Monthly Archives: ottobre 2016

Se non fai Web Marketing sei destinato a FALLIRE: questa è la truce ed amara VERITA’!

By | 26 ottobre 2016

Se non fai web marketing sei destinato a fallire.

Il mondo è cambiato…
Da qualche anno ormai nel mondo del lavoro le cose vanno in modo molto diverso rispetto al passato.

C’era una volta un tempo in cui bene o male si lavorava tutti…non importava sbattersi più di tanto per cercare clienti, in un modo o nell’altro, quelli non mancavano mai.

Vuoi perché la tua azienda era sul mercato da tanto e quindi “non c’è bisogno di fare pubblicità, tanto nel nostro settore ci conoscono tutti”,
Vuoi perché effettivamente hai sempre lavorato bene e quindi il tuo prodotto/servizio generava passaparola automatico che ti portava clienti senza che tu facessi niente,
Vuoi perché per mille motivi il tuo cliente non si preoccupava più del dovuto di cercare alternative a te, in effetti per tanti anni “la barca andava, e tu l’hai lasciata andare…”

Hai sempre fatto il tuo onesto lavoro, il fatturato c’era, e quindi di marketing e web marketing te n’è sempre importato il giusto (cioè ZERO).

PECCATO CHE QUEL MONDO NON C’E’ PIU’…DA UN PEZZO ORMAI…

E’ cambiato tutto:

  • Ha cominciato la CINA (o concorrenti simili che fanno del low cost la loro arma principale), che con la sua entrata nel mercato, ha devastato interi settori ammazzando i concorrenti con prezzi inarrivabili,
  • E’ arrivato internet, e il tuo cliente, a differenza del passato ha un milione di tuoi concorrenti a portata di click. Se prima cercare un’alternativa a te voleva dire doversi impegnare magari anche parecchio (impeigando tempo e magari soldi per la ricerca) oggi bastano 30 secondi: va su Google, digita il nome del prodotto/servizio e in un batter d’occhio, se ti va bene, il tuo cliente ha 10 concorrenti nella prima pagina da contattare, se ti va (molto) male, quei concorrenti si chiamano AMAZON o simili,
  • E’ cominciato un inarrestabile processo di disintermediazione che ha raso al suolo interi comparti di cosiddetti “rivenditori”,
  • E’ arrivata la CRISI, e quindi come se non bastassero i primi tre punti, che già hanno cominciato a dare spallate al tuo fatturato, dal 2009 è arrivata la crisi e come per magia i clienti sono spariti…Ah, a proposito di crisi: è cominciata nel 2009. Siamo nel 2016, se ti piace ancora pensare che passerà fai pure, ma a sto punto prepara pure biscotti e latte per Babbo Natale la notte del 24 dicembre…

E a questo TERREMOTO, tu come hai reagito?

Parlo ogni giorno con gli imprenditori praticamente da tutta la mia vita lavorativa, che è cominciata quando ancora c’era “il paese dei balocchi”…ed ho quindi vissuto ogni fase di questo terremoto.

Purtroppo in molti (troppi) casi la reazione al terremoto non è stata adeguata a sopportare le scosse, e un sacco di azienda hanno chiuso. KAPUTT!

In altri casi, imprenditori eroici hanno fatto tutto il possibile per mantenere in piedi l’azienda, spesso rimettendoci fior di euro di tasca propria, nonostante avrebbero potuto chiudere baracca e burattini e campare di rendita.

Nella maggior parte delle situazioni però ho visto gli imprenditori cercare di intervenire per tappare le falle, ma troppo poche volte ho assistito a una semplice presa di coscienza: per cambiare i RISULTATI era necessario cambiare le ABITUDINI!

Eh già…il concetto è quasi banale nella sua semplicità: se quello che hai fatto fino ad oggi, adesso non funziona più, devi cambiare il tuo modo di fare.

Devi cominciare a fare (Web) Marketing.

