Monthly Archives: agosto 2016

Come acquisire clienti dal web pronti a COMPRARE, mentre fai altro, anche se fino ad oggi NON hai ottenuto risultati

By | 31 agosto 2016

Come acquisire clienti online

“….sono mesi che ti seguo, e quando è venuto il momento di comprare a quel punto non avevo dubbi, ti avevo GIA’ scelto, anche se costi di più…Mi sei entrato nella testa: è come quando devi comprare una macchina nuova, ne vedi una che ti piace un sacco e dopo tutte le altre non ti piacciono più…”

Le frasi sopra riportate me le ha pronunciate qualche giorno fa un nuovo cliente che ho incontrato per pianificare le prime attività di promozione della sua azienda. Le ha pronunciate riferendosi al fatto che seguendomi da un po’ nel blog (è iscritto alla newsletter e ha letto diversi articoli), quando è arrivato il momento di valutare i nuovi interventi da fare per promuovere la sua azienda online, a quel punto non aveva dubbi: aveva già scelto ME senza avermi MAI conosciuto di persona.

Certo, è vero che poi quando mi ha contattato ha trovato confermate le sue aspettative e quindi “me la sono giocata bene”, ma ti assicuro che parlare con un potenziale cliente che nella sua testa “ti ha già scelto” è molto più FACILE E PIACEVOLE.

Lo dico con certezza perché per me non è stato sempre così, affatto…
Per anni la mia ricerca dei clienti si è basata sul telemarketing, ovvero mi distruggevo le orecchie con decine di telefonate giornaliere contattando aziende che:

  • NON avevano richiesto il mio contatto,
  • NON avevano bisogno in quel momento dei miei servizi,
  • In moltissimi casi, mi mandavano a quel paese perché ormai erano stufe dei rompiscatole al telefono…

E il problema non era solo quello…
Perché anche quando mi capitava di beccare l’azienda che proprio in quel momento stava (per esempio) valutando di rifare il sito web, mi ritrovavo di fronte un cliente per il quale ero il potenziale fornitore n° 5 che gli avrebbe fatto il preventivo n° 5, e col quale se mi andava bene, mi raschiava via lo sconto più alto possibile perché “guarda questo, mi fa il 20% in meno di te…”, se invece andava male rifiutava il preventivo a favore di un altro senza neanche spiegare il motivo.

Una VITACCIA! Io ho sempre ADORATO fare il venditore, ma farlo in quella maniera non era divertente affatto…

A magra consolazione del mio spremermi come un limone per elemosinare clienti c’è sempre stato però una considerazione: girando per le aziende vedevo che praticamente NESSUNA aveva un sistema di acquisizione clienti strutturato. E quindi almeno non mi sentivo solo…

Detto questo non mi sono MAI rassegnato al fatto che per trovare nuovi clienti dovevo rompere i cosiddetti alle gente per telefono, ed ho continuato la mia ricerca ed i miei studi (con Frank Merenda) fino a quando non ho trovato LA VIA ed ho scritto il MIO PRIMO ARTICOLO DEL BLOG: da quel momento in poi, una nuova vita è cominciata!

Magari ci hai provato anche tu, ma il mio “collega” non t’è stato molto d’aiuto…

Come dicevo due righe in su, da un po’ di tempo la mia vita lavorativa è completamente cambiata: è un bel pezzo ormai che non faccio più una telefonata “a freddo” ed ho un flusso continuo di contatti di nuovi clienti che mi vengono da internet. E in maggior parte sono clienti “buoni” e non cacciatori di preventivi…

Magari però ti starai dicendo “Eh ma anch’io sono anni che cerco un sistema per acquisire clienti da internet e ci ho anche buttato un po’ di soldini…ma risultati ZERO!”

Lo so, mi ritrovo a parlare praticamente tutti i giorni con imprenditori che vengono da “brutte esperienze” con web agency che gli hanno spennati per benino per non portare alla fine alcun RISULTATO degno di nota.

E sai qual è il problema nella maggior parte dei casi? Che le web agency sono fatte da tecnici: tu vuoi vendere di più e quelli di sparano supercazzole tecniche che non capisci e che purtroppo alla fine non ti portano alcun miglioramento della situazione.

Molto spesso questi tecnici sono più preoccupati di scrivere codice html che di studiare una strategia che ti porti nuovi clienti, e alla fine che succede? Succede che butti soldi, passa il tempo e nuovi clienti ZERO.

Però non disperare. Nell’articolo di oggi forse troverai qualche informazione che potrà esserti d’aiuto.

Come acquisire clienti dal web pronti a COMPRARE, mentre fai altro, anche se fino ad oggi NON hai ottenuto risultati!

Prima di spiegarti come fare per acquisire nuovi clienti da internet pronti a COMPRARE DA TE, voglio farti un accenno su un aspetto fondamentale alla base di tutto: il processo di acquisto dei clienti.

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Facendo una semplificazione possiamo dire che i clienti possono essere divisi in due categorie:

  • Clienti pronti all’acquisto ORA (Domanda consapevole),
  • Clienti in target che quindi hanno le caratteristiche per essere nostri potenziali clienti ma che NON hanno bisogno ADESSO dei nostri prodotti/servizi (Domanda Latente).

Se ci fai un attimo mente locale, sarai d’accordo con me sul fatto che la quasi TOTALITA’ delle aziende è concentrata sulla ricerca della domanda consapevole (e quindi dei clienti pronti ad acquistare) e ignorano invece la domanda latente (ovvero i potenziali clienti in target che non hanno bisogno ADESSO del prodotto/servizio ma potrebbero essere interessati all’acquisto in futuro).

