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[Sito Web SICURO]: Google dà un nuovo ordine…sei pronto a scattare sull’attenti? Tutto quello che devi sapere sul passaggio da http a https (ovvero nà roba tecnica spiegata semplice perché è importante che tu la conosca)

By | 11 gennaio 2017

Da http a https
Ciclicamente Google detta nuove condizioni a cui presto o tardi ci si deve adeguare.
Ad esempio l’aveva fatto nella primavera 2015, quando con il MobileGeddon ha TERRORIZZATO chi ancora non aveva un sito web che fosse navigabile da smartphone e tablet…

Adesso è la volta dell’https e della navigazione sicura…quindi antenne dritte e leggi di cosa si tratta.

 L’annuncio di settembre 2016

In quest’articolo di uno dei suoi blog ufficiali intitolato “Moving Towards a more secure web” (tradotto “Verso un Web più sicuro”) Google ci informa che da gennaio 2017 comincia a cambiare qualcosa nella navigazione dei siti web fatta con Chrome (il browser per la navigazione internet di Google).

In pratica, se fino ad oggi, nei siti web pubblicati con protocollo http non veniva dato alcun avvertimento circa la sicurezza di navigazione, da gennaio 2017, gradualmente, Chrome avviserà gli utenti nella loro navigazione circa la NON SICUREZZA della navigazione su protocollo http.

Spiegato più semplice:
Fino ad oggi, se avevi il sito in http (ovvero nella situazione normale della stragrande maggioranza dei siti) Chrome non dava alcun avviso al navigatore, mentre da gennaio 2017 comincerà ad avvisare con un “Not Secure” sulla barra di navigazione (vedi immagine sotto)

Navigazione NON sicura
Col passare del tempo l’attenzione alla sicurezza dei siti e quindi alla presenza dell’https sarà sempre maggiore, fino ad arrivare probabilmente ad un’etichettatura in ROSSO dei siti siti in http come siti NON sicuri (vedi immagine sotto).

Sito NON sicuro 2

Cos’è l’https e perché è più sicuro dell’http

Cos’è l’https, spiegato in termini tecnici, lo puoi cercare su Google o leggerne la descrizione su Wikipedia.

Io te lo spiego in maniera semplice e NON tecnica. In pratica con l’http lo scambio di dati che avviene tra sito web e utente è in “chiaro” e quindi visibile da tutti, mentre se il sito web viaggia su protocollo https, lo scambio di dati avviene in maniera criptata in una sorta di “tunnel” creato tra sito web e utente, rendendo quindi i dati NON visibili ad altri.

Ti faccio un esempio:
diciamo che siamo in piazza e che tu devi darmi gli estremi della tua carta di credito. Con l’http è come se mi gridassi ad alta voce i dati della tua carta di credito (con tutti che possono ascoltarli) con l’https è come se me li scrivessi su un pezzo di carta e me lo consegnassi in mano: è evidente che è un pelo più sicura la seconda situazione 😉

Chrome e dati sul suo utilizzo

Come accennavo in apertura, Google sta attivando quest’iniziativa SOLO su Chrome, che è il browser di sua proprietà…

Ma quanta gente usa Chrome? (potresti chiederti)

In Italia circa il 56% degli utenti (fonte https://www.netmarketshare.com/), quindi la maggioranza degli utenti (non solo in Italia e con una tendenza in costante crescita).

Lo scenario: c’è da preoccuparsi?

A questo punto forse ti starai chiedendo: e quindi che faccio? Devi preoccuparmi? Devo adeguare il mio sito? O a me non serve?

Tutte domande legittime, alle quali provo a risponderti.
Innanzitutto distinguerei tra Ecommerce e siti aziendali/blog.

Come dice Google stesso nel suo articolo del security blog, attenzione particolare e principale verrà data ai siti in cui avviene scambio di dati “sensibili” (pagine di login e raccolta dei dati delle carte di credito).

Quindi se hai un ecommerce dovresti affrettarti nell’adottare il protocollo https: pensa a cosa può pensare l’utente che vede scritto “NON Sicuro” nella pagina in cui deve inserire i dati della sua carta di credito…

Per tutti gli altri siti che NON sono ecommerce e che non trattano dati particolarmente sensibili,  a mio modesto parere NON è necessario affannarsi o farsi prendere dall’ansia: non si corre nessun particolare rischio imminente.

