Monthly Archives: luglio 2015

SITO INFETTO: come scoprire se ti hanno HACKERATO il sito!

By | 28 luglio 2015

hackdby

Sito bucato. Hai mai sentito questo termine? Mai avuto questo tipo di problema? Generalmente ci sono due situazioni: o ignori totalmente il pericolo, perché non ti è mai successo, oppure sai benissimo a cosa si riferisce il termine “sito bucato” perché hai vissuto questo tipo di disavventura e hai sudato freddo per qualche ora (se sei stato fortunato) o giorno nei casi più gravi…    

SITI HACKERATI: questo l’argomento di oggi. Ogni giorno migliaia di siti vengono presi di mira da hacker sparsi in giro per il mondo che effettuano tutta una serie di operazioni arrecando DANNI più o meno seri alla tua presenza online.

Questo post si pone un unico obiettivo: sensibilizzarti sull’ESISTENZA del problema sicurezza dei siti web.

Che tu sia un imprenditore che si appresta a fare il sito internet aziendale, il direttore commerciale che segue la presenza online dell’azienda o il responsabile marketing che gestisce la comunicazione, probabilmente non ne saprai molto sull’argomento, o addirittura ne ignori l’esistenza.

Quindi il post non avrà particolari affondi tecnici (non sono la persona giusta per farli) anche perché le “novità” in questo ambito sono all’ordine del giorno, ma servirà a farti conoscere il problema, presentarti i rischi e darti qualche “strumento” pratico per riconoscerlo.

 “Cosa significa in pratica che un sito è stato hackerato? Cosa succede?”

SITO INFETTO O HACKERATO: I principali tipi di infezione e/o attacchi possibili.

Qui ti presento i principali tipi di infezioni e/o attacchi che il tuo sito web può subire, descrivendoti anche gli effetti procurati (non sempre facilmente visibili).

  • Defacing
    Il defacing è l’azione di hackeraggio più drastica tra quelle che citerò. In pratica il sito vittima viene oscurato e sostituito completamente con un altro (nella maggior parte solo una pagina che manda un messaggio). E’ il tipo di attacco più DRASTICO, come dicevo, nonché il più visibile. Non bisogna essere dei tecnici per scoprirlo. Vai sul tuo sito e ne trovi un altro al suo posto. L’immagine in alto di presentazione dell’articolo è un esempio di quello che potresti vedere nel caso il tuo sito subisse un attacco di Defacing. Lo scopo principale e più usuale di questo tipo di attacco è di tipo propagandistico (nell’esempio l’hacker lancia il messagio “Palestina Libera”).
    Nota importante: il defacing è tra quelli presentati, l’attacco oggi meno diffuso e sempre meno utilizzato.
  • Inserimento di codice HTML
    L’inserimento di codice html è il secondo tipo di attacco hacker che ti presento. Questo, a differenza del defacing è molto in voga, molto meno “visibile” rispetto al primo e potenzialmente rischiosissimo per il traffico che il tuo sito riceve.

Con questo tipo di attacco l’hacker, violando il tuo sito, inserisce all’interno delle pagine codice html per diversi scopi, che in genere hanno tutti un unico obiettivo: portare traffico a ecommerce che vendono Viagra e simili, siti porno, casinò online, ecc ecc.

  • Phishing
    L’ultimo degli attacchi hacker presentati è il Phishing. Phishing è il termine che indica quell’attività fraudolenta per cui l’hacker invia messaggi email mascherando la propria identità ad esempio dietro quella di un fornitore di servizi cercando di carpire dati sensibili come il numero della carta di credito, piuttosto che password di accesso a servizi online ecc ecc. Sicuramente avrai ricevuto almeno una volta una finta email delle Poste o della tua banca che ti chiedeva i dati della tua carta di credito…Negli ultimi tempi inoltre il phishing si è particolarmente evoluto, diventando parecchio più aggressivo rispetto ai casi prima citati (ex vedi Cryptolocker).

 Cosa c’entra il phishing col sito?”

C’entra eccome! In moltissimi casi di phishing, i siti vengono “bucati” per prendere possesso del server su cui sono installati e da lì effettuare le azioni di phishing e di invio delle email “truffa”.
Questo è il caso di hackeraggio più difficile da individuare!

Vuoi una prova IN DIRETTA del problema? Eccotela servita…

Puoi verificare quanto sia serio e diffuso il fenomeno dell’hacking con queste due verifiche pratiche:

Clicca su intitle:”HACKED BY” inurl:comune.
Ti si aprirà una pagina di Google con un elenco di siti di comuni italiani con il sito hackerato. Tra i risultati troverai probabilmente dei casi di Defacing.

oppure clicca su “viagra” inurl:comune.
I risultati di questa ricerca su Google si riferiranno invece ad un elenco di siti di comuni attaccati con “inserimento di codice html”che ti rimanderanno ad un ecommerce di Viagra.

In entrambi i casi avrai visto coi tuoi occhi la diffusione del problema.