Qual è il problema di concentrarsi sulla domanda consapevole? Ce ne sono diversi, tra i quali:

  • Maggiore concorrenza: se tutti sono alla ricerca dei clienti pronti all’acquisto, va da sé che quel tipo di cliente sarà quello su cui incontrerai maggiore concorrenza,
  • Qualità del cliente: se cerchi di intercettare il cliente pronto all’acquisto, avrai il vantaggio di comunicare con una persona che ha già deciso che il prodotto/servizio gli serve, ma è anche più probabile che in quella fase sarà propenso a richiedere più offerte e il rischio quindi di fare una battaglia sul prezzo cresce. Non è sempre detto, ma è molto più probabile.

E su internet quali sono gli strumenti per intercettare la domanda consapevole?

Sostanzialmente Google: che sia SEO (e quindi posizionamento sui motori di ricerca) o che sia Adwords (e quindi gli annunci sponsorizzati) la domanda consapevole su internet la intercetti con Google:
al cliente serve un prodotto/servizio, lo cerca su Google e se la tua azienda è presente per quelle parole chiave intercetti i clienti “pronti all’acquisto”.

Quindi vuoi dire che è sbagliato fare SEO o Adwords?

Manco per sogno, non ho detto questo…dico che è un GROSSO SPRECO ignorare la domanda latente!

E ti spiego perché.


Perché DEVI Intercettare la domanda latente
Lavorare sulla “domanda latente” ha una serie infinita di vantaggi:

  • Minore concorrenza: come ti dicevo prima, in larga parte le aziende (quindi probabilmente anche TU e i TUOI concorrenti) sono concentrati nell’intercettare la domanda consapevole, e di conseguenza quasi tutte TRASCURANO la domanda latente: un grosso VANTAGGIO che vuole solo essere SFRUTTATO,
  • Bacino di clienti maggiore: se riguardi l’immagine dell’iceberg puoi ben capire che in realtà la fetta dei clienti pronti all’acquisto è solo UNA PICCOLA PARTE del mercato potenziale. La parte più grossa dei clienti si trova nella domanda latente! Quindi se ci lavori su, lavori sulla fetta più grossa della torta,
  • Posizionamento del tuo brand: se lavori sulla domanda latente succede una cosa bellissima. Quando per il cliente arriva il momento dell’acquisto, tu cominci la partita contro i tuoi concorrenti sul 2 – 0. Il potenziale cliente GIA’ ti conosce e quindi ha già una PREFERENZA nei tuoi confronti e a meno che non ti giochi malissimo la trattativa, vinci facile.

Come intercettare la domanda latente sul web

A questo punto dirai:

“Ok Gianpaolo, m’hai convinto. Comincio anch’io a lavorare sulla domanda latente. Ma che devo fare?”

Te lo spiego subito.

1) Produci Contenuti di Valore
Per intercettare la domanda latente devi produrre costantemente contenuti che parlino dei problemi che i tuoi clienti si trovano ad affrontare con i tuoi prodotti/servizi.
Ti faccio qualche esempio:

  • Vendi un gestionale che traccia le ore di lavoro sui progetti
    Produci contenuti che descrivono i problemi che i tuoi clienti si trovano ad affrontare dovuti al fatto che non hanno un sistema preciso di tracciamento delle ore e quindi son sempre in difficoltà ogni volta che devono emettere fattura,
  • Vendi un sistema antimuffa professionale
    Produci contenuti che descrivono quali sono i principali errori commessi dai clienti nel trattamemto della muffa, quali prodotti vanno evitati e perché, quali sono i danni alla salute provocati dalla muffa ecc ecc (Giuseppe ti cito sempre ;)),
  • Vendi servizi di web marketing
    Produci contenuti riguardanti il web marketing e le problematiche dei clienti, come ad esempio faccio io con questo blog e con questo articolo.

2) Diffondi i tuoi contenuti
Dopo aver prodotto i contenuti devi preoccuparti di diffonderli il più possibile. Ho scritto articoli interi dedicati all’argomento dell’aumento di visibilità, ma riepilogando velocemente il discorso possiamo ricordare i metodi principali per diffondere i tuoi contenuti:

  • Realizzare un blog aziendale,
  • Creare una pagina Facebook aziendale,
  • Creare un canale di Youtube (se fai video),
  • Fare Email Marketing,
  • Sponsorizzare annunci su Facebook.

Sono solo alcuni esempio di quali strumenti puoi usare per diffondere i tuoi contenuti.

Che tipo di risultato ottieni: clienti pronti a COMPRARE DA TE!

Se utilizzi questa strategia, dopo un po’ ottieni risultati di questo tipo: cominciano a contattarti potenziali clienti che ti dicono “Sai, ti seguo da un po’ e mi ritrovo nelle problematiche che descrivi e avrei deciso di parlarne con te…”

Che tradotto significa: ti seguo e APPREZZO già da un po’, adesso è venuto per me il momenti di comprare il tuo prodotto/servizio e mi sarei convinto a comprare da te perché mi piaci di più rispetto ai tuoi concorrenti.

Ti assicuro che è una bella SODDISFAZIONE!

DUE VERITA’ SCOMODE

Tutto ciò che t’ho descritto finora è sacrosanto, ma devi sapere che in questo tipo di strategia ci sono due verità scomode che faresti meglio a digerire subito perché NON HAI ALTERNATIVE:

1) Non è facile nè veloce

Adottare questo tipo di strategia porta a risultati straordinari ma non ci si arriva dall’oggi al domani e soprattutto ci vuole IMPEGNO: devo produrre contenuti in maniera costante a volte per mesi PRIMA di ottenere risultati degni di nota.
Quindi NON devi assolutamente arrenderti e pensare a questo: cogli il vantaggio dalla situazione. Il fatto che non sia semplice e che ci voglia costanza e impegno è il motivo per cui la stragrande maggioranza dei tuoi concorrenti neanche comincerà MAI questo tipo di lavoro e se lo comincia si fermerà presto.

Se invece tu c’hai le palle di tener botta, allora acquisisci un vantaggio che poi la concorrenza non riesce a colmare.