Decine di volte ho sentito imprenditori lamentarsi di cose tipo:

  • I clienti non capiscono la maggiore qualità del nostro prodotto/servizio e si fanno “fregare” dai nostri concorrenti,
  • I clienti badano solo al prezzo più basso, tutto il resto non gli interessa,
  • Non capisco come mai quel mio concorrente così scarso, sia poi in grado di fregarmi così tanti clienti…
  • Ecc ecc

Automaticamente però, ogni giorno pongo all’imprenditore in questione una domanda tipo:

  • Mi dici che i tuoi clienti non capiscono la maggiore qualità del  vostro prodotto/servizio….ma a questi clienti, TU come gliela comunichi?
  • Mi dici che i tuoi clienti badano solo al prezzo, ma TU, come hai provato a comunicate con loro per fargli capire che NON è solo il prezzo il parametro da valutare?
  • Non capisci come mai quel tuo concorrente così scarso ti freghi così tanti clienti, ma scommettiamo che lui fa (web) marketing 100 volte più di te?

Ogni sacrosanta volta, a queste mie domande l’imprenditore mi risponde che praticamente NON ha MAI fatto (web) marketing in modo serio e programmato…

E allora che pretendi? Davvero vogliamo star qui a dare ancora la colpa alla crisi? O proviamo a capire che cosa si può fare per migliorare la tua situazione?


Un concetto semplice.

Il tuo cliente non ha tempo e voglia di cercare informazioni su di te e sulla tua azienda: devi cercarlo TU e raccontargli la tua storia.

Se sei tra quelli che “aspettano che passi la crisi” allora stai fresco mio caro…
Se invece hai capito che ti devi smuovere, allora quello che da oggi in poi devi ficcarti nella testolina è che devi fare Marketing.

E fare Marketing non significa fare i volantini o le pubblicità sul giornale, Marketing significa che devi fare in modo di comunicare ai tuoi clienti che nel tuo settore SEI TU il loro punto di riferimento.

  • Sei un dentista e le catene di cliniche dentali low cost o quelle croate hanno nel tempo svuotato sempre di più la tua sala d’aspetto? Allora è il momento che ti dai una mossa e cominci ad investire in (web) marketing per far capire al mondo che esisti anche tu e quali sono i benefici di rivolgersi a te.
  • Hai un negozio d’arredamento ed Ikea e compagnia bella nel tempo ti hanno “rubato” un sacco di clienti? Ma se l’unica azione di marketing che sei stato in grado di mettere in campo negli ultimi 20 anni sono state le “Pagine Gialle” o qualche uscita sul giornale locale con chi te la prendi?
    Prova (ad esempio) ad usare Facebook per intercettare i tuoi potenziali clienti, sta a vedere che magari qualcosa si smuove…
  • Produci macchinari industriali? Beh allora siamo nel 2016, non puoi ancora avere quell’orrido sito web fatto nel 2008 che è ormai inguardabile. E sappi che probabilmente ci saranno utenti (magari tanti) che cercano su Google macchinari come quelli che produci tu: metti a posto stò sito in modo che ti rappresenti in maniera degna e fai in modo di renderti visibile su Google quando la gente cerca i tuoi prodotti: non ci crederai, ma poi va a finire che ti contattano e fai nuovi clienti.

Perché il web marketing.

In buona sostanza d’ora in poi, se vuoi cambiare le cose, devi fare in modo di comunicare le tue “differenze” rispetto ai tuoi concorrenti e fare in modo che questo messaggio arrivi ai tuoi potenziali clienti.

Ripetendomi: devi cominciare, finalmente, a fare Marketing.

E devi cominciare a fare Web Marketing, ovvero a comunicare e diffondere i concetti prima espressi grazie ad Internet, che è lo strumento SENZA ombra di dubbio migliore che hai a disposizione.
Non l’unico, ma sicuramente quello più a portata di mano (e di tasca).


Cosa succede se non lo fai.

“Se ancora non fai Web Marketing sei destinato a FALLIRE: questa è la truce ed amara VERITA’!”

E’ il titolo che ho dato all’articolo di oggi, e sia ben chiaro, non voglio di certo passare per lo iettatore della situazione.

La triste realtà è però che NON TI PUOI PIU’ PERMETTERE di ignorare questi concetti.
Non puoi più ignorare il marketing e il web marketing.
Altrimenti non riuscirai ad invertire quel processo di declino ed impasse nella quale ti trovi da tempo con la tua azienda.

O magari in difficoltà non ti ci sei mai trovato, ma se non fai (web) marketing ti metti semplicemente in attesa che il primo concorrente che arriva, comincia ad eroderti mercato…

C’è un’altra brutta notizia: ci vogliono risorse, tempo e soldi da dedicare all’operazione.