Come capire se il sito è bucato
Gli strumenti per capire se il sito è infetto o hackerato sono diversi ma ATTENZIONE: nessuno di quelli che citerò è sempre valido e la migliore soluzione per prevenire questo tipo di problematiche è quella di affidarsi ad aziende professionali che abbiamo nel proprio staff programmatori web e sistemisti in grado di prevenire gli attacchi o quantomeno essere in grado di intervenire con prontezza e cognizione di causa alla bisogna. Quindi NON l’amico che spatacca o la piccola web agency che ti fa il sito a € 500. 

Fatta la premessa, ti presento qualche strumento che ti permetterà di effettuare i primi controlli e verificare se il tuo sito è infetto ed è stato bucato:

1) Strumento di diagnostica di Google
Incolla il link sotto indicato nel browser (ovviamente sostituendo a “tuosito.it” l’indirizzo del sito che vuoi verificare):

https://www.google.com/safebrowsing/diagnostic?site=tuosito.it

Dopo averlo fatto dai l’invio e verifica il risultato che da lo strumento. Se la pagina ti restituisce la segnalazione di qualche problema, contatta immediatamente la web agency che t’ha fatto il sito per procedere alla bonifica. Altrimenti, se lo strumento non ti restituisce nessun allarme, continua con le verifiche che ti segnalo nei prossimi punti. Potrebbero esserci problemi non rilevati da questo strumento.

2) Operatore site: di Google
Usa l’operatore site di Google (qui trovi il link che spiega cos’è ) per controllare che il tuo sito non contenga pagine di Viagra o simili.

Fai così. Vai su Google, inserisci nella barra di ricerca questi comandi:
– site:tuosito.it “viagra”
– site:tuosito.it “vendita cialis”
– site:tuosito.it “casino online”
– altre query simili.

Se il tuo sito è vittima di un attacco del tipo “inserimento di codice”, Google restituirà a quel comando l’elenco delle pagine del tuo sito che contengono “viagra”.

Mentre scrivo (28 luglio 2015) il sito del comune di Ivrea (www.comune.ivrea.to.it ) contiene 100 pagine che parlano della “famosa pillola blu” e rimandano ad un ecommerce che la rivende.

3) Analisi con Google Web Master Tools
Vai sul tuo pannello di Google Web Master Tools, entra nella sezione “Analisi delle ricerche”, e controlla nelle query di ricerca i termini utilizzati dagli utenti per arrivare al tuo sito.
Se tra questi trovi keyword strane e non pertinenti al prodotto o servizio che rivendi, fai scattare l’allarme e intervieni il prima possibile.

4) Tool gratuiti online
Oltre agli strumenti che ti mette a disposizione Google elencati prima, ti segnalo di seguito 4 tool gratuiti che trovi online e che fanno la scansione del tuo sito:

 AVG Threat Labs ;
 Url Void ;
✓ HackerTarget ;
 Sucuri SiteCheck

Con tutti e quattro puoi fare una verifica del tuo sito semplicemente mettendo nella barra di ricerca il tuo indirizzo web, dando l’invio e attendendo il risultato.

“Ma quali danni posso subire da un attacco hacker al mio sito?”

I danni causati ai siti bucati

I danni possono essere anche MOLTO gravi, e dipendono dal tipo di attacco ricevuto e dal tempo necessario alla risoluzione del problema.

In caso di defancing è chiaro il danno di immagine che si subisce oltre che commerciale, di entità varia a seconda della durata dell’attacco e del tipo di sito (un ecommerce perde vendite, un sito posizionato perde contatti ecc ecc).

Nel caso di attacchi con inserimento di codice o phishing i rischi possono essere addirittura maggiori, con il sito taggato come “malevolo” dai motori di ricerca e nei casi peggiori penalizzato anche gravemente nel posizionamento fino alla situazione estrema del BAN (ovvero l’esclusione totale dai motori di ricerca).

Prevenire è meglio che curare
Prevenire è meglio che curare è una frase che mai come in questo caso può ritenersi appropriata. Le cause che portano alle situazioni più gravi, di attacchi hacker che fanno grossi danni, sono quasi sempre dovute al fatto che il sito NON è stato realizzato da professionisti.

Quindi, se proprio non puoi fare a meno di far fare il sito “al tuo amico che spatacca col computer”, abbi almeno l’accortezza di scegliere un servizio di hosting professionale presso un’azienda che sia in grado di supportarti e assisterti in caso di attacco.

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E anche questo post volge al termine. Probabilmente non lo avrai trovato interessante quanto altri, ma ti assicuro che se ti è servito per conoscere un problema che prima ignoravi, potrebbe aiutarti a prevenire o risolvere più velocemente dei guai in cui spesso si incappa. 