2)I contenuti devi PRODURLI TU IMPRENDITORE, non lo stagista
Altro tasto dolente, la produzione dei contenuti.
Caro mio imprenditore tocca che ti rassegni, NON HAI SCAMPO. Sto lavoro lo devi fare TU.

Non puoi delegare all’ultimo arrivato della tua azienda la produzione dei contenuti.

Come dicevo prima, la strategia funziona SOLO se produci contenuti che parlino (ad esempio) dei problemi che hanno i tuoi clienti in riferimento al tuo prodotto/servizio.

Va da sé quindi che per conoscere BENE quali siano queste problematiche è necessario avere esperienza della tua azienda e dei tuoi clienti, ed evidentemente questo tipo di esperienza NON può averla l’ultima arrivato.

Quindi o ti ci metti TU a produrre sti contenuti, o al massimo puoi delegare un tuo collaboratore STORICO, che è nella tua azienda da molto tempo e che quindi conosce molto bene anche lui i tuoi clienti e le loro problematiche.

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[Vuoi adottare anche tu questa strategia?]
Perché allora DEVI rivolgerti a me
Se pensavi di adottare questo tipo di strategia anche per la tua azienda allora ti consiglio di rivolgerti a me contattandomi qui www.gianpaoloantonante.com/contatti.
Perché? Semplice: perché è la stessa strategia che USO IO, che conosco molto bene e che magari anche tu trovi EFFICACE ;).
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Primo su Google NON deve essere il tuo unico obiettivo. Tocca che cominci a capirlo…

By | 26 agosto 2016

perchè è importante creare nuove connessioni

Perchè è importante creare nuove connessioni.

Sono appena tornato dal colloquio con un cliente.
Anche questo imprenditore (come spesso mi accade) c’ha la fissa di essere “Primo su Google”.

Faccio una doverosa premessa:
La SEO e l’arte di posizionare un sito internet ai primi posti del motore di ricerca, è l’attività “tecnica” che più mi piace, che ho studiato di più, nella quale sono più competente e ho più anni di esperienza.

Se leggi il mio blog, vedrai che la categoria SEO è una delle più ricche di articoli.

Quindi io adoro portare i miei clienti “Primi su Google”.

Quello che però se sei un imprenditore ti devi FICCARE IN TESTA una volta per tutte è che essere posizionato, essere PRIMO non è l’unico obiettivo e non può essere SEMPRE un obiettivo perchè è importante creare nuove connessioni.

DEVI LEGARE L’UTENTE A TE!

Una delle “strategie” principali a cui devi pensare è quella di trovare il modo di “legare” a te gli utenti che visitano il tuo sito/blog.

Ti spiego perchè è importante creare nuove connessioni e a cosa mi riferisco.

Un sito (o blog) ha una percentuale di conversione che può andare dal 1% al 5% (in casi eccezionali).

Questo significa che su 100 persone che entrano nel tuo sito, al massimo 5 convertiranno (ovvero: acquisteranno, chiederanno informazioni o preventivi).

Quindi se la matematica non è un’opinione su 100, 5 entrano in contatto con te e gli altri 95 NO: escono dal sito e forse ritorneranno o forse li hai persi per sempre.

Se pensi solo alla SEO e a essere primo su Google, vuol dire che ti preoccupi SOLO di far entrare gente nel sito e basta.

Quello che spesso invece IGNORI e TRASCURI è la necessità di cercare un “legame” con gli utenti (ad esempio):

  • Fargli iscrivere alla newsletter
  • Farli diventare fan della pagina Facebook

In questo modo, se riesci a “legare” a te gli utenti, potrai continuare a comunicare con loro nel tempo, avendo più possibilità a quel punto di entrare nella loro “mente” in modo che, quando arriverà per loro il momento di comprare, non avranno dubbi sullo sceglierti (o almeno si ricorderanno SICURAMENTE di contattare anche te).

Quindi: ok portare gente nel sito ma ricordati anche di legarli a te!

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Il tuo sito NON converte e temi di avere qualche problema al riguardo?
[Contattami per una consulenza]
Come spiego in quest’articolo, l’aumento del traffico e delle visite al sito, magari sono stati i tuoi unici obiettivi fino ad oggi, ma NON sono le uniche cosa da migliorare per aumentare il flusso di clienti che ti arriva dal web.

Magari hai invece bisogno di sistemate un pò delle cosette che ho accennato in questo articolo.
Se lo pensi anche tu, CONTATTAMI per una consulenza scrivendomi qui.
Valuteremo insieme la tua situazione e verificherò se posso aiutarti.
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Quando SBAGLI le parole chiave. Vanity Keywords: quali sono (anche se lo sai già e non te ne rendi conto) e i 5 motivi per cui NON sono così importanti come pensi…

By | 24 agosto 2016

Vanity Kewords

Siccome vendo cellulari, voglio essere primo su Google con “Smartphone”!

La frase sopra riportata è una frase d’esempio che mi sento spesso recitare dagli imprenditori con cui parlo di SEO e di visibilità sui motori di ricerca della loro azienda. E sebbene l’esempio possa sembrare un po’ banale, perchè si parla di cellulari e quindi prodotti conosciuti da tutti, in realtà non è banale affatto ed anzi rispecchia una situazione in cui mi ritrovo spessissimo.

“Smartphone” in questo esempio è una Vanity Keyword, che NESSUNO (o quasi) dovrebbe avere come obiettivo di posizionamento. O almeno non come primario e iniziale obiettivo di posizionamento.
Nell’articolo di oggi ti spiego proprio questo concetto, e perché (probabilmente) le parole chiave a cui tu imprenditore stai pensando, NON sono in realtà così importanti per la tua visibilità.

