Monthly Archives: giugno 2016

A Firenze non voglio far apparire gli annunci che li è PIENO di miei CONCORRENTI forti…

By | 30 giugno 2016

Campagne pubblicitarie Google Adwords

Campagne pubblicitarie Google Adwords.

Marco (nome finto) è un mio cliente per il quale stiamo facendo partire una campagna di Adwords (gli annunci sponsorizzati su Google).

Marco fa la guida turistica (esempio) e si rivolge a clienti stranieri che cercano un professionista come lui in Italia, e quando ieri parlavamo delle parole chiave selezionate per pubblicare i suoi annunci, su quelle riguardanti Firenze (ex. “guida turistica firenze) ha risposto in prima battuta la frase del titolo di questo post:

“A Firenze non voglio far apparire gli annunci che li è pieno di miei concorrenti forti…”

Ho spiegato a Marco perché SBAGLIAVA.

La paura di Marco è appunto che essendo Firenze una piazza piena di suoi concorrenti, attivare campagne pubblicitarie Google Adwords con parole chiave su Firenze (ex. “guida turistica firenze) potesse fargli perdere budget…

In realtà non è così, o quantomeno non può avere Firenze un rischio più alto rispetto ad altre città. Ti spiego perché:

  • Parlando di campagne pubblicitarie Google Adwords la concorrenza NON può essere di più a Firenze rispetto ad altre città. L’utente vedrà sempre lo stesso numero di concorrenti: un massimo di 4 tra gli annunci sponsorizzati, ed un massimo di 10 nei risultati della prima pagina.

Quindi agli occhi dell’utente, Firenze, Trapani o Trieste poco cambia, sempre quel numero di concorrenti vede…

  • E’ vero invece che un numero maggiore di concorrenti incide SICURAMENTE sul costo dei click, che aumenta all’aumentare della concorrenza interessata alla stessa parola chiave.

E’ altrettanto vero però che se c’è più concorrenza per una keyword è perché probabilmente c’è più richiesta: ci sarà pure più gente che cerca una guida turistica a Firenze rispetto a Cuneo, o no?

Quindi NON va valutato solo il costo dei click (su cui si può lavorare per abbassarlo) ma vanno valutate SOPRATTUTTO le CONVERSIONI: o su Firenze ottiene un numero di conversioni adeguato a giustificare l’investimento oppure no. NON ci sono vie di mezzo.

  • Marco vedeva la questione da addetto ai lavori con una visione offline, mentre ci si deve sempre mettere dalla parte dell’utente e pensare al suo comportamento online.

I concorrenti di Marco su Firenze sono molti ed alcuni MOLTO FAMOSI. E questa era la sua preoccupazione principale…

Ma mettiti nei panni dell’utente e ragiona:

  • Se conosce il concorrente famoso, NON userà Google per una ricerca generica come “guida turistica firenze”, ma cercherà direttamente il nome del professionista in questione. E quindi Marco non sprecherà budget in click inutili,
  •  Al contrario, se l’utente NON conosce il concorrente famoso, allora Marco risulterà ai suoi occhi “alla pari” rispetto ai concorrenti, perché Marco NON è famoso quanto i suoi concorrenti ma è molto bravo ed ha un sito che lo presenta molto bene.

E quindi anche in questo caso il problema non si pone, almeno non nei termini in cui se lo poneva Marco.

Come andrà a finire lo scopriremo nelle prossime settimane, e se e quanto Firenze “convertirà” lo sapremo presto…😉

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+150% di contatti da internet non è proprio MALACCIO…

By | 28 giugno 2016

come incrementare le conversioniCome incrementare le conversioni.

Nell’immagine sopra riportata ci sono i dati di conversione dei primi 5 mesi 2016 rispetto ai primi 5 mesi 2015.

Il totale di incremento delle conversioni è del 150% che sono passate dalle 186 del 2015 (gen-mag) alle 332 del 2016 (sempre gen-mag).

SOLO per la sezione INGLESE del sito.

In questo caso per conversioni intendiamo compilazioni di form per la richiesta di informazioni commerciali.

Quindi 332 utenti stranieri che hanno chiesto:
“Mi date informazioni commerciali sui Vs prodotti?”

Considerando che l’azienda in questione produce macchinari industriali che il più piccolo costa €60.000, il discorso comincia a farsi interessante.