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Ti hanno “bucato” il sito? Noti qualcosa che non va ed hai bisogno d’aiuto?
[Esperti in bonifica di siti Hackerati]

Se pensi di avere il sito bucato (hackerato) e non sai come venirne fuori o peggio, la tua web agency ti dice che è tutto a posto e che risolvono loro ma i giorni passano e i problemi restano, allora forse faresti meglio a contattarmi. Clicca qui per segnalarmi il tuo problema e verificherò se e come posso aiutarti.
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Come scrivere una Newsletter efficace: il segreto del Successo

By | 20 luglio 2015

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Buongiorno,
Abbiamo ricevuto circa due mesi fa la sua mail con oggetto “Email Marketing, quest’illustre SCONOSCIUTO….”
Come azienda abbiamo iniziato qualche mese fa un’attività abbastanza importante di email marketing, senza tenere conto (non conoscendoli) di tutti i preziosi consigli forniti nel Suo decalogo.
Come risultato siamo finiti nelle liste spam, dalle quali siamo riusciti a delistarci.
La situazione è la seguente: noi siamo intenzionati a continuare in quest’attività di email marketing verso i nostri clienti attuali e potenziali…..   

Quella incollata sopra è la prima parte di una email ricevuta qualche giorno fa da un potenziale cliente, che elencava le sue ultime disavventure avute nel fare email marketing .

Perché ha avuto tutti i problemi che cita? Semplice: perché come lui stesso dice ha commesso la maggior parte degli errori che si possono commettere nel fare email marketing “fatto in casa” e senza avere un minimo di conoscenze del cosa si fa. Quindi se pensavi di iniziare una campagna di email marketing nella tua azienda, leggiti per bene il mio post precedente “Come fare email marketing…. ” e NON TRALASCIARE NESSUNO dei consigli elencati.

Come scrivere una Newsletter efficace: il segreto del Successo

Comunque, oltre alla email sopra citata, il precedente post sull’email marketing che ho scritto ha riscosso un discreto successo, e mi ha portato a parlarne con diversi altri clienti:

 Chi ha apprezzato i consigli su come tenere le liste pulite (ed evitare i bounce),
 Chi ha fatto tesoro del consiglio sull’uso di uno strumento dedicato per l’invio,
 Chi ha raccolto il consiglio sulla frequenza dell’invio.

Ma NESSUNO ha colto il punto fondamentale della questione, il più importante dei consigli forniti in quel post, e l’unico che spiega realmente come scrivere una newsletter efficace, il consiglio senza il quale ottenere successo dall’email marketing è IMPOSSIBILE.

IL  VERO SEGRETO PER L’EMAIL MARKETING DI SUCCESSO

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Il punto più importante per avere successo nell’email marketing, per sfruttare efficacemente questo straordinario strumento di promozione è quello che nel procedente post trattavo al punto 8):

IL CONTENUTO UTILE E DI VALORE

Qui sarò chiaro e diretto per evitare che poi non capisci o fai finta di non capire.
Il contenuto utile e di valore NON SONO le fantastiche OFFERTE che vuoi proporre ai tuoi iscritti.

E’ chiaro abbastanza? NO COMPRA; COMPRA; COMPRA…
Il problema che questo concetto solitamente non lo capisce nessuno.

 Davvero pensi che alle persone interessi ricevere le tue offerte anche nella casella di posta? Dopo che siamo bombardati di pubblicità ovunque, su cellulari, ai semafori, nei centri commerciali, in TV sui giornali ecc ecc?

Ti spiego io cosa succede ad un tuo iscritto quando gli arriva una tuo newsletter con “la fantastica offerta”:

1) La cestina immediatamente;
2) Ti risponde insultandoti perché gli ha sfracassato le cosiddette;
3) Si disiscrive dalla lista;
4) Ti trova simpatico come la sabbia nel letto.

E queste sono le reazioni buone…
Fermo fermo, so già cosa stai pensando: “Ah ma ho fatto 5 ordini nuovi con l’ultimo invio, quindi con me funziona…”

Beh mi spiace deluderti ma le cose non stanno proprio così, perché:

1) Se fai 5 ordini dopo che hai spammato 40.000 email non è che hai delle percentuali di conversione di cui andare fiero,
2) Se hai cominciato da poco, e “la tua lista” non ha mai ricevuto prima da te newsletter, allora è fisiologico che ai primi invii qualcuno a cui serva la tua offerta lo becchi, ma vedrai che man mano che continui i 5 ordini ottenuti al primo invio diventeranno prima 4, poi 3 fino a sparire o quasi;
3) Continuando a inviare sempre e solo offerte ti farai la reputazione di rompipalle (dal francese “casseur de ballon”), non costruendo nessun valore col destinatario del tuo messaggio.

COSA SONO I CONTENUTI UTILI E DI VALORE

 Quindi se non posso mandare le offerte che gli scrivo ai clienti?

