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MISSION IMPOSSIBLE: Come vendere online un rimedio naturale all’insonnia, PARTENDO da ZERO e con un budget di SOLI € 2.500

By | 28 settembre 2016

mission-impossible

Ciao Gian, devo lanciare un prodotto.
Mi serve il sito/blog. Ho già le Testimonianze…

…Preparo qualche articolo, qualche mail, e sono pronto…

Questo il messaggio che ho ricevuto su Facebook qualche giorno fa da Renato, amico che ho conosciuto tempo fa ad un corso di formazione che abbiamo frequentato insieme.

Il prodotto a cui Renato si riferisce è un rimedio naturale per l’insonnia, che lui stesso ha ideato e che adesso, vuole provare a promuovere e vendere online.

Tutto molto bello se non fosse per la presenza di DUE piccoli problemini:
Renato parte da ZERO e c’ha a disposizione SOLO € 2.500 di budget.

Due problemini mica da ridere… Come si fa in questi casi?

Risposta BREVE (cruda ma realistica):
NON si fa.
Se parti da zero, € 2.500 sono pochi, pochissimi per sperare di ottenere risultati…
Anche perché l’unica speranza che si può avere di ottenere un qualche risultato con un budget così basso prevede un impegno ENORME nella produzione di contenuti da parte dell’imprenditore/azienda che vuole vendere il prodotto. E mediamente gli imprenditori/aziende NON hanno tempo/voglia di farsi il mazzo per produrre materiale di marketing.

Risposta LUNGA (ottimistica e propositiva):
Ovviamente però NON concluderò il mio post di oggi con la risposta breve,  non lasciando alcuna speranza a Renato. Voglio credere che Renato appartenga a quella ristretta compagine di persone disposte ad investire MOLTO tempo nella promozione della propria azienda. E credendo a questo, voglio dare tutti i miei consigli migliori per permettere a Renato di compiere i passi giusti nella direzione dei risultati che si aspetta: farsi conoscere e VENDERE il suo prodotto!

Quindi, bando alle ciance, e cominciamo con la lista delle cose da fare!

Come vendere online un rimedio naturale all’insonnia, PARTENDO da ZERO e con un budget di SOLI € 2.500

1) Realizzare un Blog
La prima cosa a cui pensare è ovviamente decidere quale tipo di presenza proprietaria realizzare.
Meglio un sito o un blog? Considerata ala situazione, senz’altro meglio un blog.
Renato ha bisogno di attivare un canale di comunicazione continuativa, ed un sito “istituzionale” di presentazione del prodotto, non sarebbe il massimo della vita in questa prima fase.

Soprattutto ricordando il budget che si ha a disposizione: potrebbe essere giusto pensare ad un bel sito che presenti nel modo giusto e professionale il prodotto e che contenga al suo interno un blog, ma € 2.500 (a mio parere) non sono sufficienti a realizzare un sito di questo tipo (quantomeno se contatti me non te la cavi con quella cifra).

E se anche trovasse un fornitore che con € 2.500 gli realizza un sito con blog incorporato che sia professionale, curato graficamente e dal punto di vista dell’usabilità e della comunicazione, comunque a mio parere NON sarebbe consigliato perché significherebbe azzerare il budget per investire in visibilità (campagne Facebook ADS o Google Adwords).

Quindi per tutti questi motivi, il mio consiglio a Renato è stato: realizza un blog che userai come “base” della tua presenza online.


2) Scrivere Articoli SEO che intercettino la “domanda” degli utenti

Mentre parlavo al telefono con Renato, ho cominciato a sbirciare i volumi di ricerca per keywords correlate all’argomento “rimedi per l’insonnia” e al volo ho potuto verificare una situazione “interessante”. Interessante per due motivi principali:

  • Esiste una domanda: la gente cerca online informazioni riguardo ai rimedi dell’insonnia, quindi è evidente che c’è domanda riguardo questa tipologia di soluzioni e che il problema è sentito da molte persone.
  • La concorrenza (SEO) non è agguerrita: rispetto ad altri settori molto più competitivi, in questo caso la concorrenza pare non essere così inavvicinabile. Ti sottolineo che mi riferisco alla concorrenza dal punto di vista web ed in particolare SEO e quindi, quando dico che la concorrenza non è molto agguerrita, mi riferisco al fatto che, ad un’occhiata veloce, non sembrano esserci molti siti che investono per avere visibilità organica relativa a queste tematiche.

Quindi, capito che c’è domanda e che la concorrenza non è eccessiva, quello che Renato deve fare è cominciare a scrivere articoli che parlino dell’insonnia, dei rimedi che si possono adottare, del suo prodotto, il tutto avendo attenzione di ottimizzare dal punto di vista SEO ogni articolo.

Nell’immagine sotto, puoi vedere una veloce selezione di keywords che ho fatto per il suo caso

key insonnia

Nota:
Renato si può aiutare in questa operazione leggendo e studiando due miei articoli scritti nel mesi scorsi:


3) Costruzione della lista Email
Contestualmente alla creazione del blog e alla scrittura degli articoli, Renato deve attivare un sistema per cominciare a raccogliere gli indirizzi email dei potenziali clienti e degli utenti che mostreranno interesse verso il suo prodotto e gli articoli del suo blog.

Per far ciò deve dotarsi di uno strumento di email marketing professionale (noi utilizziamo Getresponse per i nostri clienti) e fare le seguenti operazioni:

  • Inserire all’interno del blog diversi form per la registrazione alla newsletter: tra gli utenti che troveranno interessanti i suoi articoli ce ne saranno diversi che decideranno di iscriversi per rimanere aggiornati su ogni nuovo contenuto prodotto,
  • Regalare un contenuto gratuito in cambio dell’email: “Sette consigli per migliorare da subito il tuo sonno” potrebbe essere il titolo di esempio di un ebook gratuito che Renato potrebbe mettere a disposizione del suo blog. I contenuti gratuiti (che possono essere ebook in pdf, video ecc) funzionano tantissimo nella costruzione delle liste email, poiché a differenza del normale “iscriviti alla newsletter”, l’utente riceve un immediato “beneficio” nel lasciarti la sua email.

Nota:
Per quanto riguardo il download dell’ebook, Renato dovrà aver cura di promuoverlo tutte le volte possibile: ricordandolo all’interno di ogni articolo del blog, sui post di Facebook e perché no, anche offline…


4) Testimonianze
Nel messaggio iniziale Renato mi diceva che ha già raccolto testimonianze di clienti soddisfatti.
Questa è un ottima notizia. Le testimonianze devono essere pubblicate all’interno del blog in una sezione dedicata, e diffuse con continuità nel corso del tempo, inviandole per esempio agli iscritti alla lista email e postandole su Facebook. Un altro utilizzo importante che può essere fatto delle testimonianze è quello di creare i casi di successo. Mi spiego meglio…

Renato mi spiegava che a soffrire di insonnia e disturbi del sonno sono spesso gli imprenditori o comunque le persone che hanno una vita carica di stress, motivazione principale che causa l’insonnia.

E’ realistico pensare che l’insonnia sia causa di tutta una serie di problematiche nella vita di queste persone:

  • Spossatezza,
  • Irritabilità,
  • Poca produttività.

E’ quindi probabile che i clienti soddisfatti di Renato che gli hanno lasciato le testimonianze abbiano vissuto una di queste situazioni/disagi e quello che andrebbe fatto è descrivere (ad esempio con articoli del blog dedicati) le storie di ciascuno di questi clienti facendo così in modo che il lettore possa riconoscersi nelle stesse situazioni, aumentando così l’efficacia della comunicazione e incentivando le vendite.


5) Produzione di Video (da pubblicare su Facebook e Youtube)

Altro materiale che va prodotto sono i video.
Per fare un esempio molto concreto e pratico, Renato potrebbe fare dei video di ogni articolo del blog, e cioè riprodurre in diversi formati gli stessi contenuti: in questo modo non deve neanche scervellarsi più di tanto nel pensare ad argomenti nuovi.