Detto questo, Google ci sta avvisando, gradualmente “stringerà” sempre più a morsa verso l’http, e quindi non è questione SE passare o meno all’https ma solo QUANDO farlo.

A cosa fare MOLTA attenzione

Una fase a cui stare molto attenti è quella della migrazione del tuo sito/blog da http a https.
Ti spiego perché.

Se hai un sito che riceve traffico organico da Google, probabilmente è segnale che una o più pagine del tuo sito sono posizionate per alcune parole chiave. Questo significa che per Google, la pagina del tuo sito http://www.nomedelsito.com/paginaposizionata è pertinente per una o più parole chiave, e quindi la posiziona.

Migrando il sito da http a https, la pagina http://www.nomedelsito.com/paginaposizionata NON esiste più a favore della nuova pagina httpS://www.nomedelsito.com/paginaposizionata.

ATTENZIONE:
In considerazione di quanto detto ASSICURATI che venga fatto il redirect 301 per tutte le pagine del tuo sito da http a https, altrimenti corri il GROSSO RISCHIO di vederti AZZERATO IL TRAFFICO ORGANICO.

Il redirect 301 è una configurazione lato server web (dove è installato il tuo sito) che istruisce Google dicendogli che la vecchia pagina http://www.nomedelsito.com/paginaposizionata adesso è rintracciabile al nuovo indirizzo httpS://www.nomedelsito.com/paginaposizionata, ed in questo modo sei salvo da qualsiasi problematica.

Non voglio preoccuparti: se ti affidi ad un professionista è una cosa normale ed un’operazione semplice.
Ma se fai tutto da solo (cosa che in questo caso, ti sconsiglio) o sei seguito da un tecnico che non ti dà fiducia piena, VERIFICA che il redirect 301 venga fatto.

Un falso mito

In queste settimane m’è capitato di leggere che il passaggio ad https aiuti e migliori il posizionamento su Google: questa cosa NON è sempre vera.

Mi spiego.
Effettivamente l’adozione del protocollo https è un fattore di posizionamento, ufficializzato anche da Google.

Ma…

…è UNO dei TANTI fattori di posizionamento, NON è uno dei maggiori e soprattutto può migliorare il posizionamento di un sito nel quale la SEO, poco o tanto, sia stata curata in precedenza, altrimenti non ti aiuterà affatto.

Usando una metafora: se alla tua macchina manca il MOTORE, puoi montarci pure gli alettoni, ma sempre ferma rimane 😉

Conclusione

Google ha dettato una nuova condizione alla quale dovremo adeguarci TUTTI.
Se hai un ecommerce fallo appena ti è possibile.
Se hai un sito “normale” non c’è bisogno di farsi prendere dall’ansia ma ricorda che DEVI farlo.

In tutti i casi (e soprattutto se il tuo sito riceve traffico organico) fai ESTREMA ATTENZIONE che chi si occupa dell’operazione faccia il redirect 301.

E affidati ad un professionista.
😉

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[Il Museo degli ERRORI Ep.1] Stai commettendo anche tu INCONSCIAMENTE questi GRAVI ERRORI nel Web Marketing della tua azienda?

By | 11 gennaio 2017

Museo-Errori

 

Pagina del Blog che non converte

Ogni volta che parlo con un imprenditore della situazione online della sua azienda, nel 99,99% dei casi, lui mi chiede cosa si può fare in più rispetto a quello che c’è adesso e quale attività si può aggiungere a quanto esiste già.

Per essere più semplice, nella stragrande maggioranza dei casi, quando parlo con un cliente la prima volta (ma non solo, succede anche coi clienti “storici”) le sue richieste sono tipo:

  • Facciamo la SEO che voglio essere primo su Google,
  • Devo fare Facebook per intercettare nuovi clienti,
  • Devo fare il blog perchè ancora non ce l’ho,
  • Devo fare email marketing….ecc ecc.

In pratica, TUTTI mi chiedono di fare qualcosa di nuovo, di fare qualcosa in più rispetto a quanto viene già fatto (che ahimè, spesso è molto molto poco se non niente)…

Nessuno invece mi chiede e si preoccupa di MIGLIORARE L’EFFICACIA DI QUELLO CHE HA GIA’!

