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Come attrarre clienti che vogliono comprare da TE, senza chiedere il prezzo più BASSO, anche se vendi un prodotto/servizio UGUALE a quello dei tuoi concorrenti.

By | 21 dicembre 2016

Come attrarre CLIENTI

Buongiorno Gianpaolo,

mi chiamo Francesca e lavoro per un rivenditore autorizzato di un software “famoso”. Come noi, in Italia, ci sono altri rivenditori certificati e tutti vendiamo gli stessi identici prodotti agli stessi identici target di utenti.

Questo il messaggio ricevuto un paio di giorni fa da una lettrice del mio blog che mi chiede in seguito una consulenza.

Nell’articolo di oggi voglio partire proprio da quest’esempio per spiegare cosa si può fare in un caso come questo, dove, come dice Francesca Come noi, in Italia, ci sono altri rivenditori certificati e tutti vendiamo gli stessi identici prodotti agli stessi identici target di utenti.”

Magari anche tu ti trovi in una situazione simile, e comunque sono sicuro, che qualsiasi cosa tu venda, il ragionamento che ti porterò a fare potrà esserti utile.

Ma torniamo a Francesca, che mi chiede sostanzialmente “Come puoi aiutarmi col web marketing?”
Lo spiegherò anche a te come ho fatto a lei al telefono…partendo dall’inizio, ovvero dall’analisi della domanda

Cosa sono la Domanda Consapevole e la Domanda Latente

Domanda Consapevole e Domanda Latente

Una delle prime cose che analizzo con ogni nuovo cliente che mi si presenta è la domanda del mercato presente online, dividendola in “domanda consapevole” e “domanda latente”

Domanda Consapevole:
Per domanda consapevole si intende il volume di ricerche fatte dagli utenti su Google per un determinato prodotto/servizio. In pratica, si misura quanta gente c’è che cerca il prodotto/servizio digitando parole chiave sul motore di ricerca.

Domanda Latente:
Per analisi della domanda latente invece, si intende  la misurazione del numero di “clienti in target” intercettabili, che non sono pronti all’acquisto ora, ma potrebbero esserlo in futuro.
Per farti un esempio, se vendi un prodotto per architetti, posso verificare quanti architetti sono presenti su Facebook ed avere quindi un dato numerico sulla potenziale domanda latente.

Il processo di acquisto

Per comprendere meglio la fase di analisi sulla scelta della strategia di web marketing migliore non possiamo non parlare del processo di acquisto, incrociandolo con i due tipi di domanda, consapevole e latente.

Processo d'acquisto

Per ogni tipo di prodotto/servizio il processo di acquisto è composto da 4/5 fasi, come quelle sopra riportate nell’immagine:

  • Riconoscimento del bisogno,
  • Ricerca di informazioni,
  • Valutazione delle alternative,
  • Acquisto,
  • Utilizzo del prodotto (e relativa soddisfazione/insoddisfazione).

Come si inseriscono nel processo d’acquisto domanda consapevole e domanda latente?

Semplificando potremmo dire che con la domanda consapevole possiamo intercettare i potenziali clienti nella fase 3, quella della valutazione delle alternative, mentre con la domanda latente intercettiamo i potenziali clienti nella fase 1, quella del riconoscimento del bisogno.

Quindi, con intercettando la domanda consapevole, intercettiamo utenti più vicini alla fase dell’acquisto, mentre con la domanda latente spesso intercettiamo gli utenti quando sono ancora molto lontani dal momento in cui compreranno.

Ma scusa, allora mi fiondo sulla domanda consapevole se questi c’hanno i soldi in mano?

Potresti in effetti fare questo ragionamento…ma aspetta a trarre conclusioni e ricorda che stiamo parlando del caso di Francesca che vende un prodotto per il quale “Come noi, in Italia, ci sono altri rivenditori certificati e tutti vendiamo gli stessi identici prodotti agli stessi identici target di utenti”

Il rischio di intercettare SOLO la domanda consapevole (in casi come questo)

In casi come questo, quando l’azienda rivende un prodotto “commerciale” venduto da tanti altri concorrenti, il rischio GROSSO che si corre se si intercetta SOLO la domanda consapevole è che il cliente, sa già di dover comprare, sa già che più o meno il prodotto che gli serve è quello che hai tu e tutti i tuoi concorrenti e quindi fa la corsa al prezzo, acquistando il prodotto da “chi gli fa meglio”…

Nà vitaccia…

Esiste un’alternativa? Se si, qual è?