Ovviamente se riesce a produrre video con contenuti originali male non fa, ma soprattutto all’inizio, può non essere strettamente necessario.

Dopo aver prodotto i video, deve pubblicarli sulla propria pagina Facebook e sul proprio canale Youtube (che sarà creato appositamente).

IMPORTANTE:
La creazione del canale di Youtube e la conseguente pubblicazione dei video, se fatta con costanza e perseveranza, porta ad altro traffico organico gratuito.
Per capire come sfruttare al meglio il suo canale di Youtube Renato può leggere quest’articolo scritto da me sull’argomento qualche mese fa.


6) Gruppi Facebook

Un altro strumento di traffico gratuito che consiglio a Renato di utilizzare sono i gruppi di Facebook.
Come probabilmente saprai, su Facebook esistono gruppi sui più svariati argomenti:

  • Gruppi sulla SEO,
  • Gruppi che parlano di Fitness
  • Gruppi che danno consigli alle mamme su come crescere i propri piccoli,
  • Insomma per una miriade di argomenti diversi esistono gruppi su Facebook di persone che ne parlano..

Quello che può fare Renato per sfruttare a proprio favore i gruppi di Facebook consiste nel ricercare ed individuare quali possono essere gruppi all’interno dei quali la maggior parte degli iscritti può essere potenzialmente interessata agli articoli del suo blog, e una volta individuati, richiedere l’iscrizione e postare periodicamente al loro interno gli articoli del suo blog.

Per fare un esempio, ho velocemente individuato questi due gruppi che forse potrebbero contenere utenti in target per Renato:

Nota:
Due norme di comportamento “igienico” all’interno dei gruppi Facebook.

  • Leggere il regolamento di ogni gruppo per verificare che sia concesso di pubblicare propri contenuti al suo interno,
  • Condividere contenuti utili al lettore: se ci scrivi “compra il mio prodotto” non funziona e fai pure la figura dello spammer.

7) Promozione a pagamento (con Facebook o Google)

A questo punto, dopo 2/3 mesi iniziali di duro lavoro con produzione costante di contenuti (che comunque non dovrà mai interrompersi) Renato dovrebbe cominciare a promuovere il proprio blog con qualche azione a pagamento, sfruttando quella parte dei € 2.500 che gli sono avanzati fino a questo punto.

Come promuoversi e quale strumento utilizzare a questo scopo lo si può valutare solo sul momento e dopo aver analizzato diversi fattori. Tuttavia due ipotesi di promozione potrebbero essere:

  • Remarketing su Facebook: per “inseguire” con la sponsorizzazione dei nuovi articoli gli utenti che in passato hanno visitato il suo blog,
  • Campagne di Google Adwords: per acquisire visibilità nei confronti degli utenti che cercano su Google informazioni riguardanti l’insonnia con parole chiave che Renato non “presiede” col suo blog.

ATTENZIONE:
Quelle sopra riportate sono ipotesi non basate su analisi dei dati (che tra l’latro non ci sono, visto che Renato il blog ancora non ce ‘ha) e vanno prese quindi con le pinze, perché appunto ipotesi.
L’azione promozionale migliore da compiere la si può decidere sono con un attenta analisi di tutta una serie di dati. Il concetto che però voglio passare a Renato è che deve tenere una parte del piccolo budget che ha a disposizione per promuoversi a pagamento quando arriverà il momento giusto.


8) Deve lavorare Tanto Tanto
Ripeto e sottolineo in questo punto un concetto espresso in apertura.
Renato deve capire che ha una sola piccola possibilità per ottenere risultati di vendita nonostante non abbia un budget adeguato a disposizione e questa possibilità risponde al nome di LAVORO LAVORO LAVORO. Deve produrre contenuti nella quantità maggiore possibile:

  • Articoli del blog,
  • Video su Youtube,
  • Post di Facebook.

Più ne produce meglio è. E deve farlo senza sosta. Ci vorrà tempo e pazienza. Ma se non ci mette soldi, non ha alternative al lavoro duro.


9) Trovare Budget Extra
Questo punto può sembrare in contrasto col precedente, in realtà però non lo è: Renato deve fare in modo di trovare extra budget per questo progetto.

Con € 2.500 non ha risorse a sufficienza per farsi conoscere da un grande pubblico.
Ad esempio, potrebbe e dovrebbe reinvestire ogni singolo euro delle prime vendite del prodotto nella sua presenza online per aumentare sempre di più la visibilità e di conseguenza innescare un volano che lo porti nel tempo più breve possibile ad avere una base di clienti solida che gli permetta di creare un business vero intorno al suo prodotto.

Don’t Try This at Home

Concludo l’articolo con un consiglio: NON farlo a casa da solo!
I consigli riportati in questo post si riferiscono alla situazione specifica di Renato, alla sua tipologia di prodotto e alla concorrenza che c’è nel suo ambito.

Quindi se pensavi di ricopiare passo passo i consigli proposti ed usarli nella tua situazione, sappi che è molto probabile che possano risultare nel tuo caso inefficaci per un motivo molto semplice: se operi in un settore diverso è probabile e possibile che si renda necessaria una strategia diversa.

Usa invece questo post per trarne spunti da adattare (con buonsenso) alla tua situazione.

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Sei un imprenditore CICALA o FORMICA?

By | 22 settembre 2016

ristrutturazione del sito web

Ristrutturazione del sito Web.

“…Non siamo pronti per partire con il progetto e per ora abbiamo deciso di andare avanti con il tirocinante, partendo dal rifacimento del sito e cercando di coinvolgere anche i dipendenti.

Se debbo essere io il responsabile del blog o il mio socio non arriviamo da nessuna parte…”

L’altro giorno ho ricevuto una mail da un cliente che mi aveva contattato il mese scorso.
Tra le altre, recitava le tre frasi che ho incollato sopra.

Questo cliente mi aveva contattato chiedendomi la ristrutturazione del sito web, ma dopo aver analizzato la sua situazione, avevo capito che un sito NON gli avrebbe portato alcun risultato.

Gli ho quindi proposto un blog, necessario a mio parere ad attivare un canale di comunicazione coi suoi clienti, senza il quale, difficilmente potrebbe ottenere risultati degni di nota da internet.

Avrei potuto proporgli il sito, assecondando la sua richiesta e avendo a quest’ora un contratto firmato?

Si, certo che avrei potuto, ma non l’ho fatto. Secondo me non è quello che gli serve e quindi, nonostante la sua richiesta, non gliel’ho proposto…

Comunque il punto non è questo e non sono io.

Il punto di questo post sta in questa frase “Se debbo essere io il responsabile del blog o il mio socio non arriviamo da nessuna parte…”

Ora, il discorso è questo. Ci sono settori in cui, per abbondanza e diversità dell’offerta, se NON produci contenuti che educhino il tuo cliente a preferirti rispetto ai tuoi concorrenti, la possibilità che tu possa ottenere risultati soddisfacenti da internet è pressochè vicina allo zero.

Allo stesso tempo sono POCHISSIME le aziende e gli imprenditori che capiscono che è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e mettersi giù in prima persona a cominciare a fare (web) marketing.

Sono ANCORA DI MENO le aziende e gli imprenditori che dopo aver capito che serve rimboccarsi le maniche e mettersi giù in prima persona a cominciare a fare (web) marketing, poi lo FANNO DAVVERO.

E questa è per te una GRANDE OCCASIONE.

E’ una grande occasione perché se decidi di cominciare a fare la FORMICA con costanza e impegno, e metterti giù a produrre materiali che possano aiutare il tuo (web) marketing ad entrare nella testa dei tuoi clienti, comincerai ad accumulare lentamente ma inesorabilmente vantaggio sui tuoi concorrenti.

Non è facile. Ci vuole tempo. Ci vuole sforzo. Ci vogliono soldi. Ma piano piano, giorno dopo giorno, metterai in cascina le scorte di materiali di marketing che serviranno a “nutrire” i tuoi clienti.

E mentre lo farai, vedrai i tuoi concorrenti CICALE rimanere fermi a quello che hanno sempre fatto nella loro vita lavorativa e non evolversi…fino a quando non arriverà l’inverno.

