Monthly Archives: novembre 2015

Melegatti.it: ovvero tutto ciò che NON va fatto ONLINE

By | 24 novembre 2015

Melegatti Gaffe Social

Nei giorni scorsi per Melegatti Spa c’è stato un vero inferno online….per chi se lo fosse perso tutto è nato da un post “omofobo” (quello dell’immagine sopra) pubblicato dall’azienda sul proprio profilo Facebook, dalle critiche che ne sono scaturite e dalla conseguente e IMBARAZZANTE gestione della “comunicazione” che l’azienda Melegatti ne ha fatto…se ti sei perso la questione a questo link puoi rifarti….nel leggere quanto le imbarazzanti gaffe social che l’azienda ha commesso, mi sono trovato a pensare (per deformazione professionale): beh, coi social sono delle Pippe, ma almeno avranno un sito figo!!! E come no, un bijoux…

Nel post di oggi non ti parlerò degli errori di comunicazione che sono stati fatti dall’azienda in questi giorni. Se ne è già parlato tanto e non è il mio settore specifico. Mi soffermo sul sito web della Melegatti che rappresenta a mio parere un bignami completo di tutto ciò che NON VA FATTO col sito internet della propria azienda….e sinceramente pensare che errori così grossolani siano commessi da un’azienda storica come la Melegatti (che per chi non lo sapesse, esiste dal 1894!!!) mi rattrista alquanto…

Melegatti.it: ovvero tutto ciò che NON va fatto ONLINE

Lasciamo da parte quindi le premesse e andiamo al punto per sviscerare tutti gli ORRORI del sito www.melegatti.it


1. Title

Title del sito Melegatti

Partiamo dal Title della home page, il meta tag più importante di tutti come spiegavo in quest’articolo sull’ottimizzazione seo di una pagina web.

Chiariamo subito che per un brand storico come quello di Melegatti, probabilmente la SEO non è il principale degli strumenti di promozione che deve essere usato, ma il Title è anche la frase di presentazione che appare su Google quando si cerca un sito…Cosa viene fuori dal title della home page di Melegatti? Per dirla in termini molto più semplici, se cerco “melegatti” su Google, qual è la prima frase associata al sito (vedi immagine sopra)?

melegatti|home

melegatti|home???….melegatti|home??? Ma che cacchio vi fumate i pandori scaduti?

Avete un brand con più di cento anni di storia e il Title della Vs home page ha il nome del brand con l’iniziale MINUSCOLA e seguito dalla parola più inutile che possa essere utilizzata per l’home page di un sito (home)?

Ma state scherzando?

Un piccolo sforzo per dare importanza alla vostra azienda no eh? Non ho parole….

Cosa si potrebbe fare:

Si potrebbe avere uno straccio di buon senso e scrivere un Title un po’ più degno, tipo:

Melegatti: dal 1894 il Pandoro originale oppure Melegatti: dal 1894 la tradizione dolciaria italiana oppure quello che vi pare ma con la M maiuscola per il brand e una frase descrittiva che possibilmente contenga l’anno di nascita dell’azienda!


2. Slide senza Pandoro

Slide senza pandoro

Vabbè il title fa un po’ schifo, ma magari c’è un sito STRAFIGO!!!

Insomma….entriamo nella home e guardiamo la slide fotografica.

 

Contiene 4 foto:

a. “In ogni momento della giornata” la prima slide con l’insieme di tutti i prodotti della Melegatti

b. “Il piacere di stare insieme con dolcezza” la foto di mamma, papà e figlioletto che sorridono mentre il piccolo si scofana una fetta di pandoro

c. “Il buongiorno si vede dal mattino” la foto di una gnocca che sgranocchia un cornetto (che poi non capisco se il buongiorno di vede dal cornetto o dalla gnocca…)

d. “Soffici tentazione per tutta la famiglia”: due bimbe a tavola con la mamma, con la bimba in primo piano che sorride tenendo in mano una fetta di un dolce (a me) sconosciuto…

Ora, devo ammettere che prima di questo putiferio social degli ultimi giorni, io stesso ignoravo la storia di questa azienda, e siccome magari anche tra chi mi legge ci sarà qualcuno che non la conosce, te la accenno brevemente, condensando in una frase ciò che secondo me è più importante:

La Melegatti è nata nel 1894 quando Domenico Melegatti ottiene il BREVETTO per la produzione del PANDORO!

Cioè questi hanno più di un secolo di storia e sono gli “inventori” del pandoro…

Scusa un attimo che riguardo le slide…prima, seconda, terza, quarta….NESSUN ACCENNO! NESSUN ACCENNO al fatto che l’azienda è ultrasecolare ed ha inventato il pandoro….

Non aggiungo altro.


3. Sezioni in lingua non disponibili

“Ok, passino le slide…ma d’ora in poi sicuro il sito ci darà soddisfazione…”

Purtroppo non è proprio così…il PEGGIO deve ancora venire.

Come si può leggere da quest’articolo del Sole 24 ore, da qualche anno la Melegatti sta puntando sull’export per aumentare i propri fatturati, e hanno anche cominciato a fare qualche numero interessante…quindi torniamo sul sito e clicchiamo sulle bandierine per vedere le sezioni in lingua…

Inglese, tedesco e spagnolo: NIENTE. Sezioni in lingua in costruzione!!!

Sezioni in lingua

Stanno ultimando la fase finale della lavorazione….(da notare che in basso a destra è riportata la data del 2013, quindi si può dedurre che l’attuale sito sia stato pubblicato in quell’anno)…

Abbiate pazienza…non vi volevo insultare a tutti i costi, voi però me le togliete di bocca…Avete le sezioni in lingua assenti…e volete esportare….

Anche su questo non aggiungo altro.


4. Ricette solo link esterni

Ricette MelegattiSezione ricette del sito. Anche qui peggio non si poteva fare. Sono tutti link esterni al sito di ricette postate su blog e portali tematici (ex. Giallozafferano e simili).