E questo è un’approccio sbagliato che porta, molto spesso, a commettere GRAVI ERRORI di valutazione

Per essere pratici, ti parlerò di questo tipo di errori presentandoti CASI REALI (per i quali mantengo l’anonimato per privacy) che di volta mi capitano nel lavoro quotidiano, in modo da darti l’occasione di verificare che non si tratti di errori che stai COMMETTENDO ANCHE TU.

E, abbandonando gli indugi, ti presento il primo caso di questa “rubrica” che ho chiamato il Museo Degli Errori.

Pagina MIGLIORE del Blog che NON converte quanto dovrebbe

Ho un cliente da un annetto al quale curo la SEO.

In questo periodo stiamo analizzando i dati del traffico organico (ovvero quello derivante dai motori di ricerca) e abbiamo verificato di aver ottenuto un incremento del 100% del traffico, passato da circa 10.000 visite/mese a circa 20.000 visite/mese, ottenute da keyword correlate al servizio venduto.

La stragrande maggioranza di queste visite è generata da un singolo articolo del blog che genera circa metà del traffico del sito.

E’ sempre stato l’articolo di maggior traffico, tanto che per questo motivo, il cliente lo ha costantemente arricchito, aggiungendo di tanto in tanto un nuovo contenuto all’interno della pagina:

  • E oggi aggiungo un video,
  • E domani aggiungo un paio di foto,
  • E poi aggiungo un invito a scaricare l’ebook al centro dell’articolo,
  • E poi aggiungo un altro video che è venuto bene,
  • Ecc ecc…

Errore: L’articolo è diventato kilometrico, e soprattutto…CONVERTE poco

Infatti l’utente che ci atterra è BOMBARDATO di informazioni e DISTRAZIONI come link ad altri articoli del blog (che lo fanno uscire dalla pagina), video (che interrompono la lettura dell’articolo), un testo che ha un pelino perso il filo logico del discorso (problema dovuto alle aggiunte continue nel tempo).

E tutte queste cose messe assieme danneggiano probabilmente l’efficacia dell’articolo.

COSA FAREMO nel caso specifico:

Abbiamo pianificato quindi di RISCRIVERE COMPLETAMENTE l’articolo dandogli un nuovo filo logico con l’obiettivo di aumentarne l’efficacia e il tasso di conversione (del quale ovviamente misureremo l’eventuale variazione).

L’articolo dovrà rispondere alla domanda che l’utente digita su Google per arrivare al contenuto posizionato, e spiegherà con precisione cosa va fatto per risolvere il problema sentito, fornendo così informazioni di VALORE che l’utente potrà sfruttare per capire meglio come comportarsi.

Alla fine dell’articolo, e quindi DOPO aver fornito tante informazioni su come risolvere la problematica che in teoria, inseriremo un invito a contattare l’azienda per richiedere un preventivo specifico sul servizio…

Stai commettendo lo stesso errore ANCHE TU?

Dove voglio andare a parare con questo post? Semplice: voglio farti ragionare per capire se anche tu stai sottovalutando la qualità dei contenuti del TUO sito/blog.

Ad esempio:

Sai quali sono i contenuti più visitati del tuo sito?

Da quanto non guardi le statistiche di Analytics?

Se fai come tutti gli imprenditori, le statistiche non le guardi mai…

Una volta individuati i contenuti più visitati, che magari si sono posizionati su Google, potresti:

  • Capire se li stai sfruttando nel modo giusto: hai una Call Ti action all’interno dell’articolo (ovvero un invito all’azione che spinga l’utente ad esempio a contattarti)?
  • Puoi fare Lead generation, creando ad esempio un ebook gratuito correlato strettamente all’argomento di quella pagina da far scaricare agli utenti in cambio della mail?
  • Puoi fare remarketing, intercettando in un secondo momento su Google e/o Facebook, SOLO gli utenti che hanno visitato quella pagina per proporgli ad esempio di acquistare il tuo prodotto/servizio oppure visitare un altra pagina del tuo sito/blog con un contenuto correlato?

Insomma, hai provato a capire se stai sfruttando al meglio i tuoi contenuti PRIMA di preoccuparti di fare altro?
Se la risposta a questa domanda è no, ti invito a pensarci…magari scopri che hai già buone risorse che potresti sfruttare molto meglio.