Tocca a te decidere cosa vuoi essere: Cicala o Formica.

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8 passi per una Campagna di Web Marketing di Successo: parti dalla STRATEGIA invece che dagli STRUMENTI.

By | 21 settembre 2016

Campagna Web Marketing

Abbiamo fatto il sito con un amico di famiglia ma non siamo contenti anche perché su Google è praticamente introvabile. Quindi vogliamo rifarlo e pensavamo anche alla SEO…

Oppure

Avevamo il sito in Magento ma poi non si riusciva a connettere col gestionale e quindi lo abbiamo rifatto in WordPress ma adesso dobbiamo rifarlo…e poi voglio fare email marketing perché ho visto Mailup e Mailchimp e mi sono piaciuti…

Questa settimana ho parlato (tra gli altri) con due imprenditori che mi hanno detto le frasi che ho riportato sopra. Lavorano in settori completamente diversi ma sono accomunati da due caratteristiche:

  • Entrambi vorrebbero usare il web per acquisire nuovi clienti e fidelizzare i clienti acquisiti [GIUSTO],
  • Entrambi si sono rivolti a me focalizzando la loro richiesta sugli strumenti [SBAGLIATO].

Questa cosa succede SEMPRE.
Quando parlo la prima volta con l’imprenditore, nella stragrande maggioranza dei casi la sua richiesta si focalizza sugli STRUMENTI e MAI sulla strategia: devi capire che quest’approccio è SBAGLIATO e mi sforzerò di ripeterlo finchè ci saranno imprenditori che si rivolgeranno a me in questo modo.

E per ora, ahimè la strada da fare pare essere ancora lunga…

Pensare al Web Marketing  associando i propri pensieri agli strumenti è come se, volendo fare ristorazione, ti preoccupassi di scegliere gli attrezzi di cucina senza pensare al menù e ai tuoi clienti….

Va a finire che compri un bel Girarrosto e per poi scoprire di avere clienti VEGANI!

In quest’articolo ti spiego quindi  gli 8 passi sui quali, da imprenditore, devi focalizzare i tuoi ragionamenti quando pensi alla presenza online della tua azienda, basandoti innanzitutto sulla STRATEGIA per decidere solo in SEGUITO quali possono essere gli strumenti più adatti alla sua attuazione.

Quindi metti il silenziatore al cellulare, alza la cornetta del telefono sulla scrivania, prenditi 5 minuti e buona lettura 😉

Gli 8 passi per realizzare una Campagna di Web Marketing di Successo partendo dalla STRATEGIA invece che dagli STRUMENTI

1. Definisci e Studia il tuo target.

Parti sempre dal target di cliente a cui rivolgerti seguendo alcune regole precise:

  • Selezione 1 SOLO target:
    Se nel mondo offline hai a che fare con tipologie di clienti differenti tra di loro la PRIMA cosa FONDAMENTALE che devi comprendere è che devi pensare a Campagne di Web Marketing DEDICATE ad ogni singolo target. Non puoi mischiare la comunicazione verso target differenti.
    Il motivo è molto semplice: target diversi hanno problemi diversi ed esigenze diverse. Questa caratteristica impedisce di realizzare una campagna di comunicazione efficace e quindi di ottenere risultati degni di nota.
    Al contrario più riesci a focalizzarti su un target specifico più riesci ad essere incisivo nella comunicazione.
  • Studia il tuo target:
    Dopo aver definito il tuo target specifico, preoccupati di “studiarlo” e identificarlo in maniera quanto più specifica possibile:

    • A quale fascia d’età appartiene,
    • Sono uomini o donne (o entrambi),
    • In quale zone geografica vivono,
    • Fanno un particolare lavoro?,
    • Hanno interessi particolari?,
    • Ecc ecc.

Approfondisci quanto più possibile questa analisi e magari tornaci su nel tempo per arricchirla in base alle nuove esperienze.

Conoscere il tuo target di clienti nella maniera più approfondita possibile è l’esercizio più importante nella realizzazione di una strategia di web marketing. Quindi fallo…


2. Capisci dove puoi trovare i tuoi clienti.
Una volta individuato il target dei tuoi clienti devi chiederti: “Cosa fanno online? Dove posso intercettarli?”

Devi quindi capire se usano Google per cercare i prodotti/servizi che tu rivendi, se sono su Facebook, Linkedin e gli altri Social, se frequentano siti particolari e verticali, se frequentano forum di discussione e community….insomma, devi sforzarti di capire quali sono i “posti” del web che frequentano di più perché poi in conseguenza di questa analisi si svilupperanno le “tattiche” per intercettare i tuoi potenziali clienti.

ATTENZIONE:
Questa fase dell’analisi può sembrare semplice ad una prima occhiata, invece non lo è affatto, e ti spiego perché con un esempio.

Proprio ieri parlavo con un cliente che si occupa di arredamenti e progettazione di interni di livello medio/alto e quindi il suo target di clienti sono persone alto spendenti, o comunque di certo non i clienti da Ikea.

In un caso come questo, ad una prima analisi veloce, potrebbe risultare essere Google uno degli strumenti adatti ad intercettare il suo cliente potenziale.

Ma siamo sicuri che sia così?

Ipotizzando ad esempio che questo cliente abbia la sua azienda a Firenze, e considerando che la keyword “negozi arredamento firenze” è cercata su Google 110 volte al mese la domanda da porsi è: questi utenti appartengono al MIO target di cliente? O ad esempio ce n’è una parte anche cospicua che invece sta cercando arredamenti low cost e che quindi NON rientra nel mio target e mi porterebbe ad una dispersione di risorse?

Fai quindi attenzione a porti queste domande in questa fase, perché anche questa, è molto importante per la riuscita di una campagna di web marketing di successo.


3. Definisci la tattica.

A questo punto, individuato il tuo target di cliente e i “posti” che frequenta online, puoi iniziare a buttar giù le idee sulle tattiche (e gli STRUMENTI) da utilizzare al fine di entrare in contatto coi tuoi clienti.

Abbiamo capito che Google è uno degli strumenti più utilizzati per la ricerca di informazioni sul tuo prodotto servizio? Allora possiamo cominciare a pensare che probabilmente la SEO e una campagna di Adwords possano fare al caso tuo…

Abbiamo scoperto che su Facebook si riesce ad individuare in maniera precisa il tuo target di riferimento? Allora magari una campagna iniziale di Facebook Ads può essere una buona idea…

Unisci gli strumenti
In molti casi può invece avere molto senso usare strategie che prevedano l’uso contemporaneo di diversi strumenti. Anzi, a dirla tutta, una strategia di web marketing dovrebbe prevedere l’uso incrociato di più strumenti nella stragrande maggioranza dei casi.

Ti faccio un esempio:
In tanti casi ci si trova di fronte a situazione in cui il tuo target di cliente cerca su Google il tuo prodotto/servizio ed è allo stesso tempo presente su Facebook.

Cosa si potrebbe quindi fare in un caso come questo?
Beh, ad esempio si potrebbe attivare una campagna di Adwords per intercettare gli utenti che cercano su Google il tuo prodotto/servizio per poi continuare a comunicare con loro su Facebook grazie al remarketing (ti ricordo che il remarketing è quella funzione per la quale una volta visitato un sito web, da quel momento in poi ti vedi apparire le pubblicità di quel sito sul resto del web…il remarketing è la pubblicità che ti insegue).


4. Produci contenuti che interessano ai tuoi clienti.
Arriviamo al punto dolente…cominciamo a far battere la lingua dove il dente duole.
La produzione di contenuti.

Facciamo così….provo a spiegartelo in questa maniera.
Un sacco di volte mi trovo a parlare con imprenditori che si lamentano del fatto che nonostante il loro prodotto/servizio sia EVIDENTEMENTE migliore rispetto a quello di una grossa fetta di concorrenti, i clienti NON capiscono queste differenze e costantemente acquistano da questi concorrenti.