Come siamo arrivati ad avere questi risultati?

Come incrementare le conversioni? Semplice: è stato bravo il cliente e siamo stati bravi noi.

  • E’ stato bravo il cliente perché è da sempre attendo al marketing (in generale): capisce che ANCHE la comunicazione è fondamentale per il successo, oltre all’innovazione tecnologica e al fatto che le sue macchine sia sempre all’avanguardia.
  • E’ stato bravo il cliente perché NON ha fatto il sito web una volta e poi s’è accontentato del “sito vetrina”, anche quando abbiamo cominciato a lavorare e la crisi non c’era…

Ha sempre voluto investire online (gradualmente, verificando i primi risultati, e poi in base a quelli reinvestire)…

  • E’ stato bravo il cliente perché quando ancora la CRISI non c’era, non ha mai pensato “tanto noi il lavoro ce l’abbiamo, i clienti già ci chiamano e internet non ci serve…”, perché quelli che pensavano così, quando poi è arrivato il momento che internet serviva, ormai era TROPPO TARDI.
  • Siamo stati bravi NOI. Perché anno dopo anno, attività dopo attività, keyword dopo keyword, siamo riusciti a far aumentare i risultati online di questo cliente, che ormai seguiamo da 6/7 anni con (evidente) reciproca soddisfazione.

Se hai l’azienda giusta, e ti affidi alle persone giuste, i RISULTATI ARRIVANO, c’è poco da fare.

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Che nome dare al proprio blog: l’atroce DUBBIO di Marco e il perchè NON deve preoccuparsene più di tanto, rispetto ad altri aspetti PIU’ IMPORTANTI

By | 24 giugno 2016

che nome dare al proprio blog

Per una sala ricevimenti , come nome del blog, consiglieresti di usare quello della sala ricevimenti stessa oppure un nome X che però nello sviluppo degli articoli riporti all’attività principale?

Questo è quello che m’ha chiesto un utente su Facebook in un commento ad un mio post in cui suggerivo consigli per sfruttare al meglio il proprio blog.

Immediatamente non potevo rispondergli: non sapevo di cosa stessimo parlando, non conoscevo la sala ricevimenti in questione… insomma non sapevo NIENTE del caso specifico.
Per questo ho chiesto a Marco (nome finto) di mandarmi almeno il link del sito della sala, in modo da avere qualche informazione in più.

Marco mi ha mandato il link, così ho potuto “studiare” un po’ la situazione…
Quindi, premettendo che con Marco non ci ho ancora neanche parlato, e che quindi andrebbe approfondita ulteriormente l’analisi, ecco la mia risposta alla sua domanda.

Che nome dare al proprio blog?

Risposta veloce: caro Marco, butta via il sito attuale e rifanne uno che contenga il blog.

Spiegazione alla risposta veloce.

1) Ristorante cercato per nome
Se Marco facesse un blog su un nuovo dominio tipo “matrimoniodafavola.it” avrebbe diverse problematiche da gestire:

– Inizialmente non lo conoscerebbe nessuno, e quindi servirebbe uno sforzo superiore a farlo conoscere,

– Problemi di “comunicazione”: un dominio nuovo e non collegato col nome del ristorante potrebbe provocare dei problemi di comunicazione.  Ad esempio, il ristorante ha una pagina Facebook con circa 8.000 fan. Ovviamente la pagina ha il nome del ristorante.
Se Marco fa un blog chiamato matrimoniodafavola.it, e condivide sulla pagina Facebook gli articoli, la gente vedrà link che rimandano a matrimoniodafavola.it e potrebbe non capire immediatamente che blog e ristorante sono collegati. Ogni volta che si può evitare il rischio di questi equivoci, è meglio evitarli.

Se invece Marco rifà completamente il sito, inserendo al suo interno il blog, evita i due problemi sopra elencati.


2) Sito attuale pieno di pecche

Il sito attuale è pieno di pecche, e quindi a mio parere andrebbe rifatto a prescindere dal discorso del blog.