Quando SBAGLI le parole chiave. Vanity Keywords: cosa sono (anche se lo sai già e non te ne rendi conto) e perchè NON sono così importanti come pensi…

Partiamo innanzitutto col dare una definizione (mia) di Vanity Keyword:

La Vanity Keyword è una parola chiave, composta solitamente da UNO o DUE termini, che descrive in maniera generica e poco specifica ciò che il sito web “vende”, attirando di conseguenza traffico poco qualificato che genera un basso tasso di conversione.

Per farla semplice, è un tipo di parola chiave che piace di più all’imprenditore (che dovrebbe vendere) che all’utente (che dovrebbe comprare): da qui l’appellativo “Vanity Keyword”.

Ti faccio qualche esempio di Vanity Keyword e poi approfondiamo il discorso:

  • Se vendi online cellulari, “Smartphone” è una vanity keyword,
  • Se hai una web agency, “Siti Web” è una vanity keyword,
  • Se vendi un sistema per eliminare la muffa, “antimuffa” è una vanity keyword,
  • Se sei un Personal Trainer, “Personal Trainer” è una vanity keyword.

Forse a questo punto ti chiederai “Ma che problema hanno queste keywords degli esempi? A me sembrano giuste…”

Sembrano giuste, ma NON lo sono tanto. E di seguito ti spiego il perché…

I 5 problemi delle Vanity Keywords

1) Frequenza di Rimbalzo

Se sei primo su Google con “Smartphone” ed hai un sito di ecommerce che vende cellulari, intercetti (forse) visite di utenti giusti che vogliono comprare cellulari, ma probabilmente intercetti anche molte visite di utenti che NON sono intenzionati in quel momento a comprare e non stanno cercando un ecommerce, ma magari vogliono informarsi sulle caratteristiche tecniche degli ultimi modelli usciti sul mercato.

Questo fattore comporta un aumento della frequenza di rimbalzo che è la percentuale di sessioni di una sola pagina (ovvero le sessioni in cui gli utenti abbandonano il sito dalla pagina da cui sono entrati, senza interagirvi).

Magari pensi che la frequenza di rimbalzo NON sia così importante, ed invece sbagli, perché è sempre più un fattore preso in considerazione da Google come parametro di “qualità” di un sito.

Fattori di posizionamento 2015Nell’immagine a fianco infatti (tratta da moz.com, uno dei più autorevoli siti che trattano SEO a livello mondiale) trovi l’elenco dei primi 10 fattori di posizionamento 2015 presi in considerazione da Google:

https://moz.com/search-ranking-factors

 

Quindi capirai che ambire ad essere posizionato con vanity keyword  comporta il rischio di abbassare la soddisfazione degli utenti che visitano il tuo sito.

 

 

 


2) Competizione elevatissima
Un altro problema delle vanity keywords  risiede nella competizione spesso ELEVATISSIMA che si incotra dal punto di vista SEO. Torniamo all’esempio “Smartphone” e vediamo quali sono i risultati della prima pagina di Google.

Tra i risultati trovo siti come: Wikipedia, Euronics, Altroconsumo, Amazon, Trony, Samsung.
C’è bisogno che entri nel tecnico e ti spiego perché è meglio che lasci perdere se hai concorrenti tipo questi per una keyword?

Questi sono siti così tanto autorevoli rispetto al tuo, che non è assolutamente il caso di disperdere risorse preziose (tempo e soldi) nel tentare una scalata impossibile con quella parola chiave.


3) Serp “Personalizzate”
Un altro importantissimo problema dell’uso di vanity keyword risiede nelle Serp Personalizzate (Serp è l’acronimo di Search Engine Response Page, ovvero Pagina di risposta dei motore di ricerca, cioè la pagina dei risultati che ti viene fuori su Google dopo una ricerca).

Da qualche tempo ormai Google risponde in maniera “personalizzata” alle tue ricerche, basandosi sulle tue abitudini di ricerca, la tua posizione geografica e altri fattori…ma te lo spiego meglio con un esempio pratico.

Cerca su Google  “Siti Web” (una delle vanity keyword di esempio sopra citate) e dai uno sguardo ai risultati: noterai che la maggior parte di essi sarà riferito a web agency della tua zona (io vedo la prima pagina piena di web agency di Rimini, ovviamente visto che mi trovo a Rimini).

Questo cosa significa? Vuol dire che se aspiri ad essere primo su Google con “Siti Web”, probabilmente sarai visto al primo posto con quella keyword SOLO da utenti della zona geografica della tua azienda.

Il motivo di questo funzionamento è semplice: se cerchi siti web, Google pensa che tu stia cercando un fornitore che possa realizzarti il sito e pensa anche che tu sia interessato innanzitutto a fornitori della tua zona. Poi magari a te non interessa PER FORZA una web agency a te vicina, ma tant’è: funziona così e bisogna adeguarsi.


4) Cambiamento delle abitudini di ricerca degli utenti

Il quarto motivo per cui è sbagliato ambire a posizionarsi con le vanity keyword riguarda il cambiamento delle abitudini di ricerca degli utenti. Oggi infatti, rispetto al passato, gli utenti effettuano ricerche sempre più specifiche, utilizzando parole chiave sempre più complesse e formate da 4 , 5 e anche più termini.

Le vanity keywords invece sono per natura formate da 1 o 2 termini e usare quindi questo tipo di parole chiave è sbagliato perché va contro questo trend di ricerche sempre più specifiche.


5) Bassi tassi di conversione

L’ultimo motivo (ma non per importanza) per cui lasciar perdere le vanity keywords riguarda il basso tasso di conversione che generano. Nell’immagine sotto riportata (tratta da Search Engine Watch , altro autorevolissimo portale SEO americano) possiamo notare che le keywords composte da 0 a 5 termini hanno una percentuale di conversione dell’1% a differenza di una percentuale di conversione del 35% di keywords composte da 11 a 15 termini.