Ti faccio un esempio ancor più specifico.
Ho parlato lunedì scorso con un cliente che vende arredamenti e complementi d’arredo. Mi spiegava che i divani da qualche tempo non riesce più a venderli perché sono entrati nel mercato grosse aziende che grazie a campagne pubblicitarie importanti (C’hai presente “Gli artigiani della qualità…” e compagni bella?), acquisiscono sempre più fette di mercato…

Questo cliente non si spiegava come potesse succedere che, ad esempio, clienti che vanno da lui e spendono anche tanto per una cucina di livello medio alto, poi vadano a comprare un divano da una di queste catene, che (sempre a sua detta) vendono un prodotto dalla qualità scadente…

Caro il mio imprenditore ti do una cattiva notizia: la qualità non serve a niente, quello che conta è la percezione dei clienti!

Il motivo per cui quel cliente va a comprare il divano da quella catena è perché quella catena sta comunicando con i suoi potenziali clienti: poi può farlo nel modo migliore o a volte cogliere dei granchi (vedi pubblicità creative) ma comunque ha una potenza di fuoco che gli permette lo stesso di essere percepiti dal potenziale cliente come prodotto di qualità.

E soprattutto, cosa sta facendo l’imprenditore che si lamenta per comunicare a sua volta con i propri clienti?
NIENTE.
Cosa stai facendo TU per comunicare con i tuoi clienti?
Forse NIENTE anche tu.

DEVI PRODURRE CONTENUTI
Se vuoi cominciare ad essere percepito anche tu come un fornitore migliore/diverso rispetto alla tua concorrenza NON HAI molte vie d’uscita: devi cominciare a produrre contenuti utili per i tuoi potenziali clienti e diffonderli.

Quali tipi di contenuti chiaramente dipende dal caso specifico, ma comunque devi produrne con costanza e pensando a quello che SERVE al tuo cliente.
Ad esempio:

  • Se hai un negozio di scarpe per donne, allora dovresti preoccuparti di tenere una “vetrina” online delle tue scarpe costantemente aggiornata: se è vero come è vero che le donne acquistano e scarpe ad esempio guardando la vetrina del tuo negozio e scoprendo il paio di cui si innamorano, allora puoi usare internet per portarli la TUA vetrina sullo schermo del tuo pc e del suo Smartphone,
  • Se invece ti ritrovi nel caso del negozio di arredamenti sopra citato, allora oltre a far vedere le foto dei tuoi mobili, devi anche preoccuparti di produrre contenuti che spiegano le differenze del tuo servizio rispetto a quello dei tuoi concorrenti piuttosto che le differenze di qualità dei tuoi prodotti: se i tuoi divani sono migliori rispetto a quelli delle grosse catene, allora devi produrre ad esempio articoli che ne spieghino le differenze e quali possono essere le problematiche per il tuo cliente in caso di acquisto di quel particolare divano.

5. Connettiti al tuo target.
Il punto n°5 è tanto importante quanto spesso ignorato: la connessione con il tuo target.
Ci sono un sacco di imprenditori che si preoccupano solo di aumentare il traffico al proprio sito web mentre IGNORANO del tutto il concetto di connessione: questo è un GROSSO ERRORE.

Devi convincerti di una cosa: più passa il tempo, più il potenziale cliente diventa scafato, più hai bisogno di tempo e sforzi per convincerlo.

5/6 anni fa bastava fare un sito web, un po’ di SEO e in molti casi i risultati fioccavano e ricevevi contatti a non finire da internet.

Fino a 15 anni fa, quando internet era ancora poco diffuso e sicuramente molto più acerbo di adesso, non avevi il problema che con due click il tuo potenziale cliente poteva trovare tutti i tuoi concorrenti, mandargli una mail e richiedergli una quotazione mettendoti in competizione con loro con uno sforzo di 5 minuti.

In passato era più facile vendere, è inutile girarci intorno. Spesso, bastava ESSERCI.
Oggi esserci non basta più.

E in riferimento ad una strategia di web marketing questo concetto si traduce in:
Farti trovare dal tuo potenziale cliente spesso non basta. Devi trovare il modo di legarlo a te e da quel momento in poi continuare a comunicare con lui.

Come puoi farlo?
I modi di connetterti ai tuoi clienti sono diversi:

  • Puoi raccogliere l’email del tuo utente per continuare a comunicare con lui con la posta elettronica,
  • Puoi aprire una pagina Facebook aziendale e darti l’obiettivo di aumentare i fan alla tua pagina (purché siano in target, ricordalo sempre),
  • Puoi fare azioni di Remarketing con Facebook e Google (la pubblicità che ti insegue di cui parlavo prima).

Anche per questo punto si può scrivere un libro intero è non è questo l’articolo dove entrare nel dettaglio. Ma il concetto fondamentale che invece devi fare tuo è che devi trovare e pensare a tutti i modi possibili per creare un legame con gli utenti che impattano online con la tua azienda (senza fare SPAM).


6. Investimento.
Devi investire.
Devi investire tempo e denaro.
Tempo per produrre i contenuti che ti serviranno a comunicare coi tuoi clienti e denaro per diffondere questi contenuti.

E quanto meno denaro puoi dedicare alla promozione, tanto più tempo devi dedicare alla produzione dei contenuti.

Se non investi tempo e denaro, le possibilità di successo si azzerano.
Concetto tanto banale quanto ancora tanto spesso ignorato.


7. Pazienza.
Ci vuole pazienza. Se non hai MAI comunicato coi tuoi clienti e potenziali clienti NON puoi aspettarti di ottenere risultati degni di nota in pochi mesi. Semplicemente NON è possibile.

I tuoi clienti e potenziali clienti NON ti conoscono, e per acquistare la loro fiducia serve TEMPO.

In queste ultime settimane mi hanno contattato imprenditori che seguono il mio blog per richiedermi dei servizi. TUTTI mi seguivano da tempo, molto tempo: chi da 6 mesi, chi da 9, chi addirittura mi ha mostrato la PRIMA email che ha ricevuto di 1 anno fa.

Mi hanno contattato adesso.
Ci vogliono pazienza e costanza. I risultati arrivano, ma se parti da zero, ci vogliono pazienza e costanza.


8. Risultati.
Devi avere e misurare i risultati.
Questo punto può sembrarti in contrapposizione col precedente invece non lo è affatto.

Se è vero come ho detto prima che, se parti da zero, per avere risultati degni di nota devi avere pazienza, questo non significa che devi aspettare mesi e mesi senza avere alcun risultati, tutt’altro.

Devi al contrario misurare i risultati ottenuti strada facendo. Mi spiego meglio.
Ipotizziamo che decidi di aprire un blog per cominciare a comunicare coi tuoi clienti ma parti da zero, con pochissimi contatti.

In un caso come questo NON potrai aspettarti di ottenete chissà quanti clienti nei primi mesi del blog. Quello che però devi notare è la reazione ai tuoi contenuti da parte di quei pochi con cui impatterai all’inizio.

Hai ad esempio una lista email di tuoi già clienti con 300 nominativi: bene, quello che dovrai misurare all’inizio è il livello d gradimento dei tuoi contenuti da parte di questi clienti.

Se ti mostreranno apprezzamento allora è probabile che tu sia sulla strada giusta: il fatto che non producano fatturato (se parti da zero, lo ripeto) all’inizio è inevitabile, ma se un tuo cliente, che quindi corrisponde al target che abbiamo individuato al punto 1) dimostra di apprezzare il tuo contenuto, allora vuol dire che è solo necessario aumentare il numero di utenti con cui impattare:l a strada può essere lunga, ma così capisci che è quella giusta.

Consiglio finale.

Ti do un consiglio finale: ESEGUI i consigli suggeriti in quest’articolo.
Oggi non ho scritto niente di nuovo. Quello che consiglio in quest’articolo lo dicono da molto più tempo di me un sacco di professionisti molto più autorevoli di me.

Io stesso mi trovo a parlare con imprenditori che conoscono bene questi concetti.

Il problema vero è che POCHI LI SEGUONO.
Un sacco di imprenditori non investono ad esempio tempo e denaro nella promozione online della propria azienda.