Giusta domanda, anche se lo avevo già accennato nel post precedente. I contenuti utili e di valore sono il VERO SEGRETO su come scrivere una newsletter efficace e ottenere il successo di una campagna di email marketing.
Quando parlo di contenuti utili intendo dire che devi fornire ai tuoi iscritti informazioni utili sull’utilizzo del tuo servizio o prodotto, consigli per la risoluzione dei problemi ricorrenti, indicazioni su come fare correttamente l’acquisto (senza proporre direttamente il tuo prodotto/servizio), istruzioni PRATICHE sull’adeguamento a nuove normative, ecc ecc.

Tutto SENZA MAI PROPORRE di comprare NIENTE.

Ti faccio l’esempio delle ultimi argomenti che ho trattato IO nelle mie newsletter:
 SEO LOCALE : con 8 consigli pratici e semplici da eseguire per posizionarsi su Google nelle ricerche geolocalizzate
 Quanto costa un sito web professionale : con le istruzioni ricolte agli imprenditori su come valutare i preventivi dei siti web che ricevono
 Analisi SEO del sito web : con 10 strumenti gratuiti per verificare lo stato di ottimizzazione di un sito
 Più tutti gli altri che trovi qui

Pensi che nel tuo settore è diverso e non sapresti cosa scrivere? TI SBAGLI, contenuti utili e di valore possono essere scritti in qualsiasi settore. Ti faccio qualche esempio.

Fai l‘ imbianchino? Allora puoi scrivere newsletter di valore su:

 Consigli su come scegliere il colore della pareti
 Come eliminare e prevenire le velature
 Riverniciare il cancello togliendo la ruggine e facendolo tornare nuovo
 Quali informazioni dare all’imbianchino per ottenere un preventivo esatto…
 Ecc ecc.

E il discorso vale per qualsiasi settore. Puoi trovare mille argomenti di cui parlare qualunque sia il prodotto o il servizio che vendi: ti dirò di più, più ti sembrerà che il tuo settore è distante da questo mondo, più è probabile che lo pensino anche i tuoi concorrenti e quindi se cominci per primo acquisisci un vantaggio che in altri settore più propensi alla comunicazione non è possibile.

 ALT! So già che stai pensando: “Eh ma il mio settore è differente…i miei clienti non leggono ecc ecc…

Allora te lo ripeto scandendo le parole: “Oh fai così, o NON FARE EMAIL MARKETING che perdi tempo e dai fastidio a chi riceve le tue newsletter.”

I vantaggi ENORMI di questo approccio
Dopo averti spiegato cosa fare, ti spiego perché farlo: perché FUNZIONA!

Infatti, se invece di inviare solo e costantemente offerte, cominci a fornire SOLO CONTENUTI UTILI, godrai di una serie di vantaggi, che ti elenco:

1) Diventi l’esperto del tuo settore, e non un rompiscatole che intasa la casella di posta: fornendo contenuti utili e di valore, comincerai ad apparire agli occhi di chi riceve le tue newsletter come autorevole nel tuo campo e se anche non ha bisogno nel momento specifico di comprare il tuo prodotto/servizio, non avrà esitazioni nel contattare TE quando avrà bisogno;

2) Riutilizzi i contenuti su più piattaforme: un altro grosso vantaggio dalla produzione di contenuti di valore sta nel fatto che puoi sfruttarli in più modi:
 li pubblichi sul sito (e aumenti la visibilità SEO) e nella newsletter ci metti solo la prima parte rimandando poi al tuo sito (e li si che poi ci sono i tuoi prodotti e servizi, e se l’utente è interessato, li guarda da solo),
 li pubblichi sui tuoi profili social: una volta prodotto il contenuto di valore, con un semplice copia e incolla lo puoi pubblicare anche sulla tua pagina Facebook, su tuo profilo Linkedin ecc, generando traffico anche da queste fonti,

3) Rimani in contatto anche con i clienti acquisiti: questo è un altro vantaggio molto importante. Ci sono alcuni settori in cui il ciclo di riacquisto da parte del cliente ha tempi lunghi. Producendo contenuti di valore, manterrai il rapporto anche con i clienti che hanno già acquistato da te ma che per un periodo fisiologico non possono più farlo. In questo caso, bombardarli di offerte non serve a niente ancora di più che nel caso di clienti potenziali, mentre fidelizzarlo con informazioni utili ti aiuterà a mantenere con lui il contatto fino al prossimo riacquisto, incentivando magari anche il passaparola.

CHI SCRIVE I CONTENUTI UTILI E DI VALORE

Ok Gianpaolo, m’hai convinto…adesso prendo la stagista/segretaria/l’ultimo arrivato in azienda e comincio a fargli scrivere un sacco di contenuti di valore…

Ah ridaje!!!….Se stai pensando qualcosa di simile, sappi che NON CI SIAMO.

Devi farlo tu imprenditore e/o direttore commerciale o comunque una persona in azienda che abbia parecchia esperienza su prodotto, servizio, clienti, storia aziendale e concorrenza. Non puoi demandare questa attività all’ultimo arrivato, perché poverino, lui NON PUO’ produrre contenuti di valore.

