni migliori per l’invio delle newsletter:

  • Frequenza: se decidi di fare email marketing devi prendertene l’impegno. Mandare una newsletter al mese (o meno) è troppo poco, devi avere una periodicità più costante.Una a settimana è l’optimum, ma se per te è troppo impegnativo, può bastare farla quindicinale.

E non avere pause, deve diventare un appuntamento fisso col tuo lettore.

  • Giorni per l’invio: martedì è il giorno migliore per spedire. Anche mercoledì e giovedì sono giorni “buoni”. Evita tutti gli altri. Questo il mio consiglio in linea generale. Poi è ovvio che ci possono essere settori di business e target di utenti per cui esistano delle differenze.

Piccolo trucco: controlla le statistiche del tuo sito e vedi in quali giorni della settimana hai più di traffico. E’ un modo semplice di “tarare” sul tuo business la scelta del giorno migliore in cui spedire.

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Eccoci alla fine del post….è stato lunghino scriverlo, ma spero ti sia utile ad evitare errori, che ti assicuro, vedo commettere ogni giorno.

E ricorda: se vuoi imparare come fare email marketing, bisogna solo capire quali macro errori evitare e soprattutto, imparare come scrivere una newsletter efficace per chi i tuoi lettori.
Ciao, e al prossimo post….

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50 sfumature di CMS…..

By | 4 maggio 2015

Cms open source o proprietario

Se sei un appassionato di manette e ti piace essere legato e schiavo della web agency che ti svilupperà il sito, allora fermati qui e non proseguire nella lettura…Se invece hai “gusti” diversi, e vuoi sentirti libero nel continuare la collaborazione col tuo fornitore, senza costrizioni che non valuteresti  (e che probabilmente non ti verrebbero “specificate” alla firma del contratto) allora perdi 5 minuti del tuo tempo e leggi l’articolo…

Come evitare la “fregatura” del CMS

(Prima dei CMS) Fino ai primi anni 2000 circa, la realizzazione dei siti internet avveniva “scrivendo” interamente il sito in html, pagina per pagina ed era quindi di esclusiva competenza di programmatori che conoscevano questo linguaggio di programmazione. E questo valeva anche per l’aggiornamento dei contenuti: se dovevi cambiare un prodotto del catalogo presente sul sito, aggiungere una news o semplicemente cambiare il testo di una pagina non avevi altre possibilità che rivolvergerti al programmatore che te lo aveva realizzato e farlo fare a lui.

(Arrivano i CMS) Dai metà anni 2000 in poi invece, per la realizzazione dei siti web ha preso piede l’utilizzo dei CMS. Cos’è  un CMS? CMS è l’acronimo di Content Management System, che in italiano sta per Sistema di gestione dei contenuti, e identifica quel tipo di piattaforma software che permette una gestione userfriendly dei contenuti. In pratica è l’interfaccia web (il backoffice) del sito che ti permette di aggiornarne le sezioni senza avere la minima conoscenza di programmazione.

CMS Proprietario o Open Source?

Ma quindi dove sta la “fregatura” di cui accennavo prima? Qual è “l’inghippo” di questa innovazione apparentemente solo piena di vantaggi? Te lo spiego subito.

Di CMS ne esistono di due tipi: i CMS Proprietari e i CMS Open Source.

Un CMS proprietario è un CMS realizzato da una web agency da zero, che quindi ne detiene i “codici sorgenti” e questo si traduce nel fatto che una volta realizzato un sito internet con un CMS proprietario sei legato mani e piedi al fornitore, anche se dopo un po’ scopri che non sei pienamente soddisfatto del servizio, anche se che per ogni piccolo aggiornamento che richiedi ti vengono fatturate cifre che ritieni esose, non ha modo di opporti:

Sei loro schiavo e non puoi più andartene!

L’unica soluzione che ti rimane è rifare il sito da zero con un’altra azienda.
Forse ti stai chiedendo: “Ma ci sarà qualche vantaggio nell’utilizzo di un CMS proprietario?”
La mia risposta è NO.Ti racconteranno che è più personalizzabile, più stabile, più sicuro e bla bla bla…

Tutte CXXXXXE! Potevano esserci vantaggi reali nel 2005, forse. Oggi non più.

Un CMS open Source invece è un CMS realizzato e costantemente sviluppato da una community estesa di sviluppatori (spesso migliaia sparsi per il mondo) ed essendo open source è di proprietà di tutti.

Ne esistono di diversi tipi: WordPress, il più famoso insieme a Joomla!, e poi Drupal, Typo3 e quelli verticali sull’ecommerce come Magento, Prestashop, ZenCartecc ecc.

Sono ormai completamente personalizzabili ed hanno dei backoffice di gestione dei contenuti molto facili da utilizzare (soprattutto WordPress). E, dettaglio IMPORTANTISSIMO, trovi un sacco di professionisti che li utilizzano e quindi, se col primo fornitore che ti ha realizzato il sito non ti trovi più bene e decidi di cambiare, PUOI farlo senza dover rifare il sito da zero, cioè sei libero!

ATTENZIONE, MOLTO IMPORTANTE:

Mi è capitato più di una volta di trovarmi di fronte ad aziende che nonostante la web agency gli avesse realizzato il sito con CMS Open Source, grazie a clausole contrattuali truffaldine, si arrogavano comunque il diritto di proprietà sui codici sorgenti del sito realizzato, rendendo quindi il cliente schiavo comunque.

Fai quindi moltissima attenzione al contratto quando realizzi il nuovo sito della tua azienda, e richiedi espressamente una clausola che ti rende esplicitamente proprietario del sito realizzato.

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