Un sacco di imprenditori pensano che prendere uno stagista sia sufficiente per la produzione dei contenuti: NON è così! Per quanto in gamba possa essere il ragazzo/ragazza che fa il tirocinio nella tua azienda, NON ne sa mezza dei tuoi clienti, concorrenti, prodotti e quindi non può produrre alcun contenuto interessante per il tuo target. La produzione dei contenuti deve essere un compito tuo o comunque di chi nella tua azienda ha un’esperienza avvicinabile alla tua. Quindi non l’ultimo arrivato.

Un sacco di imprenditori non hanno la pazienza e la costanza di capire che è necessario seminare prima di raccogliere, e quindi smettono di annaffiare i semi da poco piantati perché vorrebbero subito il frutto. Ci vuole pazienza che prima la pianta cresca.

Insomma il consiglio finale di questo articolo è: ESEGUI i consigli suggeriti e vedrai che riuscirai probabilmente ad ottenere risultati che non hai mai ottenuto.

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Ma Montemagno cosa vende? E a chi lo vende? Booohhhh…..

By | 13 settembre 2016

comunicare sul web

Comunicare sul Web.

Qualche settimana fa ho scritto sul mio profilo una domanda simile a quella nel titolo e s’è scatenato il putiferio: ho ricevuto decine di commenti (e anche un paio di insulti) ad una domanda che ammetto, quando la scrivevo non pensavo potesse scatenare tutto quel casino…

Lo scopo della domanda non era assolutamente quello di “sfottere” questo personaggio che sul web, negli ultimi tempi, s’è ritagliato il suo bello spazio di celebrità…

Solo che effettivamente, se ti ci fermi a pensare un attimo e rifletti, NON è affatto chiaro quale sia il “target” a cui si rivolge Monty Montemagno, ne è chiaro se voglia vendere qualcosa e cosa.

Lo so che se cerco su Google e sul suo sito le informazioni le trovo (quindi non stare li a ricordamelo) voglio solo dire che mi sembra chiaro il fatto che dalla sua comunicazione (e ne fa tanta) questi elementi non sono chiari: se vuole vendere qualcosa e a chi, non si capisce…

Ma quindi questo è u post su Montemagno?
No, non lo è. Ma voglio usare lui come esempio per spiegarti come comunicare sul web e sottolinearti l’importanza nella TUA comunicazione nella scelta di un TARGET.

Montemagno è un grande esperto di comunicazione, e non ha certo bisogno che qualcuno gli insegni niente, e probabilmente per l’obiettivo che si è posto, la strategia di comunicazione che sta usando è quella giusta, ma nel tuo caso, sarebbe lo stesso?

Ti racconto un aneddoto che si riferisce all’incontro che ho avuto stamattina: sono tornato da quel mio cliente (ancora potenziale cliente in realtà) che produce bottiglie e che ha due target diversi di clienti:

  • Le cantine produttrici di vino,
  • Le distillerie produttrici di liquori.

Benchè per entrambi questi soggetti, il mio cliente produce e rivende bottiglie, in realtà i due target sono molto diversi tra loro:

  • Mentre per le cantine le bottiglie sono considerate un prodotto standard e quindi di poco valore (tant’è che spesso le trattative si basano sul prezzo);
  • Per le distillerie la bottiglia è parte importante del packaging e della presentazione del prodotto, e di conseguenza danno più valore alla bottiglia stessa, ai servizi di personalizzazione, sono disposti a pagare di più ecc ecc.

Perché ti sto raccontando tutta questa storia?

Semplice, perché per quest’azienda ho consigliato di DIVIDERE la propria presenza online, separando il sito/blog dedicato al mondi del vino dal sito/blog dedicato al mondo delle distillerie.

Perché se è vero che Montemagno può permettersi di comunicare sul web  ogni giorno con video sugli argomenti più disparati (marketing, vendite, web marketing, motivazione personale ecc ecc), TU NON sei Montemagno e devi cercare di focalizzare al massimo la tua comunicazione: devi cercare di essere percepito il più possibile come specialista.

E quindi, se vendi bottiglie ma a due categorie di clienti MOLTO differenti, devi distinguere e dividere la comunicazione in ogni aspetto della tua presenza online:

  •  Sito/Blog,
  • Email Marketing,
  •  Profili Social,
  •  Ecc ecc..

E’ questo il punto di partenza per risultare specializzato e quindi il fornitore da cui acquistare nel momento del bisogno, piuttosto che il “simpatico” che però perde clienti a favore dei concorrenti…

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Non sei sicuro di come stai comunicando online?
[Richiedi la mia consulenza]

Questo mio post t’ha fatto pensare che forse non stai comunicando nel modo giusto coi tuoi clienti? Ma magari non sai chi possa aiutarti?

Eccomi qua: scrivimi qui e verificherò insieme a te la tua situazione e se è il caso di intervenire per migliorarla.
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Quanto tempo ci mette il BLOG a portare clienti?

By | 8 settembre 2016

acquisire nuovi clienti con il blog

Acquisire nuovi clienti con il blog

Dopo quanto tempo è possibile acquisire nuovi clienti con il blog?

Questa è la domanda tipica che mi fanno tutti i clienti con i quali concordiamo essere il blog la strategia giusta da seguire…

La domanda è più che legittima e la comprendo perfettamente, la risposta però NON si può dare: dipende da un mucchio di fattori che non permettono una previsione scientifica.

Ma stamattina, parlando con una mia cliente di come sta andando col suo blog, mi si è accesa una lampadina…

Con Roberta (nome inventato) lavoriamo da qualche mese al suo blog. Ce l’aveva già da tempo ma quando l’ho conosciuta aveva un paio di difettucci pesantini:

  • Non diffondeva in alcun modo i suoi articoli (o comunque lo faceva male),
  • E soprattutto scriveva articoli TECNICI, praticamente incomprensibili ai suoi clienti. Ti sembrerà un errore banale invece non lo è affatto, anzi è il più diffuso.

Riuscire a farle fare lo scatto mentale di scrivere così come PARLA coi suoi clienti ha richiesto un pò di tempo, ma questo non importa, perchè stamattina finalmente ho potuto verificare che ce l’abbiamo FATTA.

Le avevo lasciato i compiti per le vacanze e nel frattempo non l’avevo più controllata…E stamattina la felice scoperta: gli ultimi tre articoli che ha scritto SONO FATTI BENE.

E quindi, dopo averle fatto i complimenti e suggerito cos’altro migliorare le ho chiesto: hai per caso acquisito nuovi clienti grazie la blog?

La sua risposta è stata: “Ancora no, però le mie clienti mi hanno fatto apprezzamenti e m’hanno detto che hanno trovato gli ultimi articoli utili…”

BINGO!

Ecco il segnale che ANCHE TU, se ti appresterai a fare un blog per la tua azienda, devi misurare: l’apprezzamento dei clienti acquisiti.

Fare un blog serve a due obiettivi:

  • Fidelizzare i clienti acquisiti,
  • Acquisire nuovi clienti.

Acquisire nuovi clienti con il blog è un processo che richiede del tempo, non puoi pretendere partendo da zero, di acquisire nuovi clienti in due mesi.

Ma se cominci a ricevere apprezzamenti dai clienti acquisiti, allora quello è un segnale che sei sulla buona strada: se quello che scrivi piace a loro, fidati, è solo questione di tempo…

Presto o tardi, piacerà anche a clienti NUOVI.

Quindi devi avere pazienza e considerare un ultimo aspetto:
per tenere un blog ci vogliono i “maroni”, nel senso che richiede un impegno che mediamente i tuoi CONCORRENTI non saranno disposti a mettere in gioco.

Quindi tieni botta, che alla fine ridi tu! 😉

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Facebook NON Funziona! La STRAMBA opinione di 3 fenomeni del web marketing che se non stai ATTENTO diventano i tuoi fornitori (con le AMARE conseguenze del caso)….

By | 7 settembre 2016

Facebook Non Funziona
Qualche giorno fa ho scritto un post su Facebook intitolato “Il sito internet NON TI SERVE! (se stai aprendo un negozio di abbigliamento…)” nel quale parlavo del caso di un’imprenditrice che mi aveva contattato il giorno prima per chiedermi una consulenza.