Cosa succede se lo fai.

Ci sono però anche le belle notizie…Se cominci a fare (web) marketing per la tua azienda scoprirai che:

  • Funziona: comincerai ad acquisire nuovi clienti, in un modo che mai avevi provato prima. Ti arriveranno contatti di persone a cui serve il tuo prodotto/servizio e che magari in qualche modo ti hanno già scelto.
    Non succede in un giorno, non tutti i contatti che ti arrivano diventano clienti, ma stai sicuro che scoprirai un mondo che mai avevi nemmeno immaginato.
  • I tuoi concorrenti sono fermi al palo (come te fino ad oggi). Quindi se parti per primo, e non ti fermi più, prendi un vantaggio che loro non recupereranno facilmente.

    Provaci, e poi fammi sapere…;)

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Cosa postare su Facebook se si vendono cialde per il caffè?

By | 11 ottobre 2016

come promuovere la propria attività su facebook

Come promuovere la propria attività su Facebook quando vendi cialde per il caffè.

Salve a tutti, ho un amico che ha un e-commerce di capsule di caffè; io gli ho proposto di postare ogni giorno qualcosa e di creare contenuti ma da ciò che vedo non ha nessun riscontro.
Cosa potrebbe creare per avere più interazioni?
Lui pubblica foto di caffè che si prende su photolia e scrive qualche piccola frase, alternando a qualche GIF :)
grazie a tutti per l’ aiuto

Questa la domanda pubblicata da Federico in un gruppo su Facebook.

Quella di seguito la mia risposta per capire come promuovere la propria attività su Facebook.

Ho guardato la pagina e il sito del tuo amico, e da quel pochissimo che ho potuto vedere, mi sono fatto quest’idea:

1) Il tipo di comunicazione che fa adesso sinceramente non mi pare il massimo.

In pratica si limita a dire “Buongiorno…” mettendo poi foto o GIF del caffè, intervallando questi post con qualche offerta.

Eccezion fatta per qualche piccola variante, il “piano editoriale” è più o meno questo.
Ma mettendosi nei panni dei suoi clienti, questo tipo di comunicazione serve?

Su due piedi direi di no. Dovrebbe produrre contenuti più utili alla sua clientela, della quale non conosco le abitudini.

I suoi clienti possono essere interessati a scoprire nuovi gusti disponibili?
Si possono suggerire “ricette” e modi inusuali di bere quel caffè?

Non lo so, non sono un consumatore di cialde…queste informazioni le conosce sicuramente
meglio il tuo amico. Il concetto è però di trovare il modo di fornire contenuti che ai suoi clienti servano
e piacciano.


2) Siamo sicuri che Facebook sia lo strumento adatto a lui?

Ripeto e sottolineo che non conosco bene il caso e che quanto sto dicendo
si basa su un’occhiata veloce…detto questo, siamo sicuri che al tuo amico sia
utile stare su Facebook?

E’ la cosa migliore da fare per lui focalizzare risorse su questo mezzo?

Se, come suppongo, vende un prodotto indifferenziato e di consumo,
come promuovere la propria attività su Facebook? E soprattutto ne ha le risorse?

Ovvero, se ci deve perdere 1 o 2 ore al giorno, non sarà forse più utile
che produca contenuti che (ad esempio) presentino meglio i suoi prodotti
puntando ad aumentare la visibilità organica su Google per gli utenti che cercano quei prodotti?


3) NON copiare La Capsuleria Allegri.

Un altro utente t’ha consigliato di prendere spunto da “La Capsuleria Allegri Caffè”. Io NON SONO AFFATTO D’ACCORDO.

In linea generale, copiare quello che fa un altro, spesso porta ad ignorare quello che c’è stato prima di quell’azione, rendendo inefficace il tentativo.

Nello specifico inoltre è sicuramente una cosa che il tuo amico NON può fare.
La Capsuleria Allegri ha due grosse differenze rispetto al tuo amico:

  • Vende SOLO un prodotto col suo Brand,
  • Ha una 12 negozi fisici, all’interno dei quali tenta di attirare gli utenti.

Ho guardato solo gli ultimi post della loro pagina, e in tutti invitano gli utenti ad andare a trovarli in negozio. Usano il web per portare la gente fuori dal web.