✓ Ci vuole tempo? SI
✓ Funziona? SI
✓ Hai alternative per fare con successo email marketing? NO!

L’Email Marketing di Successo in poche righe:

✓ Non inviare newsletter di offerte;
✓ Produci contenuti di valore da inviare nelle newsletter;
✓ Pubblica il contenuto di valore anche sul sito e sui social;
✓ Scrivi TU Imprenditore il contenuto di valore;
Segui alla lettera TUTTI gli altri consigli riportati nel post “Come fare email marketing

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E anche questa volta siamo alla fine del post. Rileggilo e tieni a mente i suggerimenti, fanne tesoro per le tue attività promozionali online. Lemail marketing funziona DAVVERO, ma SOLO se fatto nel modo giusto. Quindi datti da fare e buon lavoro!

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Fai già Email Marketing ma NON ottieni RISULTATI? O vorresti cominciare ma non sai da dove partire?
[Chiedimi la tua Strategia di Email Marketing di Successo]

Io posso aiutarti a scegliere la strategia giusta per promuovere online la tua azienda sfruttando l’email marketing. Posso farlo però SOLO se mi contatti qui . Poi verificherò insieme a te cosa fare per portarti RISULTATI.
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SEO LOCALE: 8 TRUCCHI per superare i tuoi concorrenti cittadini

By | 14 luglio 2015

Pushpin marking location on map

Sei un fotografo e stai impazzendo perchè se cerchi su Google “fotografo +nome tua città” il tuo sito viene fuori dopo quello di altri tuoi colleghi anche un po’ sfigati? (Angelo questa è per te…) Sei un amministratore di condominio e se non arrivi alla quinta pagina di Google non ti si trova? E infine, hai un’attività locale ma sui motori di ricerca ti superano tutti i concorrenti possibili, anche gli ultimi arrivati? Allora se sei qui a leggere quest’articolo sei fortunato perché ti svelo 8 trucchi di SEO LOCALE per scalare Google e sorpassare i tuoi concorrenti cittadini…  

SEO LOCALE: 8 TRUCCHI per superare i tuoi concorrenti cittadini

SEO Locale (o Local SEO) è il termine che sta ad indicare le attività di ottimizzazione per i motori di ricerca volte ad aumentare la visibilità ed il ranking di un sito in maniera geolocalizzata, ovvero per ricerche con keywords contenenti nomi di città (ex fotografo rimini).

NOTA BENE:
Già da qualche tempo Google restituisce risultati geolocalizzati anche in caso di ricerca generica, basandosi sulla posizione fisica dell’utente che effettua la ricerca. Tornando all’esempio del fotografo, puoi verificare da solo che Google restituisce risultati “locali” anche se cerchi semplicemente “fotografo”, senza inserire anche il nome della tua città: sia i risultati organici che quelli delle “mappe” restituiranno risultati di fotografi della città da cui effettui la ricerca, sia che tu faccia la ricerca da computer desktop che da smartphone o tablet.

Capirai bene quindi l’importanza di essere posizionato anche per un’attività locale.

SEO LOCALE: in città non c’è posto per tutti! 

In questo articolo ti spiego quindi quali sono i “trucchi” per ottimizzare il tuo sito per le ricerche locali e scavalcare un po’ di concorrenti, accrescendo la tua visibilità.

1) Ottimizzazione Meta Tag

I meta tag (title e description) sono il primo punto da cui partire e uno dei parametri più importanti da ottimizzare per ogni attività di posizionamento sui motori di ricerca (anche non local).
Presta attenzione quindi che siano diversi in ogni pagina del tuo sito e non duplicati, e ottimizzali inserendo al loro interno le keywords con cui vuoi posizionarti. Non dimenticare ovviamente di mettere anche il nome della tua città.

2) Pagina Google My BusinessGoogle-My-Business-Logo

Realizza la tua pagina Google My Business. E’ molto IMPORTANTE. Ed è gratuita. E’ la pagina che permette di visualizzare I risultati sulle mappe, ed è quindi molto importante che sia esistente e contenga informazioni giuste ed aggiornate.
Collegati a Google My Business e crea la tua scheda aziendale, aggiungi testo descrittivo della tua azienda e anche delle foto, piuttosto che video (se ne hai a disposizione).
Se invece la tua azienda è già presente su Google My Business (cosa molto probabile) controlla che le informazioni presenti nella tua scheda siano complete e aggiornate, e in caso contrario provvedi all’aggiornamento.

3) Codice NAP = Google My Business

L’acronimo NAP sta ad indicare name, address and phone number, ovvero ragione sociale, indirizzo e numero di telefono.

IMPORTANTE: queste informazioni devono essere presenti nel footer (la parte bassa) di tutte le pagine del tuo sito e devono COMBACIARE con quelle presenti nella scheda di Google My Business.