Si tratta di una ragazza che sta per aprire un negozio di abbigliamento in una città veneta. M’ha chiamato inizialmente per chiedermi un preventivo per realizzare il sito internet, richiesta alla quale ho risposto con “Il sito NON ti serve, devi aprire una pagina Facebook e mostrare alle utenti della tua città i tuoi capi in vendita, aiutandoti con gli annunci sponsorizzati per raggiungere un pubblico più ampio…” (puoi rileggere il post qui)…

Tutto fila liscio finchè non decido di sponsorizzare a mia volta il post in questione…e Sim Sala Bim, puntuali come gli orologi svizzeri, spuntano i fenomeni del web marketing che con i “secondo me…” del caso espongono la loro sfilza di STRAMBE opinioni riguardo all’argomento.

Ma tranquillo che entro nel dettaglio, mettiti comodo e buona lettura!

Facebook NON Funziona! La STRAMBA opinione di 3 fenomeni del web marketing che se non stai ATTENTO diventano i tuoi fornitori (con le AMARE conseguenze del caso)….

Dicevo prima che, appena sponsorizzato il post di cui accennavo in apertura, TAC ecco venir fuori i fenomeni in disaccordo con le mie opinioni…Ma facciamo così, te li presento e lascio parlare loro 😉

Prima però una importante premessa
Il caso di cui parlavo in quel post di Facebook aveva queste caratteristiche:  piccola imprenditrice LOCALE che sta per aprire il suo primo negozio di abbigliamento donna e sta pensando a come poter sfruttare internet per acquisire SUBITO clienti, con un budget a disposizione di € 2.000/3.000 al massimo.

Il mio consiglio era quello di lasciar PERDERE l’idea di realizzare un sito web, perché col poco budget a disposizione, è più produttivo (in questo caso specifico) focalizzarsi sull’apertura di una pagina Facebook da sfruttare come “vetrina virtuale” del proprio negozio, intercettando le utenti in target (donne della sua città nella fascia di età delle sue clienti) per fargli vedere i capi in vendita e stimolare l’effetto “wow che bello, quasi quasi lo compro…”, che è un po’ quello che succede a gran parte delle donne quando passano davanti ad una vetrina e scorgono qualcosa che gli piace (scarpe, vestiti ecc).

Ed ecco le opinioni dei miei amichetti…(che ho reso anonimi per tutelare la loro privacy)


Fenomeno n° 1: Ronaldo Luís Nazário de Lima, conosciuto semplicemente come Ronaldo

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Il mio amico Ronny dice che la mia analisi non è del tutto corretta (e vabbè, me ne sono fatto una ragione), aggiungendo poi i suoi perché:

  1. Quello che fai su una pagina di Facebook, la puoi fare anche su un sito web,
  2. Le potenzialità di un sito web sono infinite mentre Facebook è limitato,
  3. Se non aggiorni costantemente Facebook (di solito le persone su FB sono più avide di contenuti) la tua pagina va a finire in un angolo buio dimenticata da tutti, esattamente come il sito web non aggiornato,
  4. Per esperienza posso dire che i siti web (se fatti bene e con criterio) portano più clienti che una pagina Facebook.

Questo è quello che invece penso io a riguardo delle sue obiezioni:

1) Quello che fai su una pagina di Facebook, la puoi fare anche su un sito web

NON è vero che quello che fai su Facebook la poi fare anche su un sito web, affatto.
Soprattutto in questo casi specifico. Se Roberta (nome inventato dell’imprenditrice che sta aprendo il negozio di abbigliamento) fa un sito, perché possa avere un senso di esistere, dovrebbe tenerlo aggiornato costantemente. Tenerlo aggiornato costantemente significa, per un negozio di abbigliamento, aggiornare il catalogo dei prodotti inserendo di volta in volta le foto dei nuovi capi in assortimento.

Considerando che i capi in assortimento in un negozio di abbigliamento hanno una rotazione continua, che in un sito web se non metti almeno 40/50 prodotti, dai la sensazione di un sito “vuoto”, e che Roberta, come lei mi ha spiegato, sarà sola in negozio e non avrà il tempo per aggiornare con frequenza il sito, dal punto di vista dell’aggiornamento dei contenuti il giochino non sta in piedi, e se facesse il sito va a finire che rimane abbandonato e non aggiornato per sempre (come succede un sacco di volte).

Molto diverso il discorso Facebook invece:
per fare una foto ad un nuovo capo in assortimento con lo smartphone e pubblicare la foto sulla pagina Facebook con due righe di presentazione del capo, Roberta ci impiegherebbe 5 minuti (volendo esagerare). Capirai da solo che ritagliarsi 5 minuti al giorno è sicuramente un’operazione molto più sostenibile.

2) Le potenzialità di un sito web sono infinite mentre Facebook è limitato

Aspetta un secondo che devo rianimare Mark Zuckerberg che era qui di fianco a me a mangiare una merendina e leggendo sta frase si sta affogando per le risate….
….
….
….
Eccomi…Mark è salvo. Allora dicevamo:
Le potenzialità di un sito web sono infinite mentre Facebook è limitato. Questa è na bomba di quelle grosse grosse…

Facebook è limitato. Vabbè…
Comunque ti spiego (anche se forse è superfluo) perché quest’affermazione è STRAMBA.

Parliamo di un negozio di abbigliamento LOCALE. Se Roberta realizza il sito, come ci porta su gli utenti in target? Anzi, riformulo la domanda da un punto di vista diverso…

Le donne, quando devono comprare abbigliamento da un negozio locale, visitano il sito del negozio prima?

Cioè, la consultazione del sito web del negozio LOCALE (quindi non parlo di Zalando, Yoox, LuisaViaRoma & C, parlo del negozio locale, come il caso in questione) è una fase che le donne attraversano quando devono acquistare abbigliamento?

Fai questa domanda a tua moglie, figlia, amiche, fidanzata, sorelle ecc ecc. Probabilmente scoprirai che NESSUNA di loro ha MAI visitato il sito di un negozio locale.

Mentre molto probabilmente, molte di loro, saranno FAN delle pagine Facebook di uno o più negozi di abbigliamento della propria città.

Fai questo test e se ho torto di prego di segnalarmelo…

3) Se non aggiorni costantemente Facebook (di solito le persone su FB sono più avide di contenuti) la tua pagina va a finire in un angolo buio dimenticata da tutti, esattamente come il sito web non aggiornato

A questo punto ho già risposto nel punto 1, dimostrandoti che l’aggiornamento quotidiano di Facebook può essere fatto dedicando anche solo 5 minuti. Quindi andiamo avanti.

4) Per esperienza posso dire che i siti web (se fatti bene e con criterio) portano più clienti che una pagina Facebook.

Quest’affermazione è di un superficiale che la metà basta. NESSUNO strumento di promozione, online e offline, può andare SEMPRE bene per TUTTI. Di conseguenza dire che i siti web (se fatti bene e con criterio) portano più clienti che una pagina Facebook è SBAGLIATO perché è una generalizzazione.

E nel caso specifico, torno a farti pensare all’esperimento di prima: hai chiesto alle tue conoscenti se visitano i siti web di abbigliamento dei negozi LOCALI prima di fare shopping?


Fenomeno n° 2:  Zinédine Yazid Zidane, conosciuto semplicemente come Zidane

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Qui Zizou è in formissima e non le manda a dire!1!1! Questi i punti salienti della sua opinione:

  1. Preferisco far fare uno sforzo al cliente magari con un budget di 5/6.000 €
  2. …e puntare con una sincronizzazione su marketplaces (amazon e Ebay) sfruttando il sito web e relativi plugin
  3. Inoltre se abbigliamento brandizzato è più facile posizionare i prodotti nel lato SEO…
  4. Ps: questa strategia ovviamente se non deve solo lavorare in locale

Queste le mie opinioni riguardo a quanto dice Zizou:

1) Preferisco far fare uno sforzo al cliente magari con un budget di 5/6.000 €
Eh si, e io cammino sulle acque dopo aver moltiplicato piada e sardoni (visto che vivo in Romagna…)…

Tutto il post si basava sul fatto che questa cliente ha un budget di 2/3.000 € e il fenomeno chiede il piccolo sforzo di RADDOPPIARLO…

Quindi no comment e andiamo avanti.