Tra le problematiche che presenta, rilevo:

– Lentezza di caricamento delle pagine. Testando la home page con Gtmetrix (uno strumento gratuito online che misura la velocità di caricamento di un sito) la home page risulta caricare in 8 secondi (!!!),

– Mancano i rimandi alle recensioni di Tripadvisor
Cosa fai quando ti suggeriscono un ristorante che non hai mai frequentato prima? Per prima cosa vai su Tripadvisor e controlli come è messo. Beh, il ristorante di Marco ha la fortuna e il merito di avere recensioni super positive, con un giudizio totale di 4 stelle e mezzo, quindi quasi il massimo.
Ma all’interno dell’attuale sito non c’è traccia di questa cosa. GRAVE ERRORE


3) Testimonianze Video
Il passaparola è SICURAMENTE un veicolo importante per l’acquisizione di clienti. E’ molto probabile che moli sposi si affidano al suggerimento di parenti e amici per cercare il ristorante del proprio matrimonio. Senti qualcuno che si è trovato bene e ti fidi.

Ma allora perché non raccogliere testimonianze video degli sposi a fine ricevimento (o comunque durante il ricevimento)?

Marco probabilmente ha la fortuna di poter sfuttare questa possiblità: ha i suoi clienti a portata di mano mentre “provano” il suo “prodotto” e ne rimangono soddisfatti. E’ una fortuna che non hanno tutte le aziende. E Marco dovrebbe sfruttarla. Per far cosa?

Semplice: avere all’interno del sito/blog una sezione Testimonianze dei clienti all’interno della quale pubblicare i video degli sposi felici del loro ricevimento.

Devo convincerti che sarebbe una cosa utile? Pensa ad una sposa che sta valutando il ristorante di Marco per il suo matrimonio e vede i video di 20 coppie di sposi che, DURANTE il loro ricevimento, dimostrano tutta la loro soddisfazione….Direi che non c’è altro da aggiungere.

Nota aggiuntiva: quei video poi possono essere sfruttati anche sui social, nell’invio di email ecc ecc.


4) Video della Location
Qual’è un altro motivo per cui gli sposi scelgono il ristorante per il ricevimento? Bravo…la location (oppure come diceva mio nonno, scelgono per quanto è bello il posto).

Marco ha la fortuna di avere un ristorante STRAFIGO con una location spaziale. E che aspetti a fare dei video? Non mi riferisco a video con l’operatore che ti costano un occhio della testa (anche se, visto la situazione, un video professionale glielo farei fare…).

Mi riferisco alla produzione continua di video che di volta in volta, facciano scoprire agli utenti alcuni dettagli della location…Una produzione continua di contenuti con lo scopo di far pensare: “Cacchio che bel posto…”


5) Video dei piatti

“Mi raccomando, si deve mangiare bene che devo fare bella figura con gli invitati!”
Il ristorante si trova al sud, e si sa, i terroni al cibo buono ci tengono particolarmente (…non ti incazzare per il “terrone”, sono di Taranto e fiero di esserlo).
E visto che anche in questo  Marco ha la fortuna di avere una cucina che produce piatti bellissimi (così vedo dalle foto del sito), e visto che anche in questo caso, Marco ha la possibilità di produrre in continuazione nuovi video, che aspetti a farlo!

Basta armarsi di smartphone e riprendere la preparazione dei piatti pià belli, e poi pubblicare i video all’interno di una sezione del sito creata appositamente e condividere gli stessi video sui social, agil iscritti alla newsletter ecc ecc


6) E il Social Trucco
E infine il Social Trucco, ovvero un consiglio per una pratica “SCORRETTISSIMA”, ma che secondo me non dovrebbe esitare un secondo di più e metterla in pratica da OGGI.

Torniamo al passaparola: come dicevamo nel punto precedente, uno delle più grosse leve che spingono gli sposi a scegliere il ristorante per il ricevimento è probabilmente il passaparola.

Quindi la sposa si informa con le amiche, le suggeriscono un ristorante, si fida della loro parola e lo sceglie (ovviamente visitandolo, provandolo ecc).

Ma allora perché NON MANOVRARE il passaparola?
Ti spiego cosa intendo.

Marco potrebbe produrre del materiale (un piccolo video o delle foto) degli sposi che scelgono il suo ristorante per il ricevimento e poi scrivere un post su Facebook nel quale (ad esempio) li ringrazia di aver scelto il suo ristorante per la loro cerimonia.

E nel post TAGGA i due sposi (che al 99% hanno un profilo Facebook). Il risultato di questa operazione è che questo post viene visualizzato sul diario del profilo dei due sposi e TUTTI i loro amici lo vedono…e tra l’altro, essendo il loro matrimonio, centinaia di like sono assicurati.