4) Aggiungi Pagine City/Service

Il tuo sito deve contenere pagine di descrizione di tutti I tuoi servizi, ottimizzate geolocalmente.
Mi spiego meglio, tornando all’esempio del fotografo. Nel sito devi dedicare una pagina alla descrizione di ogni servizio:

  Servizi fotografici Rimini
  Fotografo Matrimonio Rimini
  Studio fotografico Rimini
  Book fotografico Rimini
  Ecc ecc

Ripeto quanto detto prima: ci DEVE essere una pagina DEDICATA alla presentazione di ogni servizio, non basta scrivere 5 righe in una pagina in cui scrivi tutti i servizi.

E non venirmi a dire “tanto la gente non legge” perché non è vero: è una BUFALA. Ciò che c’è di vero è che se non hai testi descrittivi nel tuo sito è che la gente NON TI TROVA (e va sul sito concorrente).

5) Collega Google My Business a Google Plus

Non è raro ritrovarsi con più schede My Business e profili di Google Plus scollegati tra di loro. Verifica quindi di avere una sola scheda di Google My Business e che sia collegata al tuo profilo Google Plus (e che entrambi siano collegati al tuo sito).

6) Schema.org (Dati strutturati)

Qui ti parlo di un discorso che probabilmente non avrai mai sentito nominare (secondo me la tua attuale web agency non sa nemmeno di cosa si tratta) e che sicuramente è molto meno conosciuto di altri argomenti. Sto parlando di Schema.org (o dati strutturati).

Schema.org è un’iniziativa lanciata nel giugno 2011 da Google, Bing e Yahoo, allo scopo di creare e supportare la creazione di un codice univoco di strutturazione dei dati dei siti web per permettere ai motori di ricerca di comprendere meglio la tipologia delle informazioni contenute nei siti web e fornire dati aggiuntivi rispetto ai tradizionali (i Rich Snippet). 

Il discorso è complesso e mi soffermo solo sulla parte strettamente necessaria all’argomento del post: L’inserimento dei dati strutturati per i local business

In pratica, il codice NAP (ragione sociale, indirizzo e numero di telefono) presentato al punto 3 del post, va inserito oltre che nel footer (e visibile all’utente) anche sotto forma di dato strutturato all’interno del codice html del sito.

Con lo Schema Scanner puoi verificare innanzitutto che siano presenti nel tuo sito dati strutturati, e poi puoi rivolgerti alla tua web agency (in questo caso tanti auguri e in bocca al lupo) per verificare l’esattezza e l’eventuale inserimento dei dati mancanti.

7) Inserisci il sito nelle più importanti directories LOCAL

Nella SEO LOCALE la sottomissione alle directories è un’attività che funziona ancora (a differenza del SEO non localizzato, in cui è una pratica deprecata e da evitare). Le directories sono “portali” che permettono di segnalare il proprio sito ed inserirlo nell’indice del portale stesso (una specie di elenco telefonico).
Le directories più importanti nelle quali bisogna assolutamente inserire il proprio sito sono le seguenti: 

  Bing Places: fratello minore di Google My Business,
  Yelp: la Local directory più importante al mondo,
  Hotfrog: storica directory italiana,
  Coobiz: altra importante directory italiana,
  Tom Tom Your Companyla directory di Tom Tom,
  Apple Maps Connect,
  TripAdvisor se hai un ristorante o un albergo.

 8) Crea  i profili social della tua aziendaSocial_Networks

Realizza un profilo social per ognuno dei social network sotto elencati:

  Twitter
  Facebook,
  Foursquare,
  Google Plus (di cui abbiamo parlato prima).

Nella creazione dei profili, fai ovviamente molta attenzione nel riportare i dati aziendali (NAP) corretti e uguali al sito. Poi in teoria, questi profili dovresti impegnarti a tenerli aggiornati: dalla mia esperienza questo a volte non succede e ci sono profili social aziendali desolati come il centro di Milano a Ferragosto.

In realtà non ci vorrebbe molto: basta scrivere una notizia al mese sul proprio sito e condividerla su ogni profilo social, e già si ottiene il risultato di dare l’impressione di essere VIVI.
Quindi impegnati e fai del tuo meglio.

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Questo era l’ultimo dei trucchi per ottimizzare la tua SEO LOCALE e superare i concorrenti cittadini. La quasi totalità delle ottimizzazioni proposte non sono tecnicamente “complicate” e puoi quindi provare a farle da solo e verificare i dopo qualche settimana miglioramenti ottenuti.

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Quanto costa un sito web professionale: ISTRUZIONI per la scelta giusta

By | 7 luglio 2015

ID:53829715

 Quanto costa un sito web professionale per la tua azienda? No, no, non rispondere, conosco già io la tua risposta: “Booooohhhh?” E sai come faccio a conoscerla? Semplice: lavoro nel settore da quasi dieci anni e praticamente non m’è mai capitato un cliente che fosse in grado di “districarsi” nella giungla delle proposte web…  

Quanto costa un sito web professionale: cosa CONOSCERE per scegliere meglio

Ma come puoi scegliere il miglior preventivo per la tua azienda se non hai gli elementi per misurarlo?