Tassi di conversione keywords per lughezza

Anche questo fatto te lo spiego con un esempio:
torniamo al caso principale usato nell’articolo, ovvero quello dell’imprenditore che ha un sito di ecommerce di cellulari e aspira ad essere primo su Google con “smartphone”.

Secondo te, vende più cellulari se è primo su Google con “smartphone” o se è primo su Google con “iphone 6s vendita online”  (che è una keyword usata molto più probabilmente da un utente che VUOLE COMPRARE ONLINE quel telefono)?

Anche a questa domanda credo sia superfluo rispondere con approfondimenti tecnici…

Conclusioni

Concludo con qualche consiglio. Innanzitutto non fare che ti adesso ti metti a cercare keywords di 15 termini perché convertono di più, per carità, non voglio nessun mal di testa sulla coscienza.

Il concetto semplice e alla base di questo articolo è che quando pensi a quali keyword usare per posizionarti sui motori, NON devi più pensare a keywords generiche.

Sforzati invece di pensare a keywords più specifiche che sono quelle poi usate dagli utenti (e da te stesso quando cerchi su Google).

Qualche esempio.

  • Se vendi online cellulari, non pensare a “smartphone” a ma tutti i nomi specifici dei cellulari, magari con i termini “vendita online” collegati (come nell’esempio di prima, “iphone 6s vendita online”)
  • Se hai una web agency, non pensare a “Siti Web” ma, ad esempio, a “realizzazione siti web rimini”, “web agency rimini”, oppure “realizzazione siti web con wordpress” o “realizzazione siti web per avvocati” ecc.
  • Se vendi un sistema per eliminare la muffa non usare “antimuffa” perché è una keyword che si riferisce ad una gamma vastissima di prodotti che vanno dai 5 € di costo a svariate centinaia di euro, ma magari posizionati con keyword tipo “come eliminare la muffa definitivamente” per intercettare gli utenti che cercano informazioni su come risolvere il problema in maniera definitiva (che quindi lascia intendere che forse hanno già provato altri sistemi che però non sono stati efficaci a lungo termine),
  • Se sei un Personal Trainer, non usare “Personal Trainer” come keyword ma magari, “personale trainer Rimini” e simili per intercettare le visite di utenti della tua zona (visto che si suppone che un personal trainer svolga un attività locale).

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Di’ la verità, anche tu pensavi alle vanity keyword, vero?
Posiziona il tuo sito per keyword efficaci!

Nell’articolo di oggi hai scoperto che le vanity keyword non sono poi così efficaci e utili
come pensavi. Se pensavi alla SEO per la tua azienda, e vuoi posizionare il tuo sito per keyword
efficaci, allora contattami qui  e verificheremo se posso aiutarti.
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Col Web Marketing NON vendi prodotti NUOVI….

By | 23 agosto 2016

quando scegliere il web marketing

Quando scegliere il Web Marketing.

Stamattina ho incontrato un cliente interessante che mi ha raccontato la sua storia…

In pratica non hanno mai avuto bisogno di usare internet come strumento di acquisizione clienti fino ad un paio di anni fa, perché avevano lavoro in abbondanza.

Poi, causa crisi, le cose sono cambiate e adesso hanno bisogno di invertire la rotta ed implementare strumenti per la ricerca di nuovi clienti.

Non entro nel dettaglio per la privacy del cliente e soprattutto perché il punto focale è un altro.

Nel parlare con lui, mi raccontava che tra le innovazioni che stanno apportando in azienda, oltre a pensare a quando scegliere il web marketing, stanno introducendo una nuova gamma di prodotti rivolta ad un nuovo target di clienti.

Ed è proprio sulla promozione di questo nuovo prodotto che pensavano di dedicare tutte le loro risorse…

Questa è un’IDEA RISCHIOSISSIMA e che NON mi piace affatto!

Il Web Marketing è un amplificatore della realtà, e in quanto tale, è più intelligente e furbo sfruttarlo per promuovere online prodotti o servizi che la tua azienda GIA’ vende offline!

Il perché è presto detto:

Se un prodotto/servizio lo vendi già offline, è presumibile (o quantomeno più probabile) che il mercato lo abbia già “premiato” come prodotto richiesto, e quindi il Web Marketing deve servire “solo” ad incontrare una richiesta maggiore ed aumentare di conseguenza le vendite.

Se un prodotto/servizio lo vendi già offline, probabilmente lo avrai già tarato rispetto alle richieste dei clienti e rispetto ai prodotti/servizi concorrenti, ritagliandoti un tuo “posizionamento” sul mercato.
Magari lo hai fatto anche inconsciamente, ma sei “posizionato”.

Se invece un prodotto/servizio non lo hai ancora mai venduto offline NON E’ AFFATTO CONSIGLIABILE cominciare a promuoverlo online:

  • sei sicuro che il mercato lo voglia?
  • sei sicuro di essere posizionato correttamente a livello di prezzo?
  •  sei sicuro che ci sia domanda per quel prodotto/servizio?

Ti sembreranno domande banali da porsi, ma ti assicuro che per esperienza personale e diretta ho visto decine di volte imprenditori tentare di promuovere online prodotti o servizi che poi si è scoperto non essere “appetibili” per il mercato.

Altra cosa:
Se tenti di promuovere online qualcosa di nuovo e la campagna di web marketing fallisce e non ottieni risultati, non potrai mai essere sicuro al 100% del fatto che il fallimento sia stato causato dal tuo prodotto/servizio che è “sbagliato”, o invece da chi ti ha seguito la campagna online che magari non è stato capace di portarti risultati.

Quindi, per tutte queste considerazioni, quando scegliere il Web Marketing?

Col Web Marketing NON vendi prodotti NUOVI, ma vendi DI PIU’ i prodotti più forti della tua gamma.