Qual è il problema di questo approccio? Semplice: innanzitutto gli utenti per leggere le ricette ESCONO dal sito e in seconda battuta, se ci fai caso e navighi qualcuno di quei link, in molti casi i prodotti Melegatti non sono i PROTAGONISTI delle ricette proposte a solo un ingrediente….Quindi anche qui VOTO 3


5. Manca il CHI SIAMO !!!!!!!!!

Domenico MelegattiNel sito manca la pagina “Chi Siamo” della cui importanza parlavo nell’articolo di qualche settimana fa sulle pagine indispensabili da inserire in un sito di successo.

E mi collego al discorso di prima: la Melegatti è un’azienda ultracentenaria (guarda la pagina di Wikipedia) con la fortuna di avere il brevetto del Pandoro che li rende gli inventori del dolce natalizio per eccellenza insieme al panettone….

E queste informazioni dove sono??

Buttate su un po’ a caso in una pagina alla quale si accede solo dalla home page…

Il povero DOMENICO MELEGATTI si starà ribaltando nella tomba…


6. Video gallery spaccata

“La fortuna lo sai, con Melegatti è più dolce che mai!!!”

Io sono del 1978 e questo slogan pubblicitario lo ricordo benissimo…e se ci pensate bene ricorderete i fantastici spot della Melegatti con Franca Valeri. Storia della Tv…se andate su Youtube li trovate e potete rivederli…

Video Gallery Melegatti

Solo su Yotube però, perché sul sito della Melegatti la sezione “Cineteca Melegatti” NON FUNZIONA. Se ci accedi trovi un messaggio “video is restricted”.

Vi venisse un colpo a voi e al truffatore che v’ha fatto il sito!


7. Sito NON mobile

Il sito melegatti.it non ha la versione mobile.

Dopo tutti gli obbrobri prima citati questo è quasi il meno peggio. Anche se non avere la versione mobile del sito nel 2015 è uno scandalo…comunque alla Melegatti non si fanno mancare niente…


8. Gestione “Social Crisis”

Dulcis in fundo, la gestione della Social Crisis, ovvero:

“se fai una cazzata e la gente ti insulta su Facebook, NON puoi sparire…”

Come dicevo in apertura, tutto il putiferio è nato da Facebook (se non sai cosa è successo clicca qui e leggi qualche articolo), ma qual è stato il loro più grosso errore?

Non assumersi le responsabilità e non rispondere agli INSULTI.

Post Facebook Melegatti

Innanzitutto se  paghi un’agenzia che scrive MINXXXATE sulla tua pagina Facebook la colpa è TUA che non controlli, non dell’agenzia che fa il lavoro.

In seconda battuta, quando incappi in un problema di questo tipo, e cominci a ricevere migliaia di insulti, è proprio in quel momento che DEVI ESSERE PRESENTE SU FACEBOOK.

Fare social media marketing NON vuol dire postare due immagini con slogan stupidi a settimana, vuol dire mettere l’azienda a contatto con gli utenti e BISOGNA ESSERE presenti, altrimenti meglio non esserci.

Cosa avrebbero dovuto fare:

Ammettere le proprie colpe nella diffusione di quel messaggio sbagliato e contro i valori aziendali e SCUSARSI con ognuno degli utenti che gli scriveva messaggi di insulto sulla propria bacheca (che per inciso sono ad oggi 1.043)

In questo modo si sarebbero mostrati presenti verso il proprio pubblico e probabilmente (anche se non ne avremo mai la controprova) la situazione sarebbe rientrata molto più velocemente.


Conclusione:

Anche se in realtà una situazione come quella della Melegatti è abbastanza diffusa con una miriade di grossi Brand che hanno una presenza online ridicola, non riesco a NON stupirmene ogni volta.

Il sito della Melegatti e più in generale la loro presenza online sono una sintesi di TUTTO ciò che non va fatto e di come affidarsi all’agenzia sbagliata possa provocare disastri…

Solo che se sei Melegatti, hanno 120 anni di storia e 60 milioni di fatturato sicuramente sopravvivi e superi la crisi di comunicazione…

Se invece sei un’azienda “normale” e gestisci così la tua presenza su internet è molto probabile che stai sprecando la tua primaria fonte di comunicazione a vantaggio dei tuoi concorrenti.

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Come scegliere le parole chiave: i SEGRETI che NON ti hanno mai svelato…

By | 18 novembre 2015

Come scegliere le parole chiave

Cliente, titolare di agenzia immobiliare di Perugia: Ciao Gianpaolo, sai ho un problema con il mio blog, che non riceve sufficiente traffico dai motori di ricerca….eppure ci metto le parole chiave!?!?!

Io: Si, ok…ma per quale parola chiave principale ottimizzi il sito?

Cliente: “Ah beh….”Casa”….(?!?!?!?)…

Io: Eh ma casa è un pelino generica come keywords considerato che sei un agente immobiliare di Perugia….

Quella trascritta sopra è una reale conversazione avuta con un cliente riguardo alla scelta delle parole chiave che faceva nell’ottimizzare il suo blog (tra l’altro anche ben scritto e ricco di articoli…). E sostanzialmente indica quanto molto spesso si sbagli o si abbiano le idee confuse su come scegliere e selezionare le keywords per l’ottimizzazione del proprio sito/blog.

Oggi ti darò indicazioni PRATICHE PRECISE su come affrontare quest’attività. Se l’argomento ti interessa, leggi con attenzione: ovviamente non sono l’unico a conoscere queste informazioni ma raramente troverai vademecum così “pronti all’uso”.

Quindi spegni il cellulare, alza la cornetta dell’ufficio, inforca gli occhiali e buona lettura….

PREMESSA

La scelta delle giuste parole chiave è il primo step, e il PIU’ IMPORTANTE, nell’attività di ottimizzazione SEO di un sito. Selezionare le keywords sbagliate significa nella maggior parte dei casi vanificare tutti gli sforzi successivi e al contrario, scegliere i termini di ricerca più efficaci, può facilitare di moltissimo il posizionamento naturale del tuo sito web su Google, e di conseguenza portarti risultati maggiori in termini di traffico e conversioni

Come scegliere le parole chiave: i SEGRETI che NON ti hanno mai svelato…

Errori principali

Prima di spiegarti Come scegliere le keywords per il tuo sito, ti presento gli errori più gravi e comuni commessi nella scelta delle parole chiave, che ti elenco di seguito.