Per questo motivo evidente, non possono essere presi d’ispirazione per il tuo amico.


4) E’ un business su cui si può fare web marketing? Non ne sono convinto al 100%.

Se il tuo amico mi chiamasse oggi pomeriggio per comprare da me un qualsiasi servizio,
sicuramente lo rifiuterei, non potendolo aiutare.

Non mi permetto di giudicare l’operato di nessuno, ci mancherebbe, ne faccio una questione tecnica.
Da quel poco che ho visto (quindi potrei sbagliarmi e ti prego di segnalarmi eventuali miei errori),
il tuo amico vende prodotti indifferenziati con un servizio indifferenziato.

Non sono proprio gli ingredienti per un successo.
Inoltre ho incollato su Google il nome dei primi due prodotti che ho trovato nel suo sito, e i risultati avuti erano di siti che si presentano come molto più “grossi” che hanno lo stesso
prodotto ad un costo MINORE.

Se questa situazione fosse diffusa a tanti suoi prodotti, allora forse in una situazione simile non ci possono essere ricette miracolose per fargli esplodere le vendite.

Spero d’esserti stato in qualche modo d’aiuto,
ciao.

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L’Ecommerce LASCIALO PERDERE: perché la MALSANA idea di Pino e Piera di vendere online gli farebbe sprecare SOLDI e TEMPO, senza ottenere i risultati sperati (e COME invece dovrebbero usare internet)…

By | 5 ottobre 2016

L'Ecommerce Lascialo PERDERE

Ciao Gianpaolo, un negozio di articoli sportivi di Velletri, piccolo e appena aperto, insiste che vuole fare e-commerce…cosa faccio? Gli faccio saltare direttamente il negozio, oppure li mando allo sbaraglio a farli spennare dalla prima webagency di cugini?

 …dimmi tu.

La scorsa settimana ricevo su Facebook il messaggio di Renato, che mi scrive quello che ho incollato nelle righe sopra. Renato (che mi segue su Facebook e qualcosa di internet la capisce pure) è preoccupato molto dall’idea che hanno avuto Pino e Piera, suoi amici e titolari del piccolo negozio di articoli sportivi.

E fa bene ad essere preoccupato: l’ecommerce nel loro caso è una PESSIMA IDEA, al 99% destinato al FALLIMENTO!

Perchè avere un negozio fisico che lavora bene, NON ti da assolutamente il diritto di pensare “se vendo nel  negozio allora posso farlo anche online…”

Tuttavia purtroppo sono ancora molti gli imprenditori che pensano all’ecommerce e alla vendita online come qualcosa di molto più semplice di quanto in realtà sia, e questo pensiero sbagliato nella maggior parte dei casi porta allo stesso risultato: SOLDI E TEMPO buttati nel tentare un impresa impossibile.

I motivi di queste affermazioni sono diversi, ma andiamo con ordine e te li spiego tutti nell’articolo di oggi.

L’Ecommerce LASCIALO PERDERE: perché la MALSANA idea di Pino e Piera di vendere online gli farebbe sprecare SOLDI e TEMPO, senza ottenere i risultati sperati (e COME invece dovrebbero usare internet)…

Innanzitutto ti presento Pino e Piera, parlandoti velocemente della loro storia.
Pino e Piera sono due ragazzi (marito e moglie) che da qualche tempo sono riusciti, con tanto sforzo,  ad aprire il loro piccolo negozio di articoli sportivi in un piccolo paesino vicino a Velletri.

E sono stati anche parecchio bravi ad avviarlo: ad esempio si sono messi in contatto con le attività sportive presenti nella loro zona (palestre, piscine, scuole calcio ecc) presentandosi e attivando collaborazioni che permettono ai rispettivi clienti scontistiche vantaggiose.

Insomma, in maniera molto intelligente, non sono stati fermi sul’uscio della porta del negozio ad aspettare i clienti ma se li sono andati a cercare nei posti giusti. Molto bravi!

Quindi tutto bene finchè un giorno non gli viene una MALSANA idea: ma se vendiamo in negozio potremmo farlo anche online!

E no…purtroppo non funziona così, per una sfilza infinita di motivi, che adesso spiego anche a te.