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Vuoi “vendere” di più online?
[Contattami per AMPLIFICARE i tuoi risultati]

Se sei un imprenditore e pensi di avere un prodotto/servizio che “se la gioca” ma ritieni di NON ottenere i risultati che potresti da internet, contattami qui.
Ne parliamo e vediamo se posso aiutarti 😉
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Anche tu usi la NASSA per acquisire nuovi clienti dal web?

By | 22 agosto 2016

come trovare nuovi clienti online

Come trovare nuovi clienti online.

Le scorsa estate sono stato in ferie a Taranto (mia città d’origine)…


Ho portato i bimbi al mare tutti i giorni: Taranto è una città con mille problemi, ma se ha qualcosa di stupendo, quella cosa è proprio il mare cristallino.

Leonardo il mio bimbo “grande” (ha 3 anni) vedeva i pesciolini nel mare e voleva prenderli.

In realtà la “caccia” ai pesciolini è lo sport nazionale della maggior parte dei bimbi, ed infatti se ne vedono frotte armate di retino che vagano incessantemente nell’acqua in cerca delle ambite prede.

Il problema è che i pescetti, col retino, non è per niente facile catturarli: sono velocissimi, ed infatti la maggior parte dei bambini concludeva ogni giorno la battuta di pesca con magrissimi risultati.

Tranne Leonardo, mio figlio, che invece vedeva quotidianamente ricolmo il suo secchiello di gobbioni, pesciolini vari e gamberetti.

Come faceva il mio piccolo a pescare tanto?
Te lo spiego subito: facendo i CASTELLI DI SABBIA.

Non capisci? Ok, spiego meglio…

Siccome anch’io da piccolo passavo le giornate intere a rincorrere col retino pesciolini scattanti e irraggiungibili, un bel giorno mio nonno mi insegnò come costruire una “nassa” con una bottiglia di plastica.

Se non sai cos’è una nassa te lo spiego in breve: è uno strumento di pesca rappresentato da un “contenitore” all’interno del quale si mette l’esca e che ha un’entrata ad imbuto. In pratica il pesce entra “dall’imbuto” all’interno della trappola attratto dal cibo esca, ma ne rimane intrappolato perché non trova più l’uscita.

Ed è proprio quello che ho fatto per pescare i pesciolini a Leonardo: ho preso una bottiglia di plastica, ne ho tagliato il collo con un coltello e l’ho reinserito nella bottiglia capovolto, creando l’imbuto (vedi immagine iniziale).

Poi ho inserito all’interno le esche (semplici pezzi di cracker) e ho posizionato la nassa fatta in casa sotto gli scogli vicino al nostro ombrellone.

Così, mentre io e Leonardo facevamo i nostri castelli di sabbia e gli altri bimbi si spezzavano la schiena a rincorrere i pesciolini col retino (prendendone tra l’altro pochi o nessuno), la nostra trappola si riempiva di pescetti e gamberetti mentre noi facevamo altro…

Bene…ora ti starai chiedendo: ok, bella storiella familiare, ma a me a che serve? Serve per capire come trovare nuovi clienti online.

Serve perché, mentre la nassa di plastica raccoglieva i pesci per Leonardo (il mio bimbo), la mia nassa “virtuale” acquisiva per me nuovi clienti

Prima di andare in ferie infatti avevo impostato una serie di automazioni per la pubblicazione automatica di post su Facebook, invio di newsletter ecc ecc.

E tutto l’ambaradan impostato mi ha portato ad avere diversi contatti di nuovi potenziali clienti arrivati mentre io facevo i castelli di sabbia con mio figlio.

E tu? Quanti contatti di nuovi clienti hai avuto mentre eri in spiaggia?

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[Vuoi acquisire anche tu NUOVI CLIENTI mente fai altro?]
Allora devi creare la tua NASSA VIRTUALE
Come farlo nel tuo caso specifico adesso NON lo so ancora, perché non ti conosco. Ma sei sei interessato ad approfondire l’argomento contattami qui e valuteremo qual’è la strategia migliore nel tuo caso.
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Google Adwords: quando sentire puzza di BRUCIATO…

By | 8 agosto 2016

gestione campagne Adwords

Gestione campagne Adwords.

OBIETTIVO: ottenere clic al sito web…

L’immagine allegata a questo post è estratta da un “report dei risultati” che un mio nuovo cliente ha ricevuto dal suo precedente fornitore…

Secondo questo “professionista” l’obiettivo della gestione campagne Adwords (gli annunci sponsorizzati su Google) doveva essere ottenere click al sito web…

E come no!!! Poi vado in banca e deposito sul conto un bel mucchio di click, sai che contenti che sono?

Evidentemente questo è un obiettivo FASULLO!

Una campagna Adwords (così come qualsiasi altra campagna di visibilità online) deve avere obiettivi un tantinello più concreti, come ad esempio:

  • Vendite, se si tratta di un ecommerce,
  • Richieste di preventivi/informazioni da potenziali clienti,,
  • Iscrizioni ad una newsletter di utenti in target,

Insomma, aumento di fatturato o quantomeno raccolta di lead (contatti).

Avere click al sito web è un obiettivo finto che deve farti fuggire dal professionista che te lo propone per la tua azienda.

Mi raccomando, occhi aperti 😉

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Hai avuto a che fare anche tu con questi numeri FINTI?
[Attiva una campagna Adwords per VENDERE]

Come dicevo nell’articolo, Adwords (come qualsiasi altro strumento di promozione online) deve servire ad un solo scopo: VENDERE. Poi a seconda del caso possono cambiare modalità e tempistiche, ma i Click NON possono ESSERE MAI un obiettivo. Se stai cercando un professionista a cui affidare le tue campagne di visibilità online possiamo parlarne. Contattami qui 
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Come scaricare i video delle dirette di Facebook

By | 4 agosto 2016

Come scaricare i video delle dirette di Facebook

Come scaricare i video delle dirette di Facebook

Le dirette Facebook? Una figata….sono il contenuto che più viene spinto sul famoso Social Network e al quale viene attribuita la maggiore visibilità organica (e cioè è il tipo di contenuto che Facebook mostra al maggior numero dei contatti della tua pagina o profilo).