1. Termini troppo generici

termini generici

Il primo errore spesso commesso nella scelta delle keywords è la selezione di termini di ricerca troppo generici. Tornando all’esempio dell’amico agente immobiliare di Perugia, scegliere “casa” come parola chiave principale per  l’ottimizzazione del proprio sito è un errore. E’ un termine troppo generico. I suoi clienti useranno su Google parole più specifiche come, ad esempio, “agenzia immobiliare Perugia” o “case in vendita Perugia” o “comprare casa a Perugia”.

Quindi evita la scelta di keywords troppo generiche e focalizzati invece su parole chiave più specifiche; soprattutto PENSA CON LA TESTA DELL’UTENTE: le parole chiave non le scegli tu ma l’utente che si mette davanti alla tastiera a cercare informazioni  su internet.

2. Nessuna Valutazione della CONCORRENZA

valutazione della concorrenzaIl secondo GROSSO errore che spesso viene commesso riguarda la TOTALE ASSENZA di un’analisi della concorrenza e competitività che una keyword ha su Google e, di conseguenza, la difficoltà nel posizionarla ed ottenere quindi risultati.

Torniamo all’esempio di prima dell’agenzia immobiliare di Perugia e supponiamo di scegliere la keyword “vendere casa” ipotizzando per un attimo che non sia  troppo generica e quindi adatta dal punto di vista del focus. Cerchiamola su Google (clicca qui) e vediamo chi è posizionato in prima pagina

In prima pagina ci sono: casa.it, immobiliare.it, altroconsumo.it, ilsole24ore.com, ovvero COLOSSI del web, che paragonati al blog del mio amico perugino, sono montagne invalicabili!

Più avanti nell’articolo ti SVELERO’ un metodo PRECISO che probabilmente nessuno t’hai mai insegnato per valutare MATEMATICAMENTE il peso della concorrenza ed evitare quindi un salto nel buio.

Tuttavia, a prescindere dagli strumenti che ti darò a disposizione, se semplicemente digitando su Google la parola chiave che ti interessa ti trovi in una situazione simile a questa, non c’è bisogno neanche di approfondire l’analisi: quei colossi NON li superi, quindi lascia perdere quella keyword e scegline una diversa, magari composta da più termini che focalizzino il target e che molto probabilmente avranno molta meno competizione. Quindi, rimanendo nell’esempio citato, molto meglio “agenzie immobiliari Perugia” come keyword da utilizzare (clicca qui e guarda su Google la “differente” concorrenza rispetto a prima …)

3. Termini con doppio significato

Stai attento anche a questa cosa. Ci sono vari termini che hanno più di un significato, e Google spesso decide di attribuire UN SOLO significato ad una keyword. Ti faccio un esempio pratico.

Tempo fa ho avuto un cliente per il quale abbiamo curato il servizio di posizionamento sui motori di ricerca. Questo cliente si occupa di “prototipazione rapida” ed uno dei servizi che propone ai propri clienti è quello della realizzazione di “stampi in silicone”, ossia stampi che servono alla realizzazione di prototipi di parti meccaniche (più o meno è così ma potrei aver detto qualche sciocchezza).

Bene, tra i termini da posizionare ci siamo trovati a discutere appunto di “stampi in silicone” come possibile parola chiave da utilizzare, ma …. cercandola su Google (clicca qui), viene fuori questo:

stampi in silicone

Sono tutti risultati riferiti agli stampi in silicone usati in pasticceria per la produzione di muffin e dolcetti vari. Questo, quindi, avrebbe INFICIATO IRRIMEDIABILMENTE il posizionamento di quella keyword e, se l’avessimo posizionata, tutti gli utenti che fossero arrivati sul sito del cliente sarebbero stati pasticceri provetti e non tecnici industriali alla ricerca di fornitori per la realizzazione dei loro prototipi.


Come scegliere le parole chiave

Bene, elencati i principale errori che vengono commessi nella selezione delle keywords passiamo al bello, alla “ciccia” dell’articolo di oggi, ovvero alle indicazioni su COME SCEGLIERE LE KEYWORDS per il proprio sito.

La selezione delle keywords per l’ottimizzazione di una pagina web si basa sull’analisi di 4 indicatori che, di seguito, ti spiego nel dettaglio.

1. Il volume di ricerca

volume di ricercaIl volume di ricerca è il parametro che indica qual è il numero medio di ricerche mensili effettuate dagli utenti su Google. E’ un’informazione che si ottiene consultando lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google , che è lo strumento GRATUITO messo a disposizione da Big G. innanzitutto per aiutare i propri inserzionisti Adwords nella selezione delle keywords ma usato quasi universalmente anche per l’analisi SEO delle parole chiave.
Come funziona:

Ti logghi con un account Google e inserisci nel primo campo una parola chiave per riga (lascia perdere gli altri campi..) Nei campi targeting selezioni Paese e lingua per i quali vuoi effettuale la ricerca e poi clicchi su “Trova idee”.

Io ho inserito “agenzie immobiliari Perugia” e ”vendita case Perugia” come keywords da analizzare, lasciando Italia come paese e Italiano come lingua.

La prima schermata dei risultati ci porta su “idee per i Gruppi di annunci”. Questa schermata la trovo poco comoda ed uso sempre quella presente sotto “idee per parole chiave”, clicca anche tu lì (clicca sull’immagine per ingrandirla).

idee per le parole chiave

Il risultato di questa pagina mi restituisce tante informazioni IMPORTANTI:

  • Mi dice qual è il numero di ricerche mensili stimate per le keywords che ho inserito io (in questo caso “agenzie immobiliari perugia” e ”vendita case perugia”);
  • Mi suggerisce 754 termini (si ho scritto bene, altri 754) che secondo lo strumento sono pertinenti e collegati con le keywords che ho inserito io. Nel caso specifico mi suggerisce tante altre keywords potenzialmente interessanti, come ad esempio “case in vendita perugia”, “case in vendita a perugia”, “appartamenti in vendita a perugia” ecc ecc.

Cosa si fa a questo punto?