Non puoi fare una scelta ragionata: sceglierai “quello che costa meno”, o “quello che t’ha convinto di più il commerciale” o quello che “ha fatto il sito al tuo amico” che t’ha detto che s’è trovato bene e quindi ti affidi alla referenza.

Ma in nessuno di questi casi avrai fatto una scelta consapevole. Per questo motivo scrivo quest’articolo, per tentare di darti qualche strumento in più per scegliere meglio e in maniera più consapevole con chi fare il sito web della tua azienda.

Partiamo dall’obiettivo

Per capire quanto costa un sito web professionale, non si può non partire dagli obiettivi che si vogliono raggiungere, così come dovendo scegliere la nuova auto da comprare, non si può non tenere in considerazione l’uso che se ne fa: se la usi solo per fare “casa-lavoro” e magari abiti anche vicino all’ufficio, può bastarti un’utilitaria,  se invece “giri sempre in macchina” per lavoro e fai 80.000 km all’anno la scelta parte ovviamente da presupposti completamente diversi. Per capire quanto devi spendere col sito, dobbiamo quindi partire dagli obiettivi che vuoi raggiungere:

1) Obiettivo “Spendere il meno possibile” – “Sito biglietto da visita”

Se l’obiettivo che vuoi raggiungere con la realizzazione del sito è avere un “biglietto da visita” (appellativo orrendo che ancora mi provoca la pelle d’oca a sentirlo), perchè ritieni che per la tua attività questo basti ed avanzi, ti consiglio di seguire un paio di strade:

  • Ti fai il sito GRATIS: Ci sono diversi siti presenti online (tra i più famosi  Weebly.com ,Wix.com,WordPress.com) che ti permettono di fare GRATIS e in poche ore un sito web. Ti basta accalappiare il primo ventenne che ti capita a tiro, lo metti davanti al pc per un pomeriggio, et voilà, c’hai il tuo bel SITO BIGLIETTO DA VISITA nuovo di pacca!
  • Spendi meno di mille Euro: Se non sei così fortunato da avere a portata di mano un teenager da schiavizzare per qualche ora, allora cerca qualcuno (ne troverai a paccate, sia di piccole web agency che di web designer con partita iva) che possa realizzare il tuo sito con una cifra che non superi i mille euro.

Ovviamente, in entrambi i casi sopra riportati,  non ti permettere poi di pensare e dire in giro che INDERNETT NON FUNZIONA o che IO IL SITO CE L’HO MA NON MI PORTA NIENTE

2) Obiettivo “il SITO CHE FUNZIONA!”

Se a differenza del primo caso,  non ti basta avere un “sito vetrina”, ma vuoi sfruttare internet come strumento di business, come canale di vendita aggiuntivo, e strumento per la ricerca di nuovi clienti e aumento di fatturato, la situazione si complica notevolmente, e ti confesso che non vorrei essere nei tuoi panni di imprenditore che deve scegliere a chi affidare la realizzazione del proprio sito web: è un enigma non da poco!

Ho verificato io stesso le informazioni che si trovano online al riguardo: una BABELE, si legge tutto e il contrario di tutto.

Per fortuna che CI SONO IO QUI AD AIUTARTI!

Come “misurare” un preventivo di sito web

Non ti nascondo di essermi trovato in difficoltà nello scrivere questo post. Infatti non mi è stato facile trovare il modo di darti gli strumenti per aiutarti nel misurare un preventivo web, senza entrare nel tecnico ma dovendo essere pratico. Alla fine ho pensato che le cose che sicuramente un imprenditore può misurare in un preventivo per un sito web sono:

  • Le ore di lavoro del progetto e la tariffa oraria
  • L’autorevolezza e solidità del fornitore
  • Lo staff della web agency

Le ore di lavoro del progetto e la tariffa oraria

Senza entrare nel tecnico e rischiare di farsi raccontare un sacco di storie che tanto faresti fatica a capire (com’è ovvio che sia,visto che se facevi il programmatore web il sito te lo facevi da solo), il primo consiglio che ti do per “misurare” il preventivo di sito web che ti è stato formulato è quello di chiedere quante ore di lavoro sono state stimate per il progetto.

Questa è un’ informazione che di solito non c’è mai nei preventivi (ed è giusto che non ci sia, tanto a te alla fine interessa il risultato finale), ma è anche vero che la web agency (o il professionista) che il preventivo te l’ha fatto un’idea abbastanza precisa di quanto tempo ci metterà a farti il sito ce l’ha (e se non ce l’ha, allora eliminala subito dalla “competizione”).

A cosa ti serve sapere quante ore ci vogliono?