C’è un piccolo problema, che la diretta Facebook rimane li, e il video non lo puoi tirar giù per pubblicarlo, ad esempio, anche sul tuo canale di Youtube.

Un cliente con cui parlavo stamattina ha lo stesso problema, per cui ho cercato la soluzione, trovata grazie al mitico Aranzulla (ma guarda un pò che stranezza).

Quindi le istruzioni che ti darò adesso le ho RUBATE da lui, da questo articolo completo che quindi se ti va puoi approfondire.

Mi permetto solo di velocizzarti la ricerca della soluzione se sei un mio lettore 😉

Ecco le istruzioni:

  1. Su Facebook, vai sulla data del video che vuoi scaricare (se è stato pubblicato da poco, vedrai i minuti o le ore);
  2. Con il mouse puntato sulla data clicca sul tasto destro del mouse e seleziona “Apri in un altra scheda”. In questo modo ti si aprirà un altra pagina di internet con l’indirizzo specifico di quel video,
  3. Vai su http://www.clipconverter.cc/it/,
  4. Inserisci nel campo “Media URL” l’indirizzo del video che vuoi scaricare,
  5. Seleziona il formato MP4 e clicca su “Inizia”,
  6. Aspetti che finisce di pensare e poi clicchi su “Download”, et voilà: c’hai il tuo bel video che puoi mettere su Youtube o dove ti pare.Ringraziamo tutti Aranzulla,
    ciao.

Pokemon Go e la TREMENDA IDIOZIA di pensarlo come strumento di Local Marketing (che spero non ti abbiano già proposto per la tua azienda)…

By | 3 agosto 2016

Pokemon Go Local Marketing

Probabilmente me ne pentirò…So bene che non dovrei scrivere questo articolo, ma non posso resistere.
Non posso resistere perché ho visto troppe “baggianate” scritte in giro riguardo alla possibilità di usare Pokemon Go come strumento di Local Marketing per le aziende, e la cosa la trovo così assurdamente BANALE e fuori da ogni logica che NON posso non lasciare una mia opinione scritta…

Ma andiamo per gradi e lasciamo spiegare la questione.

Cos’è Pokemon Go

Innanzitutto cos’è Pokemon Go (cito da Wikipedia):

Pokémon Go è un videogioco di tipo free-to-play basato su realtà aumentata geolocalizzata con GPS, sviluppato da Niantic per i sistemi operativi mobili iOS e Android, creato con la collaborazione di Game Freak, The Pokémon Company e Nintendo.

In pratica Pokemon Go è un videogioco, MOLTO innovativo, al quale si gioca scaricando un’applicazione sullo Smartphone, e il cui scopo è andare in giro (per strada, nei parchi, in giro insomma…) a cercare di catturare i Pokemon (i mostriciattoli protagonisti) che puoi individuare nel mondo reale guardando nello schermo del tuo smartphone.

Premessa 1: Non ho niente contro Pokemon Go

Prima premessa di questo articolo: non ho ASSOLUTAMENTE NIENTE contro Pokemon Go. E’ un videogioco, STRAORDINARIO per la sue innovazioni, che sta già riscuotendo un successo ENORME (strameritato a mio parere). Anche dal punto di vista del business, è assolutamente un’idea GENIALE che portarà triliardi di fatturato a Nintendo e compagnia bella.

Non mi piacciono affatto neanche i giudizi sui giocatori di Pokemon Go: ripeto è un videogioco, come ce ne sono migliaia da decenni. Io da ragazzino ha perso le giornate intere a giocare a Settlers, Sensible Soccer e a Football Manager. Pokemon Go è la novità, e se non l’avessero inventato la gente continuava a rincoglionirsi con Candy Crush, su Facebook, alle macchinette ecc ecc.

Il problema della gente che ci rimane sotto è da trovare nella gente, non nel gioco.

Quindi VIVA Pokemon Go.

Premessa 2: Non sono io l’esperto che può insegnare Marketing a nessuno

Seconda doverosa premessa: io NON sono un esperto di Marketing. Io mi occupo di Web Marketing, quindi di come aiutare le aziende a sfruttare internet per raggiungere nuovi potenziali clienti e fidelizzare i clienti acquisiti, e quindi (almeno in teoria) i miei clienti dovrebbero avere già proprie strategie di Marketing e io dovrei solo aiutarli a sfruttarle anche su internet.

Poi è vero che studio il marketing, sono uno studente di Frank Merenda, studio i guru americani da lui consigliati (Al Ries, Jay Abraham a cui spero di aggiungere al più presto Dan Kennedy) ma sono un novizio, uno studente alle prime armi.

La mosca che m’è saltata al naso

Tuttavia nonostante le premesse, ho visto in giro un sacco di articoli, post su Facebook che inneggiano a Pokemon Go come la “nuova frontiera del Local Marketing” che le aziende farebbero meglio a non farsi scappare…Articoli di “professionisti” del marketing e web marketing che quindi dovrebbero dare i “giusti consigli” agli imprenditori su come promuovere le proprie aziende.

Secondo questi geni del male le aziende dovrebbero sfruttare l’occasione Pokemon Go per attirare all’interno delle proprie attività i giocatori di Pokemon Go grazie a una sere di sistemi per rendere terreno di gioco il proprio ristorante, bar, centro estetico, negozio ecc ecc….

Ma C-o-s-a  S-t-a-t-e   D-i-c-e-n-d-o!?!?!?!?!?!

Ok che non sono l’esperto di Marketing ma leggere sta cosa è per me come se stessi studiando da cucina da Gualtiero Marchesi e in giro verrebbe promosso il concetto che gli “involtini di sterco di cammello” sono il nuovo piatto di alta cucina che non può mancare nel menù di un ristorante stellato.