Ed ecco che il passaparola l’hai bello che MANOVRATO.

Nota tecnica: dalla pagina Facebook NON puoi taggare per persone all’interno di un post, ma Marco risolve il problema creando un profilo personale “Lavorativo” col il quale fare questa operazione.

Conclusione

Marco mi aveva chiesto del nome del blog, e io c’ho tirato fuori un post su mille altri argomenti.
L’ho fatto perché suppongo (ripeto che con Marco non c’ho parlato) che molti aspetti Marco li ha ignorati.

Il blog, e la produzione di contenuti continui che gli permettano di differenziarsi dai suoi concorrenti, è sicuramente un’ottima strategia da seguire, ma trascurare tutti gli altri aspetti suggeriti, rischierebbe di ridurre di molto i risultati derivanti dalla sua presenza online.

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5 dritte VELOCI su come sfruttare al MEGLIO il tuo Blog…

By | 23 giugno 2016

Come sfruttare il blog aziendale

Come sfruttare il blog aziendale.

Ecco 5 consigli pratici e veloci su come sfruttare il blog aziendale.

1) Imposta l’autorisponditore con tutti i messaggi possibili.
Spesso trovo clienti che hanno l’autorisponditore attivo, ma con una sequenza di email che copre poche settimane.

NON commettere lo stesso errore.
Devi programmare l’autorisponditore in modo che i tuoi iscritti ricevano le tue email per il tempo più lungo possibile.

Quindi (ad esempio) impostalo con le email che rimandano a TUTTI gli articoli che hai scritto nel blog, e periodicamente, aggiorna la sequenza di email inserendo i nuovi articoli scritti nel frattempo.

Le email ai tuoi iscritti sono una fonte di traffico MOLTO importante, per quantità e qualità, quindi assolutamente, NON trascurarla.


 2) Callo to action in fondo alla mail
Inserisci in fondo a TUTTE le email delle tue newsletter e degli autorisponditori, le Call To Action, che rimandano all’azione che vuoi che compia il tuo lettore:

  • Richiedere un preventivo,
  • Iscriversi a un corso,
  • Acquistare un tuo prodotto,
  • Ecc ecc.

Ricordati di farlo in ogni email che esce dal tuo autorisponditore


3) Inserisci le call to action anche in fondo agli articoli del tuo blog.


 

4) Scrivi gli articoli.
Ti sembrerà banale dire questa cosa per un blog, ma in realtà mi trovo costantemente ad inseguire i clienti abbaiandoli contro di scrivere di più.

Per un Blog è fondamentale scrivere con CADENZA FISSA nuovi articoli. Deve diventare un appuntamento fisso per i tuoi lettori.

E scrivere nuovi articoli è la più efficace (e meno costosa) strategia per aumentare il traffico al tuo blog, la conoscenza della tua azienda, e la diffusione del tuo Brand.


 5) Condividi sui Gruppi Facebook
E’ probabile che esistano su Facebook gruppi che raggruppano utenti che potrebbero rappresentare il tuo target di cliente.

Ad esempio, se devi vendere qualcosa alle mamme, allora esistono diversi gruppi di mamme su Facebook nei quali potersi iscrivere e condividere i propri articoli del blog.

ATTENZIONE

Nell’iscriversi ai gruppi devi stare attento a leggere che il regolamento del gruppo permetta di condividere contenuti.

Anche questa può essere un’ottima fonte di visibilità gratuita e di facile e veloce utilizzo.

Ciao e al prossimo post!
😉

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[Il Blog è una roba SERIA…]
…e con chiunque tu possa parlarne, non SARA’ in grado di aiutarti.
NON quanto posso AIUTARTI IO. Se vuoi approfondire il discorso blog per la tua azienda, e SOLO se sei CONVINTO, scrivimi qui e ti spiego come possiamo fare.
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“ATTACCARE la CONCORRENZA” è un ingrediente NECESSARIO nella ricetta del tuo (web) marketing: ti spiego perchè è VERO, mostrandoti come lo ha fatto Steve Jobs presentando il PRIMO IPHONE.

By | 22 giugno 2016

ATTACCARE la concorrenza

Un professionista non parla mai male della concorrenza.
Un professionista usa i suoi punti di forza per differenziarsi dalla concorrenza.

Professsionista Non AttaccaUltimamente ho visto girare su Facebook quest’immagine a lato, che riporta la frase scritta in apertura: “Un professionista non parla mai male della concorrenza….”

E l’ho collegata ai numerosi commenti che ho ricevuto nei mesi scorsi alla pubblicazione di miei articoli che, appunto, in un modo o nell’altro, attaccavano la mia concorrenza.

I commenti ricevuti da colleghi e concorrenti (guarda un po’), avevano tutti la stessa obiezione di base: se sei un bravo professionista non hai bisogno di parlar male della concorrenza, basta esaltare le tue caratteristiche e la gente capirà…

Si si come no, e se mio nonno c’aveva tre palle era un flipper…

Ma a me chi m’ha insegnato ad essere una brutta persona?

Come ti dicevo qualche riga prima, io molto spesso nei miei articoli del blog, e in generale in tutta la mia comunicazione, “attacco la mia concorrenza”, e consiglio di farlo a TUTTI i miei clienti.
Ma perché lo faccio?
– Infanzia difficile?
– Mio papà beveva e mi dava le botte?
– Sono represso e solo come un cane e non vedo l’ora di sfogarmi con il prossimo?

Niente di tutto questo, mi spiace deluderti. Attacco la concorrenza perché ho STUDIATO (e continuo a farlo).

“Il marketing è una guerra dove il nemico sono i concorrenti, e il cliente è l’obiettivo da conquistare.” [cit. Al Ries & Jack Trout]

Da un po’ di tempo sto approfondendo diversi concetti e strategie di marketing, alle quali mi sono avvicinato grazie al mio mentore Frank Merenda.

la guerra del marketing di Al RIesTra le letture consigliate, Al Ries è senza dubbio il mio autore preferito. Ries è uno dei più autorevoli esperti di marketing a livello MONDIALE, nonché l’ideatore (insieme al suo ex socio Jack Trout) del concetto di “Posizionamento di Marca”. Non ti faccio la biografia di Ries perché non è l’argomento dell’articolo nè sono la persona migliore per farlo.

Tornando a noi, tra i testi scritti da Al Ries c’è “La Guerra del Marketing” (“Marketing WarFare” il titolo originale). In questo testo, Ries e Trout spiegano come sempre di più sia NECESSARIO passare da un marketing orientato al cliente,  ad un marketing orientato alla concorrenza.

Te la faccio semplice: i clienti NON scelgono i prodotti/servizi SOLO in base alle loro caratteristiche ma ANCHE (e sopratutto) comparandoli alla concorrenza.

Ma scusa, quante volte t’è capitato di “combattere” in trattative contro la concorrenza? E soprattutto, quante volte t’è capitato di imprecare perché un potenziale cliente ha scelto un tuo concorrente rispetto a te, NONOSTANTE il suo prodotto/servizio sia INFERIORE di qualità rispetto al tuo?
A me è capitato negli anni un sacco di volte…

Quindi cosa fare?
Nel tuo marketing e nella tua comunicazione DEVI ASSOLUTAMENTE introdurre gli ATTACCHI alla CONCORRENZA!

Se il prodotto/servizio dei tuoi concorrenti ha tutta una serie di difetti, DEVI DIRLO TU producendo e diffondendo contenuti: i tuoi clienti NON si informeranno da soli. E devi farlo costantemente, deve essere una goccia che scava la roccia.

Come attaccare la concorrenza

Ma cosa significa ATTACCARE LA CONCORRENZA? Come mettere in pratica questo suggerimento?
Te lo spiego con qualche esempio:

  • Servizio “Posizionamento sui motori di ricerca”: tra i servizi che offro ai miei clienti, c’è quello del posizionamento sui motori di ricerca, che serve a far scalare le posizioni di Google ad un sito internet per alcune parole chiave: in questo modo l’azienda si rende visibile agli utenti che cercano su internet quel prodotto/servizio intercettando e acquisendo nuovi clienti.Il problema di questo servizio è che ci sono una schiera di miei “concorrenti” che sfruttano l’ignoranza del cliente per proporre servizi che poi NON portano risultati.
    Come ho attaccato questi miei concorrenti? Scrivendo l’articolo presente su questo blog “Lo SQUALLIDO TRUCCHETTO delle parole chiave usato dai miei “colleghi” SEO TRUFFAROLI per venderti un servizio che NON ti serve a NIENTE….”, nel quale spiego qual’è l’equivoco sfruttato dai miei concorrenti per “fregare i clienti” e come difendersi per evitare di incapparci.
  • Sei un amministratore di condominio. Io ho vissuto fino al mese scorso in un condominio.
    Ci ho vissuto per 7 anni. Il primo amministratore di condominio NON mi piaceva per niente, e non piaceva neanche ai miei coinquilini. Non ci piaceva perché NON risolveva i problemi e COSTAVA un sacco. COSTAVA un sacco lui e gli interventi di manutenzione che facevamo al condominio con fornitori che trovava LUI. Poi ho scoperto che è pratica diffusa tra diversi amministratori di condominio quella di prendere la “provvigione” sui lavori…Ora ho una cliente che fa di lavoro l’amministratore di condominio, è una persona seria ed ONESTA, e quello che le ho consigliato di fare è di scrivere articoli sul suo blog spiegando come i condomini possono difendersi dagli amministratori furbetti, presentando ad esempio le sue procedure trasparenti,
  • E senza andare a cercare per forza competitor “furbi e scorretti”, puoi anche semplicemente spiegare come i prodotti/servizi dei tuoi concorrenti abbiano dei difetti nell’utilizzo/manutenzione, elencando i problemi che questi difetti comportano per il tuo cliente, ed evidenziando invece perché i tuoi prodotti non hanno quei difetti o come risolvono quei problemi. Ma parti SEMPRE dall’attaccare la concorrenza.

Si ok, ma tu chi sei per dire ste cose? E poi sto Ries io non lo conosco…ed ho letto invece un libro del dott. Fuffolo Sticazzis che dice l’esatto contrario e che invece bisogna fare il marketing “peace and love” ed amare il concorrente…

Sono sicuro che tra chi sta leggendo oggi quest’articolo, c’è qualcuno che sta pensando a una frase simile…
Premesso che TI CONSIGLIO vivamente di leggere il libro citato prima (lo trovi online) e tutti li altri di Al Ries (Focus, Le 22 immutabili leggi del Marketing, ecc ecc), per rispondere all’obiezione del “ma chi lo dice che bisogna attaccare la concorrenza…” mi sono preparato. E ti presento un caso di successo…

ATTACCARE LA CONCORRENZA: guarda come lo ha fatto Steve Jobs alla presentazione del PRIMO IPHONE

Si, hai capito bene: Steva Jobs, alla prima STORICA presentazione dell’Iphone, ha attaccato per benino la concorrenza. Eccoti le prove.

In fondo a quest’articolo troverai il video intero della presentazione. Prima però ti spiego quello che a noi interessa sapere, in riferimento all’argomento di oggi.

In quel video dal minuto 3.58, Steve Jobs comincia ad attaccare la concorrenza…
Dal minuto 4:18 al minuto 4:37, Steve Jobs  descrive con un grafico il fatto che i “normali” cellulari fino ad allora in commercio NON erano per niente smart (fighi), mentre gli “smartphone” di allora erano MOLTO DIFFICILI da UTILIZZARE.
grafico Concorrenza Iphone
ATTENZIONE, parlando degli altri smartphone, Jobs mostra i nomi di tre prodotti CONCORRENTI: il TREO, il Nokia E62, e il Moto Q (tutti e tre palmari, che molti di voi ricorderanno come i primi cellulari evoluti).

Risottolineo un aspetto focale: Steve Jobs, nella presentazione, PARLA MALE degli smartphone concorrenti, elencandone i DIFETTI e facendo ADDIRITTURA i nomi specifici di tre prodotti concorrenti.

Ma non finisce qui. Dal minuto 5.13 del video, Steve Jobs rincara la dose CONTRO gli smartphone “nemici”, mostrandone questa volta anche l’immagine (del Moto Q, BlackBerru, Palm Treo, Nokia E62).

Foto Concorrenti Iphone
Aggiunge che questi smartphone sono pensati MALE perché le loro tastiere, con piccoli tasti fissati nella plastica, NON sono studiate per essere facilmente utilizzabili con ogni tipo di applicazione, facendo l’esempio del mouse, che già da decenni ha risolto il problema sui computer fissi.

Infatti, prova ad immaginare ad usare il pc senza mouse e solo con la tastiera…Oppure, hai mai preso in mano un BlackBerry? Hai mai provato ad usarlo? Io ce l’ho avuto per un mese, e poi l’ho messo in un cassetto e mai più usato…

Poi il video va avanti e SOLO DOPO aver DISTRUTTO la concorrenza, Steve Jobs presenta l’IPhone con tutti i suoi straordinari pregi.

Ma non avrebbe potuto parlare solo dell’Iphone? Non avrebbe potuto evitare di citare i concorrenti?

Ma davvero vogliamo discutere Jobs e l’Iphone? Sei serio o stai scherzando?
Mi pare che un paio di telefoni gli ha venduti e qualche straccio di risultato l’ha raccolto…o no?

Conclusione

Come accennato nel titolo, ATTACCARE la CONCORRENZA deve essere un ingrediente NECESSARIO nella ricetta del tuo web marketing, del quale NON puoi fare a meno. Poi, come per tutti gli ingredienti, devi saperlo usare e dosare nel modo giusto, ma NON puoi assolutamente farne a meno.

Allora, sei convinto o pensi ancora che se SPIECHI il tuo prodotto e basta, avrai successo?
Te fai come vuoi. Io (e i miei clienti) continueremo a fare come Steve Jobs. 😉

Ah dimenticavo, qui c’è il video integrale della presentazione STORICA del primo Iphone…

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Faccio Google o Faccio i Social?

By | 21 giugno 2016

Come scegliere la strategia di marketing online

Come scegliere la strategia di marketing online

Ne ho già scritto…ma repetita iuvant (la ripetizione aiuta), quindi meglio dirlo una volta di più che una di meno.

Ieri parlavo con Giovanni (nome finto), che lavora in uno studio dentistico e stanno valutando di fare un’azione di web marketing.

Quando m’ha chiamato la scorsa settimana, Giovanni m’ha spiegato che vorrebbe fare un’azione per la visibilità su Google (SEO o Adwords) e un’azione sui social network, sui quali diffondere i contenuti di un blog di prossima pubblicazione.

Purtroppo il budget a disposizione non è sufficiente per fare tutto, quindi la domanda amletica è: come scegliere la strategia di marketing online più adatta?

Dipende.
Spesso la risposta giusta in questi casi è DIPENDE.

Per non essere generici, rimaniamo nel caso specifico.
Con Giovanni partiremo da una campagna Adwords.

Questi i motivi:

  • Il centro dentale in questione è di nuova apertura, NON ha un parco clienti fidelizzati, ed ha fretta di “riempire” l’agenda,
  •  Inoltre ha esigenza di visibilità geolocalizzata, visto che si tratta di un centro dentale che ha due sole sedi nella stessa città,
  • Per i due motivi sopra, una campagna di Adwords (gli annunci sponsorizzati su Google), sono quindi la PRIMA strategia da mettere in campo per avere risultati VELOCI.

Vantaggi di Adwords (in questo caso):

  • Visibilità immediata (tempo di attivare la campagna e “la gente ti vede”),
  • Intercettazione della domanda “consapevole”: la gente cerca attivamente dentista + Nome Città, li trova e li contatta (è una semplificazione per spiegare meglio).

Svantaggi di Adwords (in questo caso):

  •  Non permette una “selezione” qualitativa degli utenti: da una prima analisi (ancora non approfondita) è presumibile che parte dei contatti derivanti dalla campagna si riferiscano a “servizi semplici” (tipo pulizia dei denti), rispetto a servizi più complessi (ex. impianti dentali) che il cliente preferirebbe spingere.

E perché NON puntare direttamente sugli impianti dentali?

Buona domanda, ecco la risposta.

Semplicemente perché, NON avendo un parco clienti esistente consolidato, NON avendo budget sufficiente per altre azioni di visibilità, NON è possibile farlo.

In questo caso specifico, a mio parere, lo strumento migliore nel medio/lungo periodo per permettere alla clinica di acquisire clienti per i servizi di impianti dentali è un blog, con il quale istruire i propri lettori (da intercettare su Facebook e mediante una campagna di acquisizione email offline e online) circa i pericoli che si corrono nel trascurare piccoli problemi dentali, come preservare al meglio la salute della propria bocca e tutta una serie di informazioni utili che permettano nel tempo alla clinica di posizionarsi “nella mente” dei propri lettori come unica alternativa possibile a cui rivolgersi nel momento del bisogno.

Nota importante

Quanto scritto adesso si riferisce SOLO al caso di Giovanni, che ho avuto modo di analizzare più nel dettaglio. Quindi NON puoi prenderla come una strategia SICURAMENTE valida anche nel tuo caso.

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Gianpà che dici, mi fido?

By | 19 giugno 2016

Reputazione online

 

Reputazione online.

Ieri ero al mare con moglie e pupi.
Erano con noi due coppie d’amici con rispettiva prole.

Fabrizio, uno dei due papà, a un certo punto mi chiede:

“Gianpaolo che dici mi fido? C’è quest’ecommerce che offre le Lacoste a € 40 (quando di solito costano il doppio)”

Io gli consiglio:

“Cerca su Google il nome del sito seguito da opinioni, così se c’è qualcosa che non va, dovresti vederlo subito”

Fabrizio va su Google e cerca “tempo di sconti opinioni” (il sito in questione è appunto tempodisconti.it)

Il primo risultato di Google (vedi immagine iniziale) riporta in MAIUSCOLO la recensione di un utente che dice “NON COMPRATE”

Fabrizio ha controllato ancora un po’, non fermandosi a quell’unica recensione, e ne ha trovate diverse altre negative.

Fabrizio NON comprerà quelle LACOSTE e NON comprerà mai da quel sito che ora, nella sua testa, ha qualcosa che non va…

MORALE

Oltre al prezzo e al prodotto, online (molto più che offline) è FONDAMENTALE una buona REPUTAZIONE ONLINE

Se hai una cattiva reputazione online, non ci sono promozioni che tengano, la maggior parte degli utenti non ci cascherà.

Al contrario, se hai una buona reputazione e i tuoi clienti sono soddisfatti dai tuoi prodotti e servizi, allora devi ASSOLUTAMENTE sforzarti di raccogliere quante più testimonianze possibili di tuoi clienti felici.

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Ma dove lo trovi il TEMPO?…secondo me te NON dormi la notte…

By | 17 giugno 2016

scrivere articoli del blog

Scrivere articoli del blog: trova sempre il tempo di farlo…

Ma dove lo trovi il TEMPO? Non riesco a starti dietro e leggere tutto quello che scrivi…
Di la verità, te NON dormi la notte…

MA NON CI PENSO PROPRIO, io la notte RONFO sonoramente.

Quelle due frasi in apertura me le ha dette stamattina una mia cliente,
a cui ho telefonato perché non la sentivo da un pò e volevo sapere come andava e se era tutto ok.

Carla, l’imprenditrice mia cliente, ha esordito in quella maniera, con le prime due frasi,
aggiungendo che gli piace molto quello che scrivo, ma si chiedeva come facessi a scrivere articoli del blog, visto che lei ce ne ha sempre fin sopra i capelli.

Ho spiegato a Carla che, molto semplicemente, il tempo l’ho trovato in questa maniera:

CAMBIANDO ABITUDINI e MODIFICANDO I MIEI COMPORTAMENTI!

L’ho raccontato anche in uno degli ultimi articoli del mio blog: per cercare clienti, ho sempre fatto telemarketing, cioè rompevo le palle ad aziende sconosciute chiamandone decine al giorno.

Così mi era stato insegnato.

Poi ad un certo punto, ho capito che se avessi cambiato il mio modo di lavorare, e avessi cominciato a comunicare, forse avrei potuto trovare un modo diverso per acquisire i clienti, meno stressante per me, e meno invasivo e fastidioso per i clienti.

Ed ho cominciato col blog, i social ecc ecc, diminuendo gradualmente il tempo dedicato al telemarketing.

Non chiamo più “sconosciuti” da MESI

E poi ho raggiunto un altro GROSSO OBIETTIVO:
prima, quando facevo telemarketing, perdevo così tanto tempo a cercare clienti nuovi, che finivo per TRASCURARE i clienti ACQUISITI, che inevitabilmente o si scordavano di me,
o comunque di certo non ero il loro primo pensiero giornaliero.

Carla invece stamattina, appena mi ha risposto al telefono, ha esordito con “Ma dove lo trovi il tempo…”,
con un tono che si usa con chi si conosce e si frequenta spesso.

Carla non la sentivo dal 10 novembre scorso (abbiamo il CRM in azienda, quindi quella data è precisa).

I tuoi clienti come ti rispondono quando li chiami?
Anzi, ti riconoscono quando li chiami?

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