2) …e puntare con una sincronizzazione su marketplaces (amazon e Ebay) sfruttando il sito web e relativi plugin

Qui Zizou quando parla di puntare alla sincronizzazione su Amazon e Ebay, si riferisce alla possibilità che questi due portali danno di sincronizzare i siti di ecommerce, pubblicando i prodotti in vendita con degli “spazi” che Amazon e Ebay mettono a disposizione.

In pratica c’hai il sito di ecommerce e “spari” i prodotti anche su Amazon ed Ebay usufruendo anche della loro grossa visibilità…

Tutto molto bello se non fosse che:
– avere un sito di ecommerce porta via tempo per gestirlo e Roberta sta aprendo un negozio fisico da SOLA e il tempo di gestire l’ecommerce non ce l’ha, oltre al fatto che fare un sito di ecommerce, se poi non ci investi dei bei soldini per promuoverlo, non serve a niente perché la gente lo ignorerà.

3) Inoltre se abbigliamento brandizzato è più facile posizionare i prodotti nel lato SEO…

Questa è un’altra perla di saggezza: se vende abbigliamento brandizzato è più facile posizionare i prodotti lato SEO…bravo Zizou, un vero fenomeno.

Un dubbio però mi sovviene, mio caro Zinedine: “Ma se questa vende abbigliamento brandizzato, quindi commerciale e quindi trovabile in chissà quanti altri negozi online, considerando che parliamo di un piccolo negozio che sta partendo, non pensi che non avrà la forza commerciale di avere  il miglior prezzo, e si ritroverà a vendere prodotti di altri 30 concorrenti online col prezzo più alto (e quindi non li vende)?

Oltre al fatto che pure sul discorso SEO, che sia più facile posizionare prodotti brandizzati è tutto da verificare…

4) Ps: questa strategia ovviamente se non deve solo lavorare in locale

Eh si mio caro, nel post era scritto chiaramente. Si tratta di un negozio LOCALE, che lavora (appunto) in locale. Bastava leggerlo e ti saresti risparmiato la fatica di scrivere stupidaggini.


Fenomeno n°3:  Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho

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Dulcis in fundo, Ronaldinho, il paladino dell’ecommerce.
Le sue obiezioni mi dicono:

1) I casi di successo di ecommerce nell’abbigliamento sono in crescita esponenziale, evidentemente le donne comprano online e pure tanto. Per fare TUTTO molto bene servono 5 mila Euro

Qui ragazzi dovete stare molto attenti. Il soggetto in questione, dribbla con un doppio passo felino la mia marcatura e mi piazza nell’angolino un bel: Per fare TUTTO MOLTO BENE servono 5 mila Euro.

Ora, tra i player più importanti nel mercato italiano della vendita online dell’abbigliamento ci sono (ad esempio):

– www.yoox.com,
– www.luisaviaroma.com,
– ww.asos.com,
– www.laredoute.it,
– www.zalando.it.

Per citarne solo alcuni. Poi ci saranno sicuramente tutta una serie di altri negozi di ecommerce con prodotti più di nicchia che si ritagliano la loro fettina di mercato. In tutti questi casi, prova a contattarli e chiedi se con 5 mila euro hanno fatto TUTTO MOLTO BENE (attento però, ti avviso: rischi che ti ridano in faccia prendendoti per scemo…)

…se non stai ATTENTO, sti FENOMENI diventano i tuoi fornitori (con le AMARE conseguenze del caso)….

Avrai capito probabilmente che quanto detto da queste persone, in base alle spiegazioni che ho aggiunto, non sta nè in cielo nè in terra…Il problema è che questa gente di lavoro vende servizi web, e quindi se NON stai attento, va a finire che te li ritrovi come tuoi fornitori, che t’appioppano dei servizi a caso e tu ti ritrovi a buttar via soldi e tempo, nella vana speranza di cominciare ad usare internet per ottenere RISULTATI (e quindi nuovi clienti, aumenti di fatturato e delle vendite) che invece non arriveranno probabilmente mai.

Ti dirò di più, è probabile che tu che mi stai leggendo hai già una web agency che è messa più o meno come son messi questi, e magari è da tempo che vorresti ottenere di più dalla tua presenza online ma loro non sono in grado di aiutarti…

Tu magari ti aspetteresti delle proposte per migliorare le performance che ti vengono da internet, e loro invece sono solo buoni di farti la fattura da 50 € perchè l’ultima volta che gli hai chiesto di cambiare una foto, hanno detto che c’hanno messo un’ora e te l’hanno fatta pagare.

O magari la web agency la stai scegliendo adesso, e tra tutti quelli con cui hai parlato, nessuno t’ha convinto perchè t’hanno sparato incomprensibili supercazzole tecniche, senza sforzars di spiegarti come pensano di FARTI ACQUISIRE NUOVI CLIENTI con i soldi che ti chiedono di spendere.

E che succede in questi casi? Che non sei convinto, nessuno ti ha dato fiducia e scegli:
– quello che costa di meno (persa per persa, spendi il meno possibile),
– scegli quello consigliato dalla moglie, socio, collega, così se le cose vanno male almeno non ti si può affibbiare la responsabilità,
– lasci tutto com’è e rimandi a data da destinarsi…

E in tutti questi casi, rimani fermo al palo, continuando a lasciare NON sfruttate le ENORMI possibilità che internet può dare alla tua azienda.

Certo è che se devi finire nelle mani di sti fenomeni, meglio che non fai niente, su questo mi trovi d’accordo.

Il Web Marketing fornisce infinite possibilità che possono aiutare la tua azienda a crescere, ma i vari strumenti che sono a disposizione, NON vanno SEMPRE bene in tutti i casi: la scelta della giusta strategia dipende dai tuoi clienti (e da come acquistano il tuo prodotto servizio), dalla tua azienda (e dalle risorse che puoi mettere a disposizione) dalla tua concorrenza, e da tutta una serie di fattori che NON possono essere generalizzati con affermazioni tipo: “Le potenzialità di un sito web sono infinite mentre Facebook è limitato”

Quindi occhio a chi affidi la tua presenza online e a che tipo di analisi fa della tua situazione

Bonus: Come usare i Rompi-pelotas a tuo vantaggio, SENZA sprecare troppo tempo nel rispondergli (e finire in rissa)…

Piccolo BONUS all’articolo di oggi.
Non so quanto ci saresti arrivato da solo, quindi te lo sottolineo.

In questo post ho fatto questo tipo di operazione: ho “usato” a mio favore i commenti di questi “concorrenti” ai miei post di Facebook, scrivendone un articolo nel quale sottolineo i loro “difetti” spiegando il mio diverso approccio.

E’ la stessa cosa che consiglio di fare anche a te: se hai un blog, un canale You Tube, una pagina Facebook, o comunque una presenza online nella quale “comunichi” qualcosa ai tuoi clienti, ti capiterà SICURAMENTE (o forse è già capitato) di incappare in commenti a tuo sfavore:

  • Ci sono quelli che insultano e basta. E in questo casi ti consiglio di “bloccare” i contatti in questione evitando di rispondergli (perché va a finire in rissa, perdi tempo e non ci guadagni niente),
  • Ci sono quelli che argomentano in maniera sensata il loro disaccordo: e questi sono casi in cui il confronto deve essere ben accetto e devi rispondergli con precisione e gentilezza,
  • Ci sono i casi come i 3 FENOMENI che ti ho presentato: ovvero “concorrenti” che dicono cose a caso decisamente sbagliate. In questi casi, fai come ho fatto io: sfrutta i loro commenti a tuo vantaggio per dimostrare ai tuoi lettori la tua superiorità/differenza.