Fare Ecommerce: I 4 parametri da rispettare per NON partire PERDENTI

1) Personale dedicato
Per sperare di ottenere qualche risultato con un sito di ecommerce (e quindi vendere), devi avere almeno una persona dedicata tutto il giorno. Possibilmente non un figlio svogliato che non sai che fargli fare, ne uno stagista che lavora per un tozzo di pane (e ogni due mesi lo cambi).

Un sito di ecommerce richiede tempo, tanto tempo:
– devi caricare i prodotti usando belle foto (che spesso devi fare da solo) e inserendo descrizioni dei prodotti accurate e possibilmente originali e non copiate da altri siti,
– devi rispondere alle domande degli utenti che chiedono informazioni aggiuntive sui prodotti (e devi farlo subito, non dopo tre ore, sennò la persona va sul sito concorrente che è a un click di distanza),
– devi curare il post vendita seguendo le richieste dei clienti, l’assistenza ecc.

Insomma, un sito di ecommerce richiede tempo e non è pensabile seguirlo nei ritagli di tempo.
E da quello che so, Pino e Piera sto tempo non ce l’hanno.


2) Prezzi competitivi
Se, come nel caso di Pino e Piera, vendi un prodotto commerciale molto diffuso e non di tua produzione, allora per sperare di avere un ecommerce di successo è assolutamente necessario avere un prezzo competitivo.

Non sono entrato nel merito, ma dubito FORTEMENTE che Pino e Piera col loro piccolo negozio siano nelle condizioni di avere un prezzo migliore rispetto ai vari ecommerce colossi presenti online nel loro settore.

Senza troppi giri di parole ho fatto un semplice esperimento: sono andato sulla loro pagina Facebook (quella del negozio di Pino e Piera) ed ho visto che promuovono qualcuno dei prodotti in vendita.

nike-hurache

Quello nell’immagine sopra è uno degli ultimi post che hanno pubblicato, nel quale mostrano ai loro fan le Nike Hurache…

Ora, mettiti nei panni dell’utente che vuole comprare online un paio di queste scarpe.
Sai come di comporta nella maggior parte dei casi? Te lo dico io:

  • Conosce già le Nike Hurache e quindi le cerca su Google (cercando l’ecommerce che a parità di affidabilità, fa il miglior prezzo),
  • Non conosce già le Nike Hurache, ma sta cercando quel tipo di scarpe. Le scopre su un sito e poi va su Google cercando l’ecommerce che a parità di affidabilità, fa il miglior prezzo.

Ho quindi provato a cercare su Google le Nike Hurache, questo è il risultato:

serp-nike-hurache

Ci sono:

  • Zalando,
  • Footlocker,
  • Nike (la Nike stessa!)

Sotto a questi c’è anche Amazon…Ora, dobbiamo star qui a perder tempo a capire se questi COLOSSI hanno un prezzo più alto rispetto all’eventuale ecommerce di Pino e Piera?
Dobbiamo ragionare sull’enorme FIDUCIA che già nutrono gli utenti nei confronti di  questi COLOSSI che Pino e Piera non potranno MAI eguagliare?

Sono abbastanza convinto che non serve dilungarci su questi concetti…

P.S: Sulla pagina Facebook di Pino e Piera i prodotti che hanno pubblicato sono tutti di questo tipo, ovvero commerciali che più commerciali non si può: tute e felpe dell’Adidas, scarpe Converse ecc ecc.
Con questi presupposti, nel caso facessero ecommerce, si ritroverebbero probabilmente sempre nella condizione come quella dell’esempio sopra.


3) Soldi
Se parti da zero e sei sconosciuto devi investire qualche soldino in visibilità, altrimenti il tuo sitarello non se lo fischia nessuno. Quanto? Se non investi almeno € 10.000/anno (e sto molto basso) non vai da nessuna parte (ricorda che mi riferisco al caso di Pino e Piera, che vendono articoli sportivi).

Su questo punto troverai una sfilza di espertoni che diranno “eh ma io faccio il sito a € 2.000 e o miei clienti vendono…”

Peccato che se vai a verificare, per “i clienti vendono” sta gente intende che i siti fanno 5 o 10 ordini a settimana.

Ma Pino e Piera (e anche tu se sei imprenditore) sanno bene che 5 o 10 ordini a settimana NON sono neanche lontanamente sufficienti a tenere aperto con profitto un punto vendita (visto che l’ecommerce questo è, un punto vendita).