Si selezionano quelle che si ritengono “interessanti” e si scarica l file di excel generato dallo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google


2. La pertinenza e rilevanza

Nello scegliere le keywords suggerite dallo strumento, tieni assolutamente in considerazione la pertinenza e la rilevanza che la pagina web del tuo sito ha in riferimento alla keyword in questione. DEVI FOCALIZZARE la selezione delle parole chiave SOLO su termini pertinenti alla pagina del sito che vuoi ottimizzare e, in linea generale, al sito stesso: non scegliere termini “laterali” al tuo business e al tuo sito perché NON funziona.

Esempio:

Io lavoro in una web agency e ci occupiamo della presenza online delle aziende. Potenzialmente, potrebbero essere miei clienti gli utenti che cercano su Google “agenzie pubblicitarie” o “realizzazione brochure aziendali”, poiché sono utenti in teoria interessati a forma di promozione della propria azienda e che magari potrei convincere a dirottare il proprio budget pubblicitario sul web piuttosto che indirizzarlo ad un’agenzia pubblicitaria o alla stampa di brochures … il ragionamento fila ma NON per GOOGLE che, giustamente, posiziona pagine web di siti pertinenti con l’argomento riferito alla parola chiave.

Quindi, se faccio una pagina sul mio sito che parla di “realizzazione brochure aziendali”, farò sicuramente una fatica enorme a posizionarla perché tutto il resto del sito parla di servizi web che niente hanno a che fare con le brochures, Quindi EVITA di fare questo errore e scegli solo termini pertinenti al tuo lavoro e al tuo sito.


3 La coda lunga

Coda lungaSeleziona keywords di coda lunga dove, in questo caso, per coda lunga intendo termini composti da almeno 2/3 termini: sono più facili da posizionare perché di solito hanno meno “concorrenza” e sono anche più specifici, perché intercettano ricerche di informazioni più precise fatti dagli utenti e che quindi sono in percentuale più “pronti a convertire” rispetto ad utenti che usano termini più generici. Nel caso dell’agenzia di Perugia, alcuni esempi di keywords di coda lunga sono: “appartamenti in vendita a perugia”, “agenzie immobiliari a perugia “ ecc. ecc.


4. La concorrenza

Vinci contro i competitorQui viene il bello … le informazioni RARE da trovare online su come “misurare” la concorrenza e competitività delle keywords.

Allora, stai concentrato.

Come ti dicevo in articoli precedenti (come questo sull’ottimizzazione SEO), per posizionare una pagina web bisogna inserire le keywords  al suo interno in diversi “punti”. Quindi per calcolare la competitività di una keyword non dobbiamo fare altro che misurare quanti siti già presenti online hanno all’interno delle loro pagine la parola chiave che a noi interessa e fare un calcolo conseguente per verificare tra le parole chiave della nostra lista, quali abbiano una bassa competitività a fronte di un buon numero di ricerche mensili … facile no?

Come dici? Come si fa? Ah è vero, ancora non te l’ho detto ….Beh è semplice: ti metti davanti al pc, con carta e penna, e controlli per 35 giorni consecutivi su Google tutti i siti che ti compaiono davanti ….

Dai che scherzo … ecco come DEVI FARE PER CALCOLARE LA COMPETITIVITA’ delle keywords.

 I SEGRETI che NON ti hanno mai svelato!

Scarica il file di excel compilando i campi del form
(occhio che questo è un regalone!!!)

 

Troverai al suo interno 8 colonne. Ti spiego come riempirle:

  • Colonna Keywords: Inserisci in questa colonna tutte le keywords che hai selezionato in base a quanto dicevamo prima, mettendone una per riga;
  • Risultati: in questa colonna devi inserire il numero di risultati che appare su Google in risposta alla ricerca (vedi immagine, clicca per ingrandirla).

risultati

NOTA BENE: questa ricerca e tutte le successive devi farle utilizzando il browser in modalità “Navigazione anonima”

  • Allintext: le cose cominciano a farsi serie. Come ti dicevo prima, dobbiamo capire quanti siti hanno al loro interno la parola chiave che a noi interessa. Con questa colonna cominciamo questa analisi. Vai su Google, clicca sulla rotellina dell’ingranaggio in alto a destra e vai su “Ricerca avanzata”. Lasci nel primo campo (“tutte queste parole”) la parola chiave, poi vai nel campo “termini che compaiono:” e selezioni dal menù a tendina “nel testo della pagina”, clicchi su ricerca avanzata e ottieni il numero dei risultati di pagine che contengono all’interno del testo la parola chiave di nostro interesse. Segna il numero dei risultati all’interno della colonna dell’excel che t’ho dato.
  • Allintitle: Ricerca simile alla precedente con la differenza che intercetta le pagine che contengono la parola chiave di nostro interesse all’interno del “meta tag title”, che come ti dicevo in quest’articolo, è di gran lunga il più importante ai fini SEO. Quindi come fatto prima, vai su ricerca avanzata di Google, lasci nel primo campo la parola chiave, vai nel campo “termini che compaiono:” e selezioni dal menù a tendina “nel titolo della pagina”. Poi clicchi su ricerca avanzata e ti segni nella colonna dell’excel il numero dei risultati ottenuto.
  • Allinanchor: Allinchor è il comando di Google con il quale ottieni il numero dei risultati delle pagine che contengono la parola chiave di riferimento come anchor text di un link. Stesso procedimento di prima, vai su ricerca avanzata, lasci la keyword nel primo campo e nel campo “termini che compaiono” selezioni dal menù a tendina “nei link alla pagina”. E segni il risultato nel foglio di excel.
  • Competitività: in questa colonna una formula di excel calcolerà, sulla base dei dati inseriti nelle 5 colonne precedenti, il valore della competitività delle keywords; più alto sarà il valore, più elevata sarà la competitività. Ma manca il passaggio finale …
  • RML: RML sta per ricerche mensili locali. In questo campo devi inserire i numero di ricerche mensili che lo strumento di pianificazione della parole chiave di Google ti suggeriva nella prima ricerca.
  • Prodotto: Nella colonna prodotto ottieni il RISULTATO FINALE, ovvero il calcolo dell’EFFICACIA DELLE PAROLE CHIAVE selezionate che misura tutti i dati prima elencati. Più è BASSO il numero della colonna prodotto, maggiore efficacia avrà quella parola chiave se ottimizzata nel tuo sito.