P.S: Se hai controllato il post originale, avrai notato che i commenti dei 3 fenomeni NON sono presenti. E’ così perché li ho eliminati. Per diversi motivi: per proteggere la loro privacy, per evitare che mi rompano le scatole leggendo questo post e farmi perdere tempo, perché io (come te) cerco nuovi clienti, e loro sono concorrenti e averli come fan della pagina aziendale non mi porta alcun vantaggio (anzi, rischia di essere dannoso).

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Hai bisogno di qualcuno che ti segua nella promozione online della tua azienda?
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Gli strumenti messi a disposizione dal web marketing non sono SEMPRE adatti a
TUTTE le aziende e in TUTTE le situazioni.

Ogni volta va valutato il caso specifico, come i tuoi clienti acquistano il tuo prodotto/servizio,
quali sono le risorse a disposizione della tua azienda, come si muove la tua concorrenza, diversi
altri parametri e SOLO DOPO si decide quale può essere il giusto mix di strumenti da utilizzare di caso
in caso.

Se pensi che la tua web agency NON sia più in grado di supportarti nella crescita online
della tua azienda puoi rivolgerti a me contattandomi qui.

Valuteremo insieme la tua situazione e verificherò se posso aiutarti.
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I contatti che ti arrivano dal web marketing vengono CHIAMATI da qualcuno?

By | 6 settembre 2016

come gestire i contattati generati dal web marketing

Come gestire i contattati generati dal web marketing.

Stamattina sono stato da un cliente per rinnovare vecchi servizi (SEO) ed attivarne qualcuno nuovo…

Nel fare il punto sulla SEO abbiamo guardato i risultati ottenuti, l’incremento delle visite rispetto allo scorso anno, i contatti avuti, il posizionamento delle keywords ecc ecc…

Per quanto riguarda i contatti, avevo stampato ieri sera gli ultimi 10 ricevuti dal mio cliente, per controllarne insieme a lui la QUALITA’, visto che evidentemente, la quantità dei contatti, se fuori target, è comunque poco utile.

Fortunatamente, praticamente tutti e 10 i contatti che avevo stampato erano in linea col target di cliente ricercato, in quanto richiedevano tutti il servizio specifico erogato dall’azienda.

E’ però successa una cosa strana, importante per capire come gestire i contatti generati dal web marketing: quando lascio in mano al mio cliente le pagine con stampate le richieste arrivate dal sito, lo vedo che fa una faccia strana…

Alza la cornetta e chiama all’interno la sua collaboratrice invitandola nella stanza dove stavamo parlando.

“Tieni. Questi sono gli ultimi 10 contatti che abbiamo ricevuto da internet, mi fai la cortesia di controllare se sono stati chiamati e l’esito del contatto…”

Ho capito immediatamente dove voleva andare a parare…

Infatti, dopo qualche minuto, rientra la collaboratrice con il triste annuncio:

“Dei 10 contatti, uno è stato chiuso (cioè hanno venduto) e gli altri 9 NON SONO STATI CHIAMATI...”

Considerando che gli ultimi due erano arrivati negli ultimi due giorni (e quindi forse si fa ancora in tempo a recuperarli), gli altri 7 sono praticamente stati buttati alle ortiche…

Brutta roba, vero?

Questo imprenditore investe in promozione, noi riusciamo a portargli dei risultati, ma il tutto viene vanificato da un anello “debole” della catena che non fa la sua parte (in questo caso gli addetti commerciali del mio cliente).

Perchè lo scrivo?

Semplice.
Perchè è una cosa che ho visto capitare un sacco di volte…

Anzi, tu imprenditore che mi leggi, sei sicuro che la stessa cosa non succeda anche nella tua azienda?
Sei sicuro che i contatti che arrivano siano gestiti?

Fa una roba va, dalla una controllatina, non si sa mai…

Come gestire i contatti generati dal web marketing?

I contatti di potenziali clienti che ti arrivano da internet (e in generale, da qualsiasi mezzo) vanno gestiti, e quindi CHIAMATI, il più velocemente possibile.

In molti casi, quelle stesse persone, hanno contattato anche tuoi CONCORRENTI e chiamarli subito, per primi, ti permette di acquisire un vantaggio nella mente di questi contatti (anche perchè è molto facile che buona parte dei tuoi concorrenti li farà aspettare)…

Quindi, ok il web marketing, ok le conversioni, ma controlla pure che fine fanno sti contatti (e se vengono gestiti nel modo giusto).

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Ovviamente il discorso fila se i contatti da internet ti arrivano…
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Come intercettare online il target giusto di CLIENTI se vendi infissi a Bari…

By | 5 settembre 2016

come intercettare il giusto target di clienti

Come intercettare il giusto target di clienti.

“…posso farti una domanda?….Per attirare, e quindi aumentare i fan in target, occorre pubblicare i giusti contenuti, vero?…”

La domanda riportata nelle due righe sopra me l’ha fatta l’altro giorno Roberto, in risposta ad un mio post in cui parlavo dei Fan su Facebook e dell’importanza di cercare di intercettare SOLO Fan che corrispondano al nostro target di clienti. Ripetiamo la domanda per comprenderla al meglio e poi rispondere:

“…posso farti una domanda?….Per attirare, e quindi aumentare i fan in target, occorre pubblicare i giusti contenuti, vero?…”

Roberto quindi mi chiede se pubblicare sulla pagina Facebook aziendale contenuti adatti al target sia il modo migliore di incrementare la propria base Fan nel modo corretto (e più veloce aggiungo io…)

Come intercettare il giusto target di clienti? Eccoci alla risposta…

Per comprendere come intercettare il giusto target di clienti bisogna ragionare sui clienti stessi, e su quali sono:

  • Le modalità che li portano ad essere consci di avere un problema/esigenza da risolvere/soddisfare,
  • Gli strumenti che usano online o che possiamo usare noi online per intercettarli nel modo più preciso e nel momento più adatto.

Semplificando, la strategia di web marketing migliore da seguire dipende da come si approcciano al tuo prodotto/servizio i tuoi clienti.

Facciamo l’esempio di Roberto, l’utente che mi ha posto la domanda: il suo lavoro consiste nel vendere infissi a Bari.

Proviamo ora a ragionare a come si approccia una persona all’acquisto di nuovi infissi e che tipo di caratteristiche può avere questo target di utente:

Probabilmente l’acquisto di nuovi infissi è un’esigenza che si trova ad affrontare una persona che acquista una casa usata da ristrutturare oppure una persona che vive da un pò di tempo all’interno della propria abitazione e che ha gli infissi vecchi che vanno sostituiti (in questo caso escludo le ditte edili volutamente dall’analisi)…

Per intercettare su Facebook questo target di cliente puoi lavorare sugli interessi deglil utenti selezionando ad esempio chi è interessato agli infissi, chi ha traslocato da poco ecc ecc…

Tuttavia c’è un altro modo per intercettare utenti interessati agli “infissi” in maniera un pò più precisa: questa maniera è usare Google.

Ti spiego cosa intendo.

Sappiamo che su Facebook intercettiamo la domanda latente, e quindi possiamo entrare in contatto con utenti che per interessi, dati demografici, sesso, titolo professionale ecc ecc, hanno le caratteristiche che corrispondono al nostro target di utenti…ma intercettiamo utenti che NON sappiamo se hanno BISOGNO del nostro prodotto.

Quindi quello che possiamo fare è “affiancare” Google Adowrds a Facebook in questo modo:
possiamo attivare una campagna Adwords che intercetti gli utenti di Bari (ricordiamo che Roberto ha l’azienda a Bari) che cercano su Google “Infissi Bari” e parole chiave simili, “confessando” in questo modo la loro esigenza e il loro bisogno di trovare un fornitore di infissi a Bari.

Li facciamo atterrare sul sito/blog di Roberto, sul quale avremo attivato la funzione di Remarketing di Facebook: in questo modo, grazie al remarketing, potremo “inseguire” sul social network gli utenti che avranno visitato il sito/blog e ci ritroveremo probabilmente con un target più profilato e interessato al prodotto rispetto a quanto potremmo fare su Facebook.

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