Quindi, se pensi all’ecommerce, devi assolutamente considerare di avere del budget a disposizione e a quello che ti dice che con € 2.000 di fa il sito, ti consiglio di chiedergli di indicarti quali sono i suoi clienti che vendono sul serio online. Vedrai che la risposta sarà deludente…


4) Gestionale per il magazzino
Altro aspetto spesso ignorato: se Pino e Piera fanno l’ecommerce, come fanno a gestire le disponibilità della merce? Come fanno cioè a evitare il rischio che mentre un cliente compra nel negozio fisico l’ultimo paio di un modello di scarpe, non ci sia un utente online che compra lo stesso modello che ormai non c’è più?

Delle due l’una:

  • O si fanno una scorta di magazzino dedicata solo al sito di ecommerce (e mi sa che non è il caso, visto che rischierebbero di spendere senza incassare),
  • Oppure si dotano di un software gestionale che, integrato al sito di ecommerce, sincronizzi le disponibilità del magazzino tra negozio fisico e online (e pure questo ha il suo costo).

Certo, c’è la terza via che è quella di fare tutto a manina (cioè quando vendono nel negozio vanno sul sito a scaricare la quantità) ma oltre a non essere evidentemente una procedura sicura, è anche una via veloce per l’impazzimento.

Questi appena citati sono i 4 parametri FONDAMENTALI da possedere nel caso in cui si voglia valutare la realizzazione di un sito di ecommerce e, come Pino e Piera, vendi prodotti commerciali largamente diffusi.

Sostanzialmente, nel 99% dei casi simili a questo, l’ecommerce lo devi LASCIARE PERDERE!

Ma allora, Pino e Piera come dovrebbero usare internet per la loro attività?

Buona domanda, alla quale ti rispondo subito.

Pino e Piera potrebbero, ad esempio:

Lavorare meglio con Facebook:
Da quello che ho potuto scorgere dalla loro pagina Facebook, non stanno utilizzando al meglio lo strumento.

  • Hanno pochi fan sulla pagina, dovrebbero lavorare con le inserzioni sponsorizzate per aumentare la base fan,
  • Pubblicano post molto scarni: hai visto sopra quello che ho incollato delle Nike Hurache,come testo c’era solo il nome del modello e due foto. STOP.Post così non sono il massimo della vita. Si potrebbe descrivere meglio il prodotto, indicare se è indicato o meno per un’attività sportiva specifica, invitare i fan ad andare a provarlo in negozio….Insomma, un po’ di impegno in più ci vuole…
  • Più in generale, potrebbero sfruttare meglio Facebook per ricordare costantemente agli abitanti del loro paese che loro esistono: abitando in un piccolo centro, con le inserzioni sponsorizzate di Facebook hanno la possibilità di rimanere costantemente in contatto con i loro compaesani (che sono il loro target di cliente) sostenendo presumibilmente piccole spese.

Incrementare la lista di contatti email:
l’altra cosa che potrebbero e dovrebbero fare per il loro negozio consiste nella creazione di una lista email. Il discorso è tanto semplice quando quasi mai utilizzato: dovrebbero raccogliere l’indirizzo email di ogni cliente che entra in negozio per poi rimanere in contatto con loro proponendo (ad esempio con un invio di newsletter settimanale) gli ultimi arrivi, lanci di alcuni prodotti, iniziative speciali riservate ai già clienti ecc ecc. L’email è uno straordinario strumento per rimanere in contatto DIRETTO coi propri clienti a costi BASSISSIMI: va semplicemente USATO!

Questi sono gli aspetti su cui devono focalizzarsi a mio parere in questo momento Pino e Piera:
forse l’uso di Facebook e dell’email marketing non saranno per loro suggerimenti “eccitanti” quanto l’idea di fare un ecommerce…ma di sicuro hanno molto più chance di essere idee EFFICACI 😉

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E’ utile la promozione su Facebook per una società di consulenza?

By | 4 ottobre 2016

quando è utile la promozione su facebook

Quando è utile la promozione su Facebook per una società di consulenza.

“Buongiorno,
è da un po’ che leggo i suoi interventi su Linkedin e mi piace il suo approccio franco e concreto, complimenti.
Vengo al punto del contatto.