NOTA: questo foglio di calcolo lo abbiamo elaborato in anni di esperienza sul SEO, prendendo spunti da libri americani che trattano l’argomento (come questo) e modificandolo con la nostra esperienza.

NON mi chiedere se c’è qualche altra fonte ufficiale oltre a me che ne certifichi l’utilità perché non ce l’ho. Quello che però posso assicurarti che NOI lo usiamo SEMPRE in azienda e si è rivelato FONDAMENTALE nel migliorare il processo di selezione delle keywords per i nostri clienti. E comunque si basa su dati oggettivi forniti da Google.

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La pagina web PERFETTA: [Ep. 3] Call To Action e “ottimizzazioni” del codice

By | 11 novembre 2015

Call To Action e Ottimizzazione del codice

In quanto tempo “carica“ il tuo sito? E’ veloce o si fa in tempo a prendere un caffè prima che si apra la pagina? E la “Call To Action” è chiara e ben in vista?….e ancora, il tuo sito ha versione mobile: sì, vero? Non mi vorrai mica dire che a fine 2015 il tuo sito, sullo smartphone, è innavigabile … Se hai bisogno di risposte alle domande appena poste, ecco il terzo ed ultimo episodio della Guida al sito perfetto

Anatomia di una pagina web perfetta [Episodio 3 – Call To Action e “ottimizzazioni” del codice]

Dopo aver parlato nel primo episodio della struttura grafica e dei contenuti e nel secondo delle ottimizzazioni SEO, ecco l’ultima puntata della Guida al sito perfetto, dedicata alla presentazione delle “CAll To action” da inserire nel sito e alle ottimizzazioni del “Codice” a cui fare attenzione.

Il tutto come al solito spiegato in modo semplice e senza l’abuso di termini tecnici, in modo da aiutare gli imprenditori a comprendere  come sfruttare al meglio la propria presenza online ed ottenere il massimo risultato dal proprio sito web aziendale.

Ecco quindi i 6 punti da seguire in quest’ultimo episodio de “La pagina web perfetta”

1 – Call to Action Principale

Call To ActionOgni azienda è in cerca di nuovi clienti o nuove vendite a clienti già acquisisti, e su questo ci troveremo sicuramente d’accordo. Sul tuo sito internet aziendale questo obiettivo rimane e devi dargli la massima attenzione, realizzando un sito web che abbia ben in vista la “Call To action”.

Call To Action” è il termine inglese che sta per “Chiamata all’azione” e in gergo tecnico indica sostanzialmente le parti del sito che invitano l’utente a compiere un’azione:

  • Comprare un prodotto, nel caso di ecommerce,
  • Richiedere informazioni commerciali, nel caso di un sito aziendale.

Questa funzione  è ovviamente molto importante in un sito web, e come accennato in apertura, bisogna dargli la massima evidenza possibile.

Realizza quindi un sito web che abbia, ad esempio, un form per la richiesta di informazioni presente in tutte le pagine e che sia graficamente in risalto rispetto al resto dei contenuti (ad es.: colore del form diverso rispetto al resto del sito).

E ricorda un’altra cosa MOLTO IMPORTANTE: attiva il monitoraggio delle conversioni di Google Analytics (Analytics chiama “conversioni” solo i contatti generati da una campagna Adwords. Chiama invece “obiettivi” le conversioni ottenute ad esempio da traffico organico, o email marketing ecc. A questo link trovi le istruzioni su come attivare gli obiettivi): in questo modo potrai verificare da dove provengono i contatti del tuo sito, se ci sono pagine che “convertono” di più, o argomenti che “funzionano” meglio, in modo da adeguare il resto del sito alle informazioni rilevate, intervenendo magari su ciò che converte di meno.


2 – Pulsanti di “Social Sharing”

social-sharingI Social network sono sempre più utilizzati. Il profilo Facebook ormai ce l’ha un italiano su due, Linkedin prende sempre più piede come Social Network del mondo professionale  e non sfruttare le potenzialità messe a disposizione da questi strumenti è quantomeno ANACRONISTICO.

Inserisci quindi nel tuo sito i tasti di condivisione Social in tutte (o quasi) le pagine del tuo sito e crea dei profili della tua azienda sui principali social network.

ATTENZIONE: Questo argomento lo tratto spesso con gli imprenditori miei clienti coi quali discuto della loro presenza online e di come migliorarla, e quando parliamo di Sociale Network finisco SEMPRE col fare il solito discorso: Facebook, Linkedin e compagnia bella sono dei CONTENITORI VUOTI che vanno riempiti … quindi TOCCA riempirli, perché avere un profilo aziendale di Facebook nel quale l’ultimo post è quello degli auguri di Buon Natale (quando siamo ad Agosto) non è il modo giusto di approcciare questo discorso …

Quindi SI ai social Network ma DEVI impegnarti a presidiarli!


3 – Call To Action secondaria

call_to_action_secondariaIl primo punto era riferito alla Call To Action principale del sito, quella dove solitamente si chiede all’utente di “Richiedere un Preventivo” o qualcosa di simile …

La richiesta di preventivo (benché sia l’azione preferita dagli imprenditori e, per inciso, anche la mia) è però l’azione di più grosso “sforzo” che chiediamo all’utente del nostro sito web. Inoltre, una grossa  fetta degli utenti che navigano un sito sono spesso nel momento della ricerca di informazioni e, quindi, non immediatamente pronti all’acquisto…

E di questi che ne facciamo? Li perdiamo senza tentare in nessun modo di legarli a noi?

Direi proprio di no, che non è il caso … Possiamo quindi pensare a delle Call To Action Secondarie, di minor “impatto emotivo” rispetto alla richiesta di preventivo ma che, comunque, leghino a noi i nostri utenti.

Te lo spiego con un esempio pratico e che trovi su questo blog.