Conoscere le ore di lavoro stimate ti permette di raccogliere queste informazioni:

      Tariffa oraria: dividendo il costo totale del progetto per le ore di lavoro stimate ottieni la prima informazione: la tariffa oraria applicata al progetto. Dovrebbe attestarsi intorno ai € 40/h, che è una tariffa ragionevole se consideri i costi che un dipendente specializzato può avere, i costi accessori di gestione e il margine sacrosanto che un’azienda sana deve applicare.

Se il risultato invece si discosta troppo da questa tariffa allora fossi in te comincerei a fare attenzione alla proposta:

o   Se la tariffa oraria è molo più bassa allora c’è qualcosa che non torna per difetto. Potrebbe voler dire diverse cose: la web agency non ha tecnici specializzati, e magari il sito te lo fa uno stagista (con i risultati che ti lascio immaginare), oppure la cura nello svolgimento del lavoro previsto non è della qualità con cui te lo hanno proposto: un sito web ha un sacco di aspetti “invisibili” al tuo occhio che poi ne decretano il successo o il fallimento. Se ci mettono “troppo poco”, c’è puzza di BRUCIATO;  

o   Se la tariffa oraria è troppo alta, c’è qualcosa che non torna comunque. O sei di fronte ad un’azienda che ha tecnici iper specializzati, con anni di esperienza, e di riconosciuta fama e autorevolezza nel settore (ne esistono, ma in Italia si contano sulle dita di una mano) oppure sei di fronte ad un preventivo che tenta di SFILARTI DI TASCA euro aggiuntivi senza giustificazione:in questo caso LASCIA PERDERE la truff-agency in questione…

L’autorevolezza e solidità del fornitore

Il secondo parametro che ti consiglio di misurare (sempre premesso che il tuo obiettivo sia avere il SITO CHE FUNZIONA! , ovvero sfruttare internet come strumento di acquisizione clienti) è l’autorevolezza e solidità del fornitore che si propone per la realizzazione del sito web della tua azienda.

  • In quanti sono?
  • Da quanto tempo esistono?
  • Che tipo di servizio di assistenza ti viene fornito?

Sono tutte domande a cui devi avere risposte CONVINCENTI.
Sfruttare con successo la presenza online è un obiettivo che si raggiunge, sicuramente  “partendo col piede giusto” e facendo un buon lavoro iniziale, ma anche e soprattutto migliorando anno dopo anno quanto si è già fatto: è sfruttando il lavoro sul lungo periodo che si ottengono le maggiori soddisfazioni da internet.

E’ quindi più utile rivolgersi ad un’azienda che sia solida, che abbia già una storia abbastanza consolidata e che sia in grado di supportarti nel tempo. M’è capitato fin troppe volte di parlare con clienti i cui web master erano spariti e diventati irrintracciabili.

Lo staff della web agency

L’ultimo fattore che ti consiglio di valutare quando devi comprare un servizio web si riferisce alla composizione dello staff della web agency che ti propone il preventivo. Ne avevo già parlato in un altro post, ma ripeto qui il concetto perché è molto importante.

Per realizzare un sito internet di successo sono NECESSARIE almeno 4 figure professionali diverse:

  •  Un Web designer
  •  Un programmatore web
  •  Un SEO
  •  Un sistemista

Il Web Designer si occuperà dell’aspetto grafico del sito, il programmatore si occuperà di “costruire” il sito, il SEO si dedicherà alle attività per renderlo visibile e al sistemista toccherà invece il compito di configurare e manutere il server che lo ospita per rendere il sito veloce e sicuro (aspetto questo molto importante e troppo spesso IGNORATO).

Controlla quindi che la web agency che ti si propone abbia all’interno del proprio staff ALMENO queste 4 figure professionale, e bada bene che siano DISTINTE, che per ognuna di esse ci sia una persona DEDICATA: ciascuna è infatti una mansione per la quale sono necessarie profonde ed ampie conoscenze dell’argomento che difficilmente possono essere presidiate da una stessa persona. E diffida “dai tecnici TUTTOFARE”: in genere fanno tutto MALE.

UN CONSIGLIO FINALE: FISSA IL BUDGET

Come dicevo in apertura, probabilmente di web ne sai poco o niente. E se pensavi che chiedere più di un preventivo fosse una mossa “astuta”, t’assicuro che ti SBAGLI DI GROSSO.

Se fai così, senza alcun accorgimento, è molto probabile che ti arrivino preventivi diversi, magari anche molto diversi sia nel prezzo che nella “proposta tecnica”, che tu non hai le conoscenze per esaminare, e il risultato è che non sai che pesci prendere e come scegliere il “migliore”.

FISSA IL BUDGET

Se però fissi tu il budget di quanto vuoi spendere, ti metti in una condizione MOLTO migliore:

fissi un parametro uguale per tutti i tuoi potenziali fornitori che a questo punto dovranno convincerti con la proposta di servizi!  

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E anche questo è andato. E’ stata un po’ più dura del solito trovare il modo di aiutarti nel fornirti le informazioni per capire quanto costa un sito web professionale, ma spero di essere riuscito nell’intento. Ciao, e al prossimo articolo!

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