😉

#MuseoDegliErrori

Perchè è importante commentare nei gruppi Facebook per ACQUISIRE CLIENTI

By | 2 gennaio 2017

Commentare nei gruppi Facebook

Commentare nei gruppi Facebook per acquisire clienti

“T’ho visto su quel gruppo Facebook, ho letto quel tuo commento che m’era piaciuto, poi ho visto il tuo profilo, ho visto cosa postavi ed ho cominciato a seguirti…”

Questo è quello che m’ha risposto Renato, un nuovo cliente con cui parlavo la settimana scorsa quando gli ho chiesto, come faccio con tutti i nuovi clienti che mi contattano, come mi ha conosciuto “la prima volta”, ovvero come mi ha “scoperto”.

Diverse volte la risposta alla domanda è: “T’ho conosciuto su quel gruppo Facebook…”

E adesso ti spiego perchè succede questa cosa, in modo che anche tu possa provare a sfruttarla a tuo favore.

Il processo a cui fare riferimento per spiegare questo meccanismo è il processo di acquisto dei clienti, che puoi approfondire leggendo il libro “Il Succo del Web Marketing”  o frequentando il corso Web Marketing per Imprenditori, di Alessandro Sportelli e Manuel Fae).

Cercherò di essere sintetico.

In pratica, per l’acquisto di qualsiasi prodotto/servizio, ogni persona segue un processo di acquisto, che può essere più o meno lungo a seconda, ad esempio, della complessità e/o costo del prodotto/servizio.

Se devi bere un caffè decidi in molto meno tempo rispetto a se devi comprare casa (esempio banale ma che spiega subito il concetto).

Nei casi in cui il processo di acquisto è medio/lungo, una fase spesso superata dal cliente è quella della “ricerca di informazioni”. Cioè la persona si informa da diverse fonti per migliorare la propria conoscenza sul prodotto/servizio da acquistare, e ad esempio:

  • Chiede a parenti e conoscenti se hanno informazioni e consigli da dare al riguardo,
  • Cerca su internet.

Ciò a cui non siamo abituati a pensare

Quello che siamo spesso portati a pensare è che, quando pensiamo che qualcuno cerca qualcosa su internet, l’UNICA cosa che faccia è andare su Google.

Ma in realtà non è così, o quantomeno, non è SOLO così.

Infatti, molti di noi tendono, anche su Internet, a chiedere “agli altri”…e quindi, invece che andare su Google a cercarsi l’informazione autonomamente, vanno ad esempio:

  • Su gruppi Facebook dedicati al dato argomento e postano li la domanda,
  • Su forum specializzati per un dato argomento e postano li la domanda.

Perchè è importante essere quindi presente e commentare in questi “posti”?

E’ molto importante essere nei gruppi e commentare perchè si acquisiscono visibilità e autorevolezza: se frequento un gruppo Facebook con migliaia di iscritti e commento i post anche di altri, fornendo valore nelle mie risposte, allora acquisirò visibilità NON solo verso chi ha postato la domanda, ma anche per tutti gli altri che la leggono.

E ti assicuro che alla lunga funziona…

Un paio di “istruzioni per l’uso”:

  • Cerca Gruppi Facebook e/o Forum nei quali siano presenti utenti in target coi tuoi clienti,
  • Fornisci risposte di valore: è inutile dire che il giochino funziona se sei in grado di dare risposte utili 😉
  • Scegli pochi gruppi/forum: scegli un numero di gruppi/forum nei quali, a seconda delle risorse di tempo che hai a disposizione, sai di poter essere presente con COSTANZA,
  • Abbi pazienza: se non ti conosce nessuno perchè prima di oggi online eri praticamente inesistente,

NON aspettarti che con questa “tattica” fai tre clienti al secondo commento. Sarebbe bello ma non funziona così. Ci vuole più tempo (e non mi chiedere quanto perchè non ti conosco e non saprei risponderti).

P.S:
Come mi ha fatto notare Piernicola in un commento sotto, ho tralasciato una doverosa precisazione, dandola per scontata quando scontata non è.

Quando parlo di Gruppi Facebook e/o Forum, mi riferisco a Gruppi e/o Forum di discussione creati appositamente per scambiarsi opinioni su determinati argomenti.

Questo ESCLUDE quindi dal gioco Gruppi Facebook aziendali (come ad esempio il Gruppo Simpness di Piernicola che è invece uno strumento di comunicazione aziendale “privato”.

E’ una semplice buona norma leggere il regolamento del gruppo in questione per capire quale tipo di comportamento è permesso e qual’è lo scopo del gruppo stesso.