Arrivato a questo punto dell’articolo ti starai chiedendo se esiste un modo per evitare il rischio di intercettare le richieste di cacciatori di preventivi e  ricercatori di sconti, e quest’alternativa è data dallo sfruttamento della domanda latente.

Come attrarre clienti che vogliono comprare da TE, senza chiedere il prezzo più BASSO, anche se vendi un prodotto/servizio UGUALE a quello dei tuoi concorrenti.

Adesso arriviamo al succo del discorso, ovvero alla strategia che ti permette di attrarre clienti che voglion comprare da TE, senza chiedere sconti, perché hanno già deciso che sarai TU il loro fornitore.

Prima però una premessa importante:
Per poter utilizzare la strategia sulla domanda latente deve in qualche modo essere differenziato e diverso rispetto ai tuoi concorrenti.

Per farla più semplice, alla domanda “Perché i tuoi clienti devono comprare da te invece che dai tuoi concorrenti?” devi avere una risposta convincente (che non sia per la “gentilezza e cortesia”).
Se hai più di una risposta a questa domanda, tanto meglio.

Se invece NON hai risposte alla domanda, beh allora non credo sia il Web Marketing il tuo problema.

Torniamo a Francesca e al suo caso: a lei questa domanda l’ho fatta e m’ha dato diverse risposte, ovvero:

  • I loro clienti comprano il software da loro perché sono bravi nell’installazione e nella scelta giusta dell’hardware (entrambi servizi NON banali nel caso specifico di questo software),
  • Fanno formazione: la cosa più importante è che sono molto strutturati nel fare corsi di formazione sul software stesso, che è particolarmente complesso nel suo utilizzo.

E allora? Come sfruttiamo queste caratteristiche?

Queste loro caratteristiche differenzianti (formazione e installazione) devono essere sfruttate comunicando le proprie competenze col proprio target nella fase della domanda latente.

Infatti, come dicevo prima, la domanda latente è rappresentata da utenti che, per caratteristiche sono da considerare come potenziali clienti, ma che non dimostrano un interesse attivo al prodotto/servizio (ad esempio cercando su Google) e sono quindi probabilmente lontani dal momento dell’acquisto.

Ma se a queste persone cominci a fare arrivare contenuti UTILI, con costanza nel tempo, attivi una tattica che ti permette di entrare nella loro testa come loro potenziale fornitore fino a quando avranno finalmente bisogno del tuo prodotto/servizio e a quel punto NON chiameranno che te.

La faccio più semplice.
Francesca e la sua azienda potrebbero cominciare a produrre (ad esempio):
1) Video tutorial sull’utilizzo del software e di diverse sue funzionalità,
2) Articoli di Blog nel quale spiegare quali errori sono spesso commessi in fase di installazione del prodotto, indicando quindi come evitarli,
3) Tutti gli altri contenuti utili ai loro potenziali clienti e che rispondono alle loro domande, dubbi e problemi soliti che OGNI cliente in ogni settore ha sempre.

Qual è quindi la differenza di lavorare in questo modo sulla domanda latente rispetto ad intercettare la domanda consapevole?

Te lo riepilogo subito:
Se intercetti la domanda consapevole, intercetti probabilmente chi sa già di dover comprare il prodotto, forse ha già scelto anche il tipo di prodotto, e quindi deve solo scegliere da quale fornitore comprarlo.

Se il prodotto in questione è un prodotto commerciale, venduto da tanti concorrenti, il rischio alto che si corre è quella dello sconto selvaggio e della guerra del prezzo.

Se intercetti invece la domanda latente, invece hai modo di comunicare con potenziali clienti che, per caratteristiche personali è probabile che un giorno compreranno il prodotto, ma siccome non gli serve adesso non fanno niente per informarsi al riguardo, nè lo cercano su Google.

Con questi utenti, se siamo bravi a comunicare con loro con contenuti utili, con costanza nel tempo, riusciamo ad innescare un processo di “nutrimento informativo” che li porterà a riconoscerci come esperti del nostro settore e quindi, inevitabilmente, a contattarci nel momento del bisogno per COMPRARE DA NOI.