Nel menù trovi la pagina Contatti, dalla quale puoi mandarmi una email per chiedermi un preventivo, ma oltre a quello ci sono altre 3 Call To action secondarie:

  • C’è la pagina dove puoi scaricare il mio Ebook Gratuito “Come creare un sito web di Successo”, nel quale elenco un po’ di consigli da seguire per realizzare un Sito Web di Successo e che puoi scaricare lasciando solamente il tuo nome e il tuo indirizzo email,
  • C’è il form “Rimani Aggiornato” (nella colonna di destra), presente in quasi tutte le pagine del blog, che serve per iscriversi alla mailing list e rimanere aggiornato su ogni nuovo articolo,
  • C’è il form a comparsa in ogni articolo del blog che appare dopo qualche secondo dall’apertura della pagina dell’articolo e che, anche lui, invita ad iscriversi alla mailing list per rimanere aggiornato su tutti i nuovi articoli pubblicati.

A cosa servono queste Call To Action secondarie? Te lo dicevo prima … servono a creare un “connessione” con tutti quegli utenti che magari oggi non sono pronti a chiedermi un preventivo ma che, rimanendo “connessi” a me, magari il preventivo me lo chiederanno tra 1 o 3 o 6 mesi quando saranno “pronti” per intavolare un vera trattativa perché magari nel frattempo la loro esigenza è maturata.

E che se non attivassi con loro una “Connessione” probabilmente PERDEREI per strada …


4 – Tempi di caricamento delle pagine del sito

Velocità caricamento sitoAltro punto importante per la realizzazione di una pagina web perfetta e di un sito internet efficace sta nella velocità di caricamento del sito.

Già da tempo, Google ha messo tra i fattori di posizionamento la velocità del sito e, quindi, ti consiglio di verificare che anche il sito web della tua azienda abbia una velocità di caricamento ottimale (o almeno sufficiente).

Per controllare la situazione esistono diversi strumenti gratuiti online. Di seguito te ne presento uno (di cui ti ho già parlato in articoli precedenti):

GTmetrix (https://gtmetrix.com/): il suo utilizzo è davvero semplicissimo. Inserisci l’indirizzo del tuo sito web nella barra di ricerca, clicca su Analyze e attendi il risultato.

Te la faccio semplice: il test ti fornisce un risultato sulle performance in termini di percentuale. Se il risultato è sopra il 75%, ti può essere magari utile controllare cosa migliorare per aumentare ancora la situazione ma direi che non è il caso di preoccuparsi oltremodo; se il risultato è sotto il 75% allora forse è meglio che intervieni appena possibile …

Nota: è chiaro che il consiglio appena dato è “superficiale” e trattando una tematica tecnica, DEVE essere poi analizzato nel dettaglio di ogni caso specifico. Tuttavia è più che sufficiente per renderti consapevole della situazione in cui versa il tuo sito dal punto di vista della velocità di caricamento per poi, eventualmente, approfondire in un secondo momento.

Nota 2: in questo paragrafo ti ho parlato dell’importanza della velocità di caricamento del sito come fattore di posizionamento su Google. Ti ricordo che, OVVIAMENTE, è molto importante anche per gli utenti, che non amano attendere un secondo in più del previsto l’apertura della pagina (fai mente locale a l’ultima volta che è successo a te e ricorda la reazione che hai avuto….)


5 – Compressione delle immagini

Compressione immaginiQuesto è un altro punto interessante da trattare e che riguarda da vicino le performance del sito e la velocità di caricamento delle pagine.

Succede che ti affidi ad una web agency per la realizzazione del tuo nuovo sito web aziendale, magari ti viene fatto anche un bel lavoro (anche se, non chiedendo a me, ti prendi dei rischi inutili 😀 ) e poi, nel tempo, aggiungi nel sito foto di prodotti nuovi che pesano 15 Mb l’una per poi accorgerti che il sito va un po’ lento … Ma va? E cosa mai sarà successo?…

Le foto da 15 Mb NON si mettono sul sito! Per il web basta  e avanzano foto a bassa o media risoluzione. Quindi fai molta attenzione al peso che hanno le foto quando le carichi e, nel caso “pesino” troppo, comprimile per ridurne le dimensioni

Come comprimere le immagini:

  • Puoi usare Photoshop
  • Oppure esistono anche tool online (come http://compressjpeg.com/it/) che ti permettono una compressione veloce dei file

6 – Progettazione Responsive e Mobile Friendly

Mobile FriendlyCome ultimo punto, il mobile friendly, argomento già pluritrattato da me in numerosi articoli precedenti ma che non poteva mancare nella guida alla pagina web perfetta.

E, visto che ne ho già parlato diverse volte, sarò breve e conciso: la navigazione da apparati mobili (tablet e smartphone) è sempre più in crescita e nel 2015 ha superato in Italia la navigazione da desktop (nel resto del mondo lo aveva già fatto nel 2014). Oggi DEVI avere un sito aziendale che sia Mobile Friendly e a questo indirizzo https://www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly/ puoi controllare con lo strumento messo a disposizione da Google la compatibilità del tuo attuale sito con i dispositivi mobili.

E se c’è qualche problema, RISOLVILO!

Fonte: liberamente ispirato a Hitreach.com

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Le 6 pagine INDISPENSABILI che devono essere presenti in un SITO WEB DI SUCCESSO (e che tu probabilmente NON HAI)

By | 5 novembre 2015

Sito web di successo

Ogni volta che mi trovo a parlare con un imprenditore di come strutturare il nuovo sito della sua azienda, ci troviamo ovviamente a discutere delle pagine e sezioni che deve contenere: catalogo dei prodotti, elenco dei servizi, fotogallery ecc ecc….spesso però non vengono prese in considerazione le 6 pagine INDISPENSABILI che un sito web di successo deve contenere per diventare uno strumento commerciale di generazione di nuovi clienti….

A questo proposito ecco l’articolo di oggi. Ti presenterò le 6 pagine INDISPENSABILI che un SITO di SUCCESSO deve contenere e che tu probabilmente NON HAI nel sito della tua azienda.