Ho una società di consulenza e anche un sito, www.xyz.it
Non mi sono mai riproposto di ottenere nulla dal sito in quanto i lavori di consulenza che svolgo, per la loro natura fiduciaria, mi sono sempre pervenuti da contatti personali, quali avvocati, commercialisti etc.

Leggendola però mi è venuto qualche dubbio su uno strumento che mai avrei pensato di utilizzare, ovvero Facebook (d’altronde anche gli imprenditori passano il tempo su FB…).

E quindi le chiedo:

  • ritiene utile una promozione con questo strumento o è preferibile un approccio con social media più “professionali” quali linkedin ?
  • è un’attività che lei potrebbe svolgere e quale sarebbe il budget di spesa?

Cordiali saluti”

Questa la mail che ho ricevuto ieri sera da un utente che ha compilato il form del mio blog.
L’ho incollata pari pari cambiando solo l’indirizzo del sito per renderlo anonimo…

L’imprenditore mi chiede in sostanza: Quando è utile la promozione su Facebook?“Meglio Facebook o Linkedin?”….D’altronde sui social gli imprenditori ci stanno, no? Quindi se lui “vende” consulenza per le aziende, Facebook o Linkedin potranno essere utili, giusto?

E invece NO, per niente.
Nel suo caso non sarebbero utili, affatto.

No, non sono impazzito, ti spiego dove voglio arrivare.
Stamattina ho chiamato l’imprenditore per raccogliere qualche informazione in più sulla sua richiesta.

Lui dopo avermi raccontato di cosa si occupa, mi ha chiesto nuovamente: “Pensi che Facebook possa essere utile per me?”

A questa domanda io ho risposto chiedendo a mia volta: “C’hai tempo/voglia di produrre contenuti, ad esempio con un blog?”

La sua risposta: “No no, assolutamente, non è pensabile in questo momento che io mi ritagli il tempo per scrivere…”

Io: “E allora Facebook è meglio se lo lasciamo stare…”

Prima di approfondire la mia spiegazione, torno alla mail del cliente:

“…è da un po’ che leggo i suoi interventi su Linkedin e mi piace il suo approccio franco e concreto…”

L’errore che SEMPRE commettono gli imprenditori è che si focalizzano sullo strumento, senza preoccuparsi di studiare una strategia per utilizzarlo…

Per farla più semplice, e tornando al caso specifico, questo imprenditore mi chiede quando è utile la promozione su Facebook per una società di consulenza, ignorando il fatto che lui stesso è stato mia “vittima” grazie alla produzione di contenuti.

Cioè io scrivendo gli articoli costantemente e pubblicandoli su Linkedin (e su Facebook) l’ho convinto a contattarmi, e lui vorrebbe utilizzare Facebook SENZA produrre contenuti…

Così NON funziona!

Per poter sfruttare con efficacia i Social, quest’imprenditore dovrebbe pianificare la produzione di tutta una serie di contenuti, spiegando i vari tipi di problemi che risolve, oppure gli errori tipici che fanno i suoi clienti spiegandone anche gli effetti e come risolverli ecc ecc.

Se fai il consulente di direzione, offri un servizio che non è che la mattina ti svegli e dici “Ho bisogno di un consulente direzionale”…

E quindi, se fai solo delle inserzioni su Facebook del tipo “Contattami per la tua consulenza direzionale” mi pare difficile che l’imprenditore in difficoltà possa risultare interessato ad un annuncio simile, per di più su un Social network che frequenta SENZA andare in cerca di quel tipo di servizio.

Per questa ragioni allora i social network NON possono essere uno strumento da tenere in considerazione nel SUO CASO.

Quello che con lui valuterò è la possibilità di lavorare con Google. Ovvero: ci sono utenti che cercano su Google “consulenza direzionale” (esemplifico).

Ci sono altre keywords, magari più specifiche, che identificano meglio i suoi servizi, e che sono cercati dagli utenti?

Se si, in base ai dati raccolti, valuterò con lui se può aver senso una campagna SEO o Adwords, con l’obiettivo di aumentare la sua visibilità su Google, intercettando chi cerca i suoi servizi, ed evitando in questa fase di chiedergli di produrre contenuti (che sui Social invece, NEL SUO CASO, sarebbero assolutamente necessari)…

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Facebook e Email Marketing: come integrare i due strumenti e per quale motivo farlo

By | 3 ottobre 2016

come integrare Email marketing e facebook

Come integrare Email Marketing e Facebook.