Questo è quello che quelli bravi chiamano “Inbound Marketing”, o “Content Marketing”, o “Lead Nurturing” ecc ecc…io lo chiamo

“Se sei bravo a fare il tuo lavoro, ma te lo tieni in segreto per te e i tuoi colleghi invece di comunicarlo e diffonderlo il più possibile, poi non ti lamentare che non vendi un cacchio e i tuoi concorrenti scemi invece fatturano il doppio di te”

Un pelo più lunga come definizione, ma decisamente più diretta.
Tra parentesi, Francesca m’ha contattato proprio per questo motivo, dopo  avermi seguito per mesi sul io blog.

Conclusione

Con l’articolo di oggi volevo farti ragionare sul fatto che esiste questa seconda IMPORTANTE quanto SPESSO IGNORATA tattica di acquisizione clienti che puoi adottare online (e non solo).

Attenzione:
Che NON ti passi assolutamente il concetto che quindi intercettare i clienti su Google NON sia utile: NON ho assolutamente detto questo. Quello che però dovresti fare è cominciare a lavorare ANCHE sulla domanda latente (se il tuo caso lo permette) per arrivare al risultato sperato!

Ci vorrà tempo, ci vorranno sforzi e risorse, ma poi la soddisfazione sarà tripla!

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[2 strumenti GRATUITI (che NON conosci) per la scelta della Parole Chiave da usare nel tuo sito/blog e come usarli da OGGI, anche se NON sei un esperto]

By | 14 dicembre 2016

strumenti seo

Online ci sono 1 miliardo di siti!
Si, hai letto bene, 1 miliardo, come puoi vedere dall’immagine sotto riportata (fonte: Netcraft.com)
Online ci sono 1 miliardo siti

Quindi capirai che oggi più che mai è necessario ingegnarsi per ritagliarsi il proprio spazio di visibilità online. La SEO è uno degli strumenti che le aziende hanno a disposizione per rendersi visibili sul web, e in tanti casi è ancora uno strumento IMPORTANTE.

Brevissimo riassunto su cos’è la SEO:
Per SEO (acronimo di Search Engine Optimization) si intendono quelle attività svolte su un sito web (internamente ed esternamente) che hanno lo scopo di far “salire” il sito in questione nei primi risultati di Google per intercettare le visite di utenti che digitano una parola chiave nel motore di ricerca per trovare prodotti e/o servizi.

Quando la SEO è utile alla visibilità di un’azienda?
La SEO è utile a promuoversi ad esempio in questi casi:

  • La gente conosce il tuo prodotto/servizio: se vendi qualcosa che la gente conosce, probabilmente lo cercherà anche su Google. In quel caso essere “posizionato” per parole chiave inerenti il tuo prodoto/servizio ti è utile ad intercettare potenziali clienti,
  • La gente cerca soluzioni ad un problema: vendi qualcosa che la gente potrebbe anche non conoscere, ma che risolve un problema sentito per il quale la gente cerca online la soluzione. In questo caso potresti posizionarti con articoli che spiegano come risolvere il problema e in questo modo entrare in contatto con tuoi potenziali clienti.

Benissimo, abbiamo capito a grandi linee quando la SEO può essere utile ad un’azienda.

Ma qual è un problema tipico?

Un  problema che vedo spesso commesso dagli imprenditori con cui parlo di SEO è che hanno le idee  confuse sul tipo di keywords da adottare che TROPPE volte sono molto generiche e quindi poco adatte ad una corretta strategia SEO.

Ad esempio, se produci macchine confezionatrici industriali, potresti pensare che “confezionatrici” possa essere una buona parola chiave su cui posizionare il proprio sito….SBAGLIATO! E ti spiego perché…

L’IMPORTANTISSIMO concetto della Coda Lunga nella SEO

Se sei un imprenditore è probabile (e anche normale) che tu non abbia mai sentito parlare di Coda Lunga della SEO (concetto diffuso da sempre tra gli addetti ai lavori).

Per Coda Lunga nella SEO si intende l’insieme delle keywords composte da 2 o più termini, specifiche, a bassa concorrenza e a basso volume di ricerca.
Coda lunga nella SEO

Cosa significa?

Te lo spiego tornando all’esempio di prima. Ipotizziamo che tu abbia un’azienda produttrice di macchine confezionatrici industriali.

Una keyword generica a cui potresti ambire è “confezionatrici”.

Qual’è il problema di questa keyword? Il problema di questa keyword è che è appunto generica, e quindi si riferisce a più significati (perché esistono tante tipologie diverse di confezionatrici) e che, nella nicchia specifica, è una di quelle parole chiave a più alta concorrenza.

Inoltre, essendo così generica, ha un basso tasso di conversione, poiché inevitabilmente intercetta visitatori NON in target, che ad esempio potrebbero essere interessati a confezionatrici per pallet,  o per lo zucchero o per il cemento, che sono tre tipi di applicazione completamente diversi che hanno bisogno di macchinari completamente diversi prodotti da aziende diverse (conosco abbastanza bene il settore, fidati).

Confezionatrici per bustine di zucchero” invece è un esempio di parola chiave di coda lunga, perché è composta da 5 termini, è molto SPECIFICA perché si riferisce a una confezionatrice per lo ZUCCHERO da confezionare in BUSTINE, ha sicuramente meno concorrenza rispetto a “confezionatrici” così come genera meno volume di traffico…

Ma il traffico è molto più PROFILATO, perché intercetta utenti che fanno una ricerca SPECIFICA (lo so mi ripeto, scusami ma è importante) e questa specificità si tramuta in un tasso di conversione più ALTO.

Quindi, se produci macchine confezionatrici industriali non devi ambire a posizionarti col termine generico “confezionatrici” ma piuttosto capire quali possono essere le parole chiave di coda lunga usate dai tuoi potenziali clienti e puntare su quelle.

NOTA BENE:
Nel caso specifico è quello che abbiamo fatto per il nostro cliente Omag srl (www.omag-pack.com), che produce appunto macchine confezionatrici e che abbiamo posizionato per:

E’ anche posizionato per il termine secco e generico “confezionatrici” ma la stragrande maggioranza delle conversioni (richieste di informazioni commerciali sui macchinari ricevute dal sito) arrivano dai termini di coda lunga. E nello specifico parliamo di diverse CENTINAIA di richieste all’anno.

Ok, m’hai convinto, ma come le trovo le parole chiave di coda lunga?

Arrivato a questo punto potresti porti questa domanda, giustissima. La risposta te la do suggerendoti il primo strumento GRATUITO dell’articolo di oggi

1) Keyword Shitter (http://keywordshitter.com/)

Keyword Shitter (eh si, l’hanno chiamato proprio così…) è un semplicissimo quanto utilissimo strumento gratuito disponibile online che fa un lavoro EGREGIO.

In pratica ti colleghi, inserisci nel campo grande la parola chiave da cui vuoi estrarre i termini di coda lunga e clicchi su Start Job!

Et Voilà! A questo punto non i resta che attendere che la MAGIA si compia!
A seconda di quanto è generico e diffuso il primo termine di ricerca che hai utilizzato, la lista di keywords generata dal Keyword Shitter può essere più o meno lunga.

Quello che ti consiglio di fare  con la lista generata è:

Nota tecnica su Keyword Shitter:
Keywordshitter ogni tanto si impalla e inserisce parole a caso nei risultati. Ma lo fa solo dopo aver tirato fuori tutte le keyword correlate a quella che hai inserito tu, quindi basta stopparlo quando vedi che “strippa”. E ti consiglio di usarlo con Firefox.

*Nota tecnica sullo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google:
Fino a qualche mese fa lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google forniva tutti i dati sui volumi di ricerca delle parole chiave in maniera totalmente gratuita. Da un pò invece i dati sul traffico sono “approssimativi” fino a quando non si attiva una campagna Adwords a pagamento, anche per pochi euro, cosa che ti consiglio di fare se pensi di usare lo strumento.


Come usare le parole chiave generate da Keyword Shitter

Allora, siamo arrivati al punto che hai trovato tutta una serie di parole chiave di coda lunga, ma non sai bene ancora come usarle, e qui scatta il consiglio sull’uso del secondo strumento gratuito

2) Keyword Grouper Pro (http://marketbold.com/KeywordGrouperPro/)
Un altro GROSSO accorgimento da usare nella SEO è quello di inserire le keywords di “coda lunga” all’interno dello stesso contenuto, in modo da sfruttare tutte le possibilità a tua disposizione…

Mi spiego meglio.
Al link sopra riportato puoi scaricare questo secondo Tool gratuito chiamato Keword Grouper Pro (ringrazio il collega SEO Massimiliano Del Rosso per avermelo segnalato), che sostanzialmente ti suddivide l’elenco di keyword che gli dai in pasto in gruppi di keywords “semanticamente correlate” tra loro.

In questo modo potrai selezionare per ogni gruppo la parola chiave principale per la quale scrivere un contenuto nel tuo sito/blog avendo cura di inserire all’interno del testo TUTTI gli altri termini contenuti nelle altre keyword che fanno part di quel gruppo.

Riepilogando e semplificando:
– Con KeywordShitter trovi gli elenchi di parole chiave di coda lunga,
– Con Keyword Grouper Pro li raggruppi in gruppi di keyword correlate che dovrai inserire all’interno dei contenuti che produci.

NOTA IMPORTANTE:
Nei miei articoli mi rivolgo agli imprenditori. Quindi DEVO usare termini comprensibili a NON addetti ai lavori e devo, PER FORZA DI COSE e per semplicità di spiegazione, semplificare tutta una serie di passaggi.

Quindi, l’articolo appena letto NON è l’articolo “tecnicamente perfetto” su come usare la coda lunga nella SEO.

Ma è SICURAMENTE uno strumento PRATICO e COMPRENSIBILE che puoi usare da OGGI, anche se non sei un esperto e ottenendo (forse) risultati che mai avevi ottenuto prima. 😉

A questo punto non mi resta che augurarti buon lavoro e buona SEO!

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Esperienza in decine di progetti, risultati concreti ottenuti e dimostrabili e clienti soddisfatti.

Se vuoi posizionare la tua azienda su Google, ma non sai a chi rivolgerti o peggio, hai già avuto cattive esperienze, allora sei capitato nel posto giusto.

Faccio SEO per i miei clienti da anni, e posso dimostrarti i risultati che ho già ottenuto (e che se ti accetto come cliente, otterrò anche con te). Se sei interessato ad approfondire, non hai che da contattarmi qui.
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[Ma il sito web serve ancora alle aziende?]

By | 7 dicembre 2016

Il sito web serve ancora alle aziende?

La Seo è morta!
L’email Marketing è morto!
Il sito web è morto!

E a dirla tutta pure io oggi non mi sento tanto bene….(ehm, scusami. Mi prendo un attimo di pausa per la grattatina…)

Ciclicamente online scappa fuori qualche necroforo digital che annuncia la morte di questo o quello strumento. Fatto sta che da quando mi occupo di web marketing (ormai 10 anni) poi tutte ste morti non le ho viste, e anzi, la maggior parte degli strumenti che si usavano 10 anni fa, sono ancora attuali e tuttora utilizzati massivamente.

L’ultimo dei casi è quello dei siti web che per qualcuno pare che non godano di buona salute e siano prossimi al trapasso.

L’articolo di oggi lo dedico proprio a quest’argomento, ovvero a dare la mia risposta alla domanda “Ma il sito web serve ancora alle aziende?”

Ma nel 2016 il sito web serve ancora alle aziende? 3 motivi per cui il sito web è ANCORA IMPORTANTE per le aziende e 3 Consigli da seguire per usarlo al meglio!

Il contesto degli ultimi anni
E’ doveroso per prima cosa fare una panoramica sui due più grossi cambiamenti che il web ha avuto negli ultimi 6/7 anni, che tra l’altro sono anche tra loro collegati:

  • L’avvento dei Social Network,
  • L’avvento degli Smartphone.

L’avvento dei Social Network
Parliamo solo del più diffuso, Facebook. E’ “sbarcato” in Italia nel 2008, e ad oggi conta 31 milioni di utenti ITALIANI iscritti. E’ già da diversi anni uno strumento importante di promozione delle aziende, ed è sicuramente vero che chi naviga su Facebook è li che vuole stare (almeno in quel momento) e a volte non è facilissimo portarlo fuori da lì.

A Facebook vanno poi aggiunti i vari Twitter, Linkedin, Youtube, Instagram ecc ecc.

L’avvento degli Smartphone
Gli smartphone sono il secondo grosso cambiamento che è subentrato recentemente nelle abitudini di navigazione internet delle persone, è che ha spostato già da un po’ la maggioranza del traffico web dal “desktop” al “mobile”. E il processo è ancora in fase di crescita.

popolazione mobile

Dal grafico riportato nell’immagine sopra possiamo vedere che le proiezioni dicono che nel 2020 i possessori di Smartphone nel mondo aumenteranno fino a 5 miliardi di persone, mentre i PC non aumenteranno.

E comunque, grafici e statistiche a parte, ormai basta guardarsi in giro: tutti c’hanno in mano sto smartphone e la maggior parte delle persone sta li con la testa china a smanettare. E’ un dato di fatto sotto gli occhi di tutti.

“Ho capito! Chiudo il sito e sto solo su Facebook!”

Ma no, stai buono, non ho detto questo! Il sito lascialo li per ora e continua a leggere…

[I 3 motivi per cui il sito è ancora IMPORTANTE per la maggior parte delle aziende.]

Benchè i Social abbiano sicuramente raggiunto un’importanza strategica per molte aziende (molte, non tutte), dalla mia esperienza quotidiana quello che verifico è che il sito web (o blog che sia) assume ancora un ruolo IMPORTANTE e CENTRALE nello sviluppo della presenza online di un’azienda.
E di seguito te ne spiego i motivi.

1) I clienti “usano” il sito PRIMA di comprare
Ci sono moltissimi casi in cui i clienti seguono magari l’azienda per mesi su Facebook o perche è iscritta alla newsletter o magari su Linkedin, ma poi in moltissimi casi, QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DI COMPRARE, visitano il sito aziendale e lo fanno per diversi motivi:

– Perchè cercano CONFERME sull’azienda:
Quante volte t’è capitato che ti si presenta un potenziale cliente e/o fornitore che mai avevi conosciuto e la prima cosa che fai è “andare a controllare chi sono questi e come sono messi” cercando il loro sito su Google (o digitando direttamente l’indirizzo se t’hanno lasciato il bigliettino da visita)?

Avere il sito aziendale PROPRIETARIO è una prova di ESISTERE!

– Perchè vogliono contattarti:
Ci sono un sacco di casi in cui magari comunichi in diversi modi (con la pagina Facebook, con l’email marketing, coi video su Youtube) e intercetti l’interesse di una serie di utenti. Poi però, quando arriva il momento di “comprare”, moltissimi cercano il sito aziendale per avere un contatto diretto con l’azienda. Questo comportamento è molto diffuso nel mondo B2B e in generale nei casi di vendite “complesse” (che prevedono lunghe trattative, alte somme di denaro, ecc ecc).

Per farla semplice: se vedi su Facebook la pubblicità di un paio di jeans di un negozio della tua città, probabilmente il sito del negozio non lo cerchi, ma se devi comprare un macchinario industriale il sito dell’azienda lo cerchi eccome…


2) Hai il pieno CONTROLLO del mezzo di comunicazione
Facebook oggi c’è, domani pure…fra 2 o 3 anni non possiamo prevederlo.
Facebook oggi funziona in un certo modo, come sarà domani non possiamo saperlo.

Ad esempio, fino a qualche anno fa si otteneva un sacco di visibilità “gratuita” da Facebook (visibilità organica, in gergo tecnico), oggi se non paghi su Facebook sei praticamente invisibile…

Se hai un sito web (o blog) di tua proprietà hai invece un mezzo di comunicazione pienamente sotto il tuo diretto controllo, e questo ti mette al riparo dai cambiamenti che tutti gli altri media possono apportare alle loro politiche.


3) Puoi sfruttare la SEO
Se hai un tuo sito/blog puoi sfruttare il traffico organico derivante da Google (SEO).
Ti spiego il  concetto con un esempio che riguarda il mio blog.

Da qualche mese, oltre a scrivere un articolo a settimana sul blog, scrivo (quasi) ogni giorno un piccolo articolo anche su Facebook, sul mio profilo personale e sulla pagina aziendale.

Per i primi mesi ho continuato a scrivere questi post solo su Facebook, non “copiandoli” dentro al mio blog.

Poi ad un certo punto, a metà settembre 2016 ho deciso di inserire i 40 articoli che avevo scritto nei mesi precedenti solo su Facebook anche nel mio blog…nell’immagine sotto puoi vedere cosa è successo dopo.

aumento traffico organico
Il traffico organico è praticamente RADDOPPIATO, e l’unica cosa che ho fatto è stata pubblicare gli articoli anche nel blog. Se li avessi lasciati su Facebook, quei contenuti non mi avrebbero portato alcun altra visibilità. Pensi sia una risorsa da sprecare? Io credo di no…;)

[I 3 consigli da seguire per sfruttare meglio
il tuo sito web]

Spiegati quali sono a mio parere i 3 principali motivi per cui il sito web aziendale è ancora MOLTO importante in tanti casi,  ti elenco adesso 3 consigli da seguire per sfruttare al meglio il tuo sito web.

1) Occhio alla Velocità di caricamento del tuo sito
Come dicevo prima, la navigazione da mobile ha superato di gran lunga quella da pc fissi.
In questo senso assume un’importanza VITALE la velocità di caricamento del tuo sito web: se è un po’ “lentino” nagivandolo da pc, lo sarà molto più navigandolo da apparati mobili (smartphone e tablet).

E di avere un sito lento nel 2016 NON te lo puoi più permettere!
A questo proposito, prova ad aprire adesso il tuo sito da cellulare: se ci mette più di 3 o 4 secondi a caricare la pagina, meglio che gli fai dare un’occhiata dal tuo webmaster.


 

2) Usa il tuo sito come NUCLEO della tua presenza online

content hubL’immagine spiega da sola il concetto: devi pensare al tuo sito web come al NUCLEO, il CENTRO della tua presenza online. Tutti gli altri mezzi devono confluire su di esso. Magari non immediatamente, non in ogni comunicazione, ma alla fine la destinazione finale del tuo utente deve essere il tuo sito/blog.

Un paio di esempi:
– Facebook: diciamo che scrivi un post o fai un video su Facebook.
DEVI mettere SEMPRE all’interno del post un rimando al tuo sito web. Scrivi un articolo su motivi per cui un sito web serve ancora alle aziende? Allora ci metti una Call To Action (invito all’azione) finale nella quale dici “Se devi rifare il sito web della tua azienda contattami qui http://www.gianpaoloantonante.com/contatti/  per parlarne con me”
(mettendo il link alla tua pagina del contatti, come faccio SEMPRE io),

– Youtube: fai dei video che carichi su Youtube? Benissimo, ottima idea. Non dimenticare però di mettere nella descrizione del video di Youtube il link al tuo sito/blog per permettere all’utente di approfondire la tua conoscenza e/o contattarti


3) Il web oggi è Multicanalità

Se è vero che il sito web è ancora molto importante per moltissime categorie di aziende, è altrettanto vero che avere SOLO il sito web è un tantinello anacronistico: il web è oggi come non mai sinonimo di multicanalità.

E quindi, tornando a quanto accennato nei paragrafi precedenti e già raccontato in molti miei articoli, nella presenza online della tua azienda devi capire quali sono TUTTI gli strumenti utili a comunicare coi tuoi potenziali clienti e pianificarne l’uso.

– I tuoi clienti sono su Facebook? Allora devi pensare a come utilizzare questo strumento per comunicare con loro e portarli a contattarti sul tuo sito web
– Youtube, Linkedin e L’email Marketing possono aver senso per acquisire nuovi clienti el tuo settore? Allora studia come integrarne l’uso all’interno della tua presenza online

Conclusione

Concludendo, la domanda iniziale era “Ma il sito web serve ancora alle aziende?”…la mia risposta è
“In moltissimi casi SI, il sito web è ancora CENTRALE nella presenza online delle aziende”…

E per capire se lo è anche nel tuo caso, devi fare un esercizio semplicissimo.
Prova a chiederti “Ma i miei clienti usano i siti web delle aziende per decidere quale fornitore scegliere? Nel loro processo di acquisto, ci sono uno o più momenti nei quali cercano il sito web del potenziale fornitore?” Se ti rispondi “SI” allora, ANCHE nel tuo caso, il sito è ancora IMPORTANTE.

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