Prima di cominciare, devo ringraziare Maria Cristina Pizzato (Cristina per gli amici, Maria Cristina per il suo papà :-) ), che con il suo articolo “4 pagine indispensabili che spesso ci dimentichiamo di includere nel nostro sito“, mi ha ispirato nella scrittura del post di oggi e mi ha autorizzato ad utilizzarla come fonte…

PREMESSA

In questo articolo faccio un pò la parte del calzolaio con le scarpe rotte. Molte delle cose che suggerisco, devono ancora essere implementate nel mio blog e nei siti dell’azienda dove lavoro…

Quindi se fremevi dalla voglia di controllare che se quello che dico in questo articolo l’ho già messo in pratica per poi dirmi che predico bene e razzolo male, stai pure tranquillino perché ti anticipo che sono il primo a doverle implementare (ma se mi segui, vedrai che tempo qualche mese, le ritroverai tutte applicate)…

Se invece sei un imprenditore seriamente intenzionato a migliorare le perfomance della propria azienda online, beh, allora STAI CONCENTRATO: quello che ti scrivo oggi nel’articolo sono consigli TANTO IMPORTANTI quanto FACILI da COMPRENDERE e mettere in pratica.

Fatte le premesse, possiamo cominciare

Le 6 pagine INDISPENSABILI che devono essere presenti in un SITO DI SUCCESSO (e che tu probabilmente NON HAI)

1: Sezione Casi di Successo dettagliata

Casi di successoMolto spesso quando parlo con gli imprenditori si decide di inserire nel sito internet aziendale il portfolio clienti, con l’elenco dei clienti più importanti, o a volte la sezione “realizzazioni” che, spesso con una fotogallery, presenta l’elenco dei lavori realizzati (ad esempio per un’azienda che realizza arredamenti su misura per alberghi, le foto dell’arredamento realizzato).

Queste sono sicuramente sezioni importanti da inserire in un sito web. Quello che però ti suggerisco di aggiungere è una sezione che descriva dettagliatamente i “Casi di successo”.

Infatti, se oltre a presentare il risultato finale del tuo lavoro, ne selezioni qualcuno dei più importanti (più sono meglio è) e ne descrivi tutti gli step lavorativi, partendo dall’esigenza iniziale del tuo cliente, del problema che doveva risolvere, descrivendo le difficoltà che si sono incontrate durante il percorso, il modo in cui si sono superate, ed infine i risultati che si sono raggiunti, si riesce ad essere MOLTO più incisivi.

I clienti, in QUALSIASI SETTORE (ripeto QUALSIASI SETTORE) non comprano prodotti o servizi per sport, ma perché DEVONO RISOLVERE PROBLEMI. Se realizzi una sezione curata in cui descrivi i casi di successo, e continui a tenerla aggiornata e a incrementarla, molti di loro si riconosceranno nei problemi incontrati dai tuoi clienti precedenti, e leggendo il modo in cui li hai risolti, saranno un passo più vicini a comprare il tuo prodotto o servizio.

Quindi, se nel tuo sito non ce l’hai ancora, realizza ed aggiungi al più presto questa sezione.


2: Testimonianze dei clienti soddisfatti

Testimonianze dei clienti

Questa è un’abitudine che noi italiani abbiamo poco o niente, a differenza ad esempio dei popoli anglosassoni.

Eppure, avere a disposizione le testimonianze di clienti soddisfatti del nostro prodotto o servizio, è uno degli strumenti PIU’ POTENTI che possano essere utilizzati online (e non solo) per convincere l’utente che naviga il nostro sito che il prodotto/servizio che vendiamo è quello che fa per lui…

 ATTENZIONE PERO’ A SEGUIRE QUESTE REGOLE FONDAMENTALI

✓ La testimonianza deve essere RICONOSCIBILE:

Evita di pubblicare nel tuo sito una testimonianza tipo

 Devo riconoscere la grande professionalità e qualità del servizio fornita dall’azienda Pippo srl

                                                                                                          Mario

Se fai una roba simile, passi da truffatore…chi diavolo è Mario?

Il testimonial deve ASSOLUTAMENTE essere RICONOSCIBILE, e tra l’altro oggi grazie ai social network è tutto molto più facile. Fatti quindi rilasciare una testimonianza da clienti che ti permettano di inserire i loro dati completi, quindi nome, cognome e foto (e azienda di appartenenza in caso di business B2B). E queste testimonianze fattele rilasciare su Facebook o Linkedin. Poi le riporti sul tuo sito e linki il profilo social del cliente che t’ha lasciato la testimonianza.

Il testimone deve essere IDENTIFICABILE e CONTATTABILE dal potenziale cliente che ne legge la testimonianza: in questo modo, assume una FORZA INCREDIBILE e comincerà ad aumentare considerevolmente i risultati che ottieni dal tuo sito web.

✓ La testimonianza DEVE PARLARE DEL CLIENTE SODDISFATTO, NON della tua azienda

Altro aspetto fondamentale per sfruttare al massimo il potente mezzo delle testimonianze, sta nel CONTENUTO della testimonianza. Lascia perdere testimonianza tipo questa:

Devo riconoscere la grande professionalità e qualità del servizio fornita dall’azienda Pippo srl

Questo tipo di testimonianza non dice niente, parla di qualità del servizio e di professionalità….eh capirai che novità e che impatto comunicativo!!!

Nella testimonianza il tuo cliente soddisfatto deve parlare di:

  • Che problema aveva prima di incontrarti,
  • Di come lo ha risolto grazie al tuo prodotto o servizio;
  • Dei risultati che ha ottenuto.

STOP. Deve parlare di sè e dei SUOI risultati. Se poi parla di te e della tua azienda e di quanto siete bravi e gentili va anche bene, ma solo in aggiunta ai tre punti sopra elencati.

✓  La testimonianza NON PLUS ULTRA:

Se la testimonianza rispetta i parametri sopra riportati e riesci anche a fartela rilasciare in un VIDEO, beh allora hai fatto bingo: è la migliore testimonianza che puoi pubblicare sul tuo sito (comunque se già le ottieni da Facebook o Linkedin è tanta roba).

fonte di questo paragrafo “Vendere fa Schifo se non sai come farlo” di Frank Merenda


3: Pagina “Chi siamo”

Eh ma la pagina Chi Siamo io ce l’ho già….