Ho già scritto altre volte articoli sull’uso incrociato di diversi strumenti di visibilità online.

Eh già, perché spesso accade che l’uso contemporaneo di più strumenti dia risultati maggiori rispetto all’utilizzo singolo di ciascuno di essi.

In questo articolo ti spiego come integrare Email Marketing e Facebook.

Ad esempio se faccio una campagna di Adwords per intercettare clienti interessati al mio prodotto/servizio, otterrò il risultato di rendere visibile la mia azienda per quegli utenti che (appunto) cercano su Google il mio prodotto/servizio.

Se però a quella campagna di Adwords affianco una campagna di Facebook, allora potrò anche “inseguire” (grazie al remarketing) quegli stessi utenti che hanno cercato su Google il mio prodotto/servizio, avendo in questo modo la possibilità di continuare a comunicare con loro, invece che perderli per sempre nel caso in cui non “convertano” immediatamente con Adwords.

E quindi veniamo al post di oggi, ponendoci la domanda iniziale:

  • Come integrare Email Marketing e Facebook?
  • Quando e perché dovrei farlo?

Procediamo per gradi…

1) Come integrare Email Marketing e Facebook.
Se fai email marketing si presume che tu abbia una mailing list alla quale inviare le tue newsletter.

Facebook ti permette di creare un “Pubblico Personalizzato” partendo da una mailing list.

Ovvero, inserendo una lista di email nell’apposita interfaccia che Facebook mette a disposizione, dopo un pò di tempo (variabile a seconda delle dimensioni della lista) Facebook crea un “Pubblico personalizzato”, individuando tutti gli utenti iscritti a Facebook con una email identica ad una presente nella tua mailing list, ed in questo modo ti da la possibilità di utilizzare questo pubblico come target al quale far apparire i tuoi annunci sponsorizzati.

Questo meccanismo lo puoi mettere in pratica, con qualsiasi lista di email:

  • La lista di clienti che estrapoli dal gestionale aziendale,
  • La lista di email che esporti dal tuo Outlook o Thunderbird,
  • La lista di email dei tuoi collegamenti di Linkedin (che si può esportare con un paio di click).

2) Quando e perché integrare Facebook e l’Email Marketing.

Questa tattica ti permette di aggiungere un sistema di “connessione” all’email marketing.

Se vendi un prodotto/servizio che richiede tempo e informazioni affinché il tuo cliente decida di comprare, allora devi fare in modo di rimanere “connesso” con lui in tutti i modi possibili, per fornirgli con costanza nel tempo le informazioni che lo convincano a comprare da te quando arriverà per lui il momento dell’acquisto.

E’ questo in senso con cui devi vedere l’uso di questa tattica.

C’è poi un’altro motivo per cui può essere interessante seguire questo consiglio.

Appena sopra ti ho accennato che ad esempio, puoi estrarre gli indirizzi email dei tuoi collegamenti di Linkedin con un paio di click.

Beh, a questi utenti, non DEVI inviare newsletter perchè NON ti hanno chiesto di riceverle: sono tuoi collegamenti su Linkedin, NON iscritti alla tua mailing list.

E lo stesso discorso vale per la lista dei contatti che puoi esportare da gestionale ecc ecc….

Se però usi questa tattica puoi comunque metterti in contatto con loro in modo più etico e non infastidendoli con azioni di SPAM (che potrebbero essere dannose per la tua azienda).

Piccola controindicazione:
Come dicevo prima, Facebook individua tra i propri iscritti chi ha utilizzato un indirizzo email presente nella lista che gli dai in pasto per creare il tuo pubblico personalizzato.

Il fatto è che molto probabilmente solo una parte della tua lista di email troverà corrispondenza con utenti di Facebook e quindi il pubblico personalizzato che creerai sarà sicuramente inferiore al numero dei tuoi contatti.

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Se hai letto il post probabilmente il motivo risiede nel fatto che SAI di poter ottenere più RISULTATI dalla tua presenza online, ma ancora NON hai trovato nessuno che ti aiuti a raggiungerli (e magari ci hai anche già speso soldi e tempo…).

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