Quindi, vabbè che non sono uno chef, ma che lo sterco di cammello non c’ha tutto sto gran gusto ci arrivo anche da principiante…

Il Marketing a Risposta Diretta

Tra gli insegnamenti che ho appreso dai miei ultimi studi, sicuramente il più importante riguarda il Marketing a Risposta Diretta (Direct Marketing). Riprendo da Wikipedia:

Il direct marketing è un insieme di tecniche di marketing attraverso le quali aziende commerciali, ma anche enti (ad esempio organizzazioni pubbliche e no profit) comunicano direttamente con clienti e utenti finali senza avvalersi di intermediari, consentendo di raggiungere un target definito, con azioni mirate che utilizzino una serie di strumenti, anche interattivi, ottenendo in tal modo delle risposte oggettive misurabili, quantificabili e qualificabili.

Come hai notato ho messo in grassetto TARGET DEFINITO. Ma andiamo avanti….

Il ristorante nel quale facevo gli EXTRA 10 anni fa faceva il KARAOKE…

Io sono di Taranto ma vivo a Rimini da ormai quasi 20 anni. Ci sono venuto da solo perché, nonostante io ami profondamente la mia terra, non c’è da lavorare (a meno che non sia disposto ad avvelenarti all’Ilva).

Dieci anni fa con Manuela (mia moglie) abbiamo deciso che era ora di comprar casa, e siccome non c’avevamo una lira, bisognava farsi il mazzo più del solito per mettere qualcosa da parte.

Quindi benché avessi già un lavoro di giorno, ho cominciato a fare il cameriere nei weekend in un ristorante di Riccione. Questo ristorante aveva fatto fortuna negli anni d’oro della riviera romagnola, ma negli ultimi periodi, con il calo del turismo (che sempre più si spostava verso Grecia, Spagna, Egitto ecc ecc) cominciava a soffrire un po’ la crisi.

Allora i titolari ebbero la brillante idea di introdurre la serata Karaoke, ingaggiando un signore molto bravo nel suo lavoro, capace di coinvolgere le persone ed intrattenere i clienti.

L’effetto che portò la serata Karaoke fu questo: il venerdì (quando c’era il Karaoke) il ristorante era sempre pieno.

Paolo (il Fiorello de noartri) aveva un vasto seguito di fan, buona parte dei quali lo seguiva anche nel ristorante in questione. Inoltre, anche una parte dei clienti fidelizzati apprezzò l’iniziativa e cominciò a prenotare il tavolo per ogni venerdì sera.

Quindi è stato un successo clamoroso, ti chiederai….

Ma manco per scherzo….
Infatti, i fan di Paolo venivano il venerdì praticamente solo per cantare: i più “pudici” si sforzavano di mangiare almeno una piadina, molti altri arrivavano direttamente verso le 22.30 SOLO per cantare ordinando al massimo qualcosa da bere.

I clienti affezionati che apprezzavano il karaoke venivano anche a cena, ma arrivano alle 20.30/21.00 e andavano via all’una, bloccando il tavolo e impedendo il ricambio.

Un’ altra parte dei clienti fidelizzati, decise bene di NON farsi vedere il venerdì, perché non aveva alcuna voglia di vedere quei quattro sfigati sgolarsi al microfono (cito il loro pensiero).

Cosa fece a quel punto il titolare del ristorante?
Accecato dal vedere la ggente la sera del Karaoke, e afflitto da una miopia imprenditoriale cronica, decise di aggiungere altre “serate” a tema: musica dal vivo, ballerini brasiliani ecc ecc.

L’anno scorso il ristorante è FALLITO!

Perché quindi NO Pokemon Go come strumento di Marketing

Pokemon NOUn ristorante deve attrarre i clienti grazie alla buona cucina, ad un servizio veloce, ad un “esperienza piacevole”, NON deve attrarre quelli che vogliono cantare al Karaoke!

Se ti piace il karaoke e sei un imprenditore allora apri un Karaoke Bar, che fa solo quello tutti i giorni, ed ha una struttura di costi che sostiene il business (e non una cucina con 5 persone stipendiate che alle 22.00 cominciato a guardare il cellulare perché in sala è partito il FestivalBar).

Allo stesso modo, se c’hai un ristorante, un negozio, un bar o qualsiasi altro tipo di attività locale, NON DEVI ATTRARRE i giocatori di Pokemon Go, perché molto probabilmente NON saranno interessati al tuo business ma SOLTANTO all’esperienza di gioco che gli offrirai durante l’evento organizzato.

Ed anche se quell’evento organizzato, per quella volta, ti porta a battere qualche scontrino in più, probabilmente quello NON sarà un fatturato SANO.

I tuoi clienti devono venire da te perché VOGLIONO comprare quello che vendi, NON perché gli attiri con delle ESCHE che niente hanno a che fare col tuo prodotto servizio!

Se così fosse allora un ristorante (o qualsiasi altra attività locale) potrebbe organizzare:

  • La serata Pokemon GO,
  • La serata Karaoke,
  • La serata Burraco,
  • La serata Risiko,
  • La serata Donne Nude (a questa magari ci si può pensare…)

Ma per carità…
Quindi caro il mio imprenditore che stai leggendo questo mio articolo e sei arrivato fino a qui, mi raccomando, non farti passare per l’anticamerà del cervello di fare diventare “una palestra per Pokemon” il tuo locale, e pensa invece a come strutturare una comunicazione che spieghi i punti differenzianti della tua offerta.

A te servono CLIENTI, non giocatori di Pokemon Go!

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Se per tua fortuna sai già che Pokemon Go (e stupidate simili) non può essere uno strumento che aiuta il tuo marketing, e cerchi un partnet a cui affidare la visibilità online della tua azienda, allora forse hai trovato la persona giusta (che sarei io). Contattami qui e verificheremo se posso aiutarti.
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