Si, lo so. Stai buonino, fammi spiegare…Il “Chi siamo” è una pagina presente su ogni sito web aziendale esistente sulla rete. Peccato che il 99,9999% delle pagine “Chi Siamo” descrivano noiosissimamente:

  • Da quanto esistete;
  • Che siete Leader del Vs settore (che poi mi dovete spiegare com’è che siete tutti leader, mah…);
  • Da quanti operai/impiegati è composto il vostro staff;
  • La foto del capannone (che non me ne vogliate, a me non è che faccia impazzire…);
  • Bla bla bla bla bla;
  • Bla bla bla bla bla;
  • Bla bla bla bla bla.

Prova invece a fare uno sforzo, mettici un po’ più di impegno e descrivi in maniera migliore, più originale e con più valore la tua azienda. Se guardi la mia presentazione nel blog, parla di “Chi NON Sono”, descrive la mia storia, del mio percorso lavorativo, di alcune difficoltà che ho incontrato, e del perché mi trovo oggi a fare quello che faccio…

Ora non voglio dire che debba per forza piacere a tutti (anche se in diversi mi hanno confermato di apprezzarne l’approccio), ma vogliamo discutere il fatto che colpisca di più rispetto ad una normale “Chi sono” con l’elenco del mio Curriculum Vitae?

Prova quindi a riscrivere il “Chi Siamo” del tuo sito allo stesso modo. Racconta la “Tua Storia”, del cosa t’ha portato a fondare la tua azienda, delle difficoltà che hai incontrato, di come le hai superate e di cosa ti ha portato ad essere come sei adesso…vedrai che cominceranno a scriverti clienti che APPREZZANO…


4: Pagina “Con chi NON vuoi lavorare”

Clienti MolestiQuesta è una pagina che ADORO e che NON RICORDO DI AVER MAI TROVATO in un sito web aziendale. Non la trovo mai perché spesso si commette l’errore di pensare che “se scrivo che NON voglio qualcuno, magari perdo delle vendite”…

Però su questo ti invito a riflettere. Ormai c’ho 37 anni e un po’ di esperienze lavorative le ho avute. Sicuramente anche nella tua azienda, qualunque essa sia, a qualsiasi tipo di clientela essa si rivolga, ha comunque un “target di cliente ideale” ben definito e, al contrario un”target di cliente MOLESTO” altrettanto ben definito…

E sono altrettanto sicuro che, se ci pensi, con i clienti “ideali” il lavoro fila liscio con soddisfazione reciproca, mentre con quelli MOLESTI, nella maggior parte dei casi il lavoro NEANCHE parte, con perdite di tempo in preventivi, sopralluoghi ecc ecc, e se invece malauguratamente il lavoro parte, mediamente, rientra nella fascia di lavori a “marginalità” ridotta (se addirittura non ci rimetti)…

Quindi, ascolta Gianpaolino tuo, segui questo consiglio: pubblica nel tuo sito, bella evidente, la pagina “Con chi NON vuoi lavorare”: dovrai spiegare (ovviamente senza insultare nessuno), quali sono le caratteristiche che il tuo cliente deve avere, magari una soglia minima di investimento necessario per il tuo prodotto/servizio, spiega in cosa ti distingui dalla concorrenza “diversa da te” (se sei un mobilificio che fa mobili su misura, spiega subito in cosa ti differenzi da IKEA, tanto se il cliente ha in mente IKEA, probabilmente non sarà mai un tuo cliente) ecc ecc.

In questo modo ottieni immediatamente due risultati:

  • Ti qualifichi MOLTO di più agli occhi del tuo cliente TARGET;
  • Scoraggi i clienti “MOLESTI”, evitando reciproche perdite di tempo.

5: Pagina “Come possiamo aiutarti”

Aggiungi la pagina “Come possiamo aiutarti” o “Cosa possiamo fare per te”.

Come dicevo prima, ogni cliente acquista Come posso aiutartiun prodotto o servizio SOLO per RISOLVERE un problema.

Quindi PARLA DEL PROBLEMA e spiega in questa pagina come puoi aiutare a risolverlo. Potrebbe sembrarti banale, ma se invece ti soffermi a fare un po’ mente locale dei colloqui che quotidianamente hai con i tuoi clienti, scoprirai che non fai altro che parlare tutto il giorno di come gli puoi risolvere i problemi, vero o no?

Quindi, se scrivi nel tuo sito una pagina che descrive “Come possiamo aiutarti” riuscirai a trasmettere lo stesso messaggio a clienti che ancora non conosci, con i quali ancora non hai parlato, cominciando a convincerli del fatto che sei per loro una buona scelta.

E NOTA BENE: il sito lo fa continuamente al posto tuo, senza riposi, senza ferie e senza malattie. 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.


6: Pagina “Contatti”

Infine la pagina dei Contatti, anchPagina Contattie questa IMPORTANTISSIMA. Come per il Chi Siamo, anche la pagina dei contatti è praticamente presente su ogni sito web online.

Ma come per il Chi siamo, nella totalità dei casi si riduce in un semplice form di contatto. Quindi probabilmente anche tu che leggi hai un tipo di pagina dei Contatti simile.

Ti spiego come possiamo provare a sfruttarla meglio.

In realtà devi semplicemente aggiungere alcuni concetti che già ti ho consigliato di inserire nel punto 4 e 5, ovvero devi riassumere nella pagina dei contatti con “Chi NON vuoi lavorare” e “Come puoi aiutare”.

Descrivi quindi le categorie di clienti che non servi, scoraggia le cattive abitudini dei clienti molesti (ex richieste di consulenza gratuite), dichiara qual’è la spesa minima per un tuo prodotto o servizio (MOLTO CONSIGLIATO) e spiega anche chi sono i tuoi clienti ideali, quale tipica problematica hanno e come puoi aiutarli.

Come detto prima, tutto questo ti aiuterà ad evitare qualche “perditempo” in più, apparendo contemporaneamente più “adatto” per il tuo cliente target


E anche per oggi il post è finito. Devo confessarti che più del solito, mi ha divertito scriverlo. Inoltre ti prego di prendere seriamente in considerazione i consigli citati: potrai verificare da solo quanto possano essere EFFICACI e migliorare le performance del